Il con­ge­do di Lo­ren­zon (con qual­che la­cri­ma): «La cri­si ha mes­so fi­ne al­la Mar­ca dei pic­co­li»

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CISON DI VALMARINO «Re­sto nel­la Ci­sl per­ché mi man­ca­no an­co­ra al­cu­ni me­si al­la pen­sio­ne. Poi ciao ciao». Pro­va a fa­re il ci­ni­co, Franco Lo­ren­zon (nel­la fo­to), nel gior­no del suo ul­ti­mo in­ter­ven­to da se­gre­ta­rio ge­ne­ra­le del­la Ci­sl di Tre­vi­so e Bel­lu­no, uni­fi­ca­zio­ne di cui è sta­to, due an­ni fa, pro­pul­so­re e re­gi­sta. Pro­va a fa­re il du­ro da­van­ti al­le ti­vù ma nes­su­no gli cre­de e di­fat­ti, di lì a po­co, sa­lu­tan­do dal pal­co chi c’è e chi non c’è più, pian­ge. Uno che non sa fin­ge­re «e per que­sto mi man­che­rà mol­to», fa pre­sen­te il pa­ri gra­do del­la Cgil, Gia­co­mo Ven­dra­me. «Con lui ci sia­mo sem­pre ca­pi­ti su­bi­to se si po­te­va an­dar d’ac­cor­do o me­no su qual­co­sa. Ze­ro per­di­te di tem­po».

Lo­ren­zon, dun­que, ce­de il te­sti­mo­ne a Cin­zia Bo­nan, che sa­rà elet­ta og­gi, e lo fa con una re­la­zio­ne all’al­tez­za di chi del pro­prio im­pe­gno nel sin­da­ca­to ha fat­to mol­to di più che un me­stie­re. Per le ana­li­si so­cia­li, in­nan­zi­tut­to, al­la ri­cer­ca del­le ner­va­tu­re più pro­fon­de di un mer­ca­to del la­vo­ro lo­ca­le fra­gi­le e con­trad­dit­to­rio. «Il col­po por­ta­to dal­la cri­si nel­le no­stre pro­vin­ce è sta­to gran­de, non so­lo per la ri­du­zio­ne del­la pro­du­zio­ne, ma per­ché ha mes­so a nu­do una real­tà fat­ta di pic­co­le e pic­co­lis­si­me azien­de che og­gi han­no mag­gio­re dif­fi­col­tà a ri­spon­de­re al­le sfi­de glo­ba­li. Un fe­no­me­no che ha fat­to il suo tem­po, po­si­ti­vo ma fi­ni­to». Le ec­cel­len­ze? Ci so­no, ma «la sen­sa­zio­ne è che l’in­sie­me del si­ste­ma eco­no­mi­co, pur reat­ti­vo e vo­li­ti­vo, non ab­bia an­co­ra in­di­vi­dua­to una stra­da pre­ci­sa da per­cor­re­re». E poi la de­na­ta­li­tà, l’ab­ban­do­no dei ter­ri­to­ri, la di­stor­ta per­ce­zio­ne dei fe­no­me­ni mi­gra­to­ri, fi­lo­ne co­stan­te nel­la sto­ria del­la Ci­sl tre­vi­gia­na a tra­zio­ne Lo­ren­zon. «Ma di co­sa stia­mo par­lan­do? Per la cro­na­ca, nel 2016 qui so­no ar­ri­va­ti 1.500 ri­chie­den­ti asi­lo e se ne so­no an­da­ti in 900. E’ un’ in­va­sio­ne o è la pau­ra di una no­stra po­po­la­zio­ne sem­pre più vec­chia e fra­gi­le in pe­ri­co­lo­so de­cli­no?».

Un se­gna­le di spe­ran­za per la Mar­ca è sta­to por­ta­to da Ma­ria Cri­sti­na Pio­ve­sa­na, pre­si­den­te di Unin­du­stria. «Tre­vi­so è un pae­se per gio­va­ni, o al­me­no lo può es­se­re. Ma il la­vo­ro è fat­to an­che di do­ve­ri e oc­cor­re tor­na­re a par­la­re di sa­cri­fi­cio. Die­tro un qual­sia­si pro­get­to, ci so­no per­so­ne che han­no sa­cri­fi­ca­to an­ni di vi­ta». (g.f.)

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