«Con­vo­co su­bi­to la con­fe­ren­za sull’au­to­no­mia: de­ci­dia­mo una li­nea e ba­sta fu­ghe in avan­ti»

IL NUO­VO SE­GRE­TA­RIO DEL PD ALES­SAN­DRO BISATO

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Regione Attualità - Mo­ni­ca Zic­chie­ro © RIPRODUZIONE RISERVATA

PA­DO­VA La do­me­ni­ca del­le pri­ma­rie l’ha tra­scor­sa fe­steg­gian­do la cre­si­ma e la co­mu­nio­ne dei fi­gli di 14 e 11 an­ni. A not­te un brin­di­si in se­de re­gio­na­le, il gior­no do­po con la cer­tez­za di aver in­cas­sa­to il gra­di­men­to del 65% de­gli 86.737 elet­to­ri ve­ne­ti del­le pri­ma­rie è an­da­to in piaz­za per la Fe­sta dei La­vo­ra­to­ri. Ales­san­dro Bisato è il nuo­vo se­gre­ta­rio del Pd re­gio­na­le, por­ta tra i Dem lo sti­le da am­mi­ni­stra­to­re lo­ca­le ve­ne­to. Sa­rà «sin­da­co di No­ven­ta Pa­do­va­na al mat­ti­no e se­gre­ta­rio re­gio­na­le del Par­ti­to De­mo­cra­ti­co dal tra­mon­to in poi», an­nun­cia.

Con­gra­tu­la­zio­ni, Bisato. Ha fe­steg­gia­to?

«Sì, in fa­mi­glia. Al­le pri­ma­rie c’è sta­ta una buo­na par­te­ci­pa­zio­ne, per quan­to in fles­sio­ne. Mol­ti non ci avreb­be­ro da­to nean­che me­tà e in­ve­ce 90mi­la per­so­ne in Ve­ne­to non è un da­to in­si­gni­fi­can­te».

Spo­sa­to con fi­gli, sin­da­co e se­gre­ta­rio di un par­ti­to che è al 22% ed esce da due an­ni di com­mis­sa­ria­men­to. Dop­pi au­gu­ri, al­lo­ra.

«Fe­li­ce­men­te spo­sa­to, con due fi­gli, di 14 e 11 an­ni. Al mat­ti­no fa­rò il sin­da­co e con­ti­nue­rò a far­lo; la se­ra mi de­di­che­rò al par­ti­to: non si trat­ta di ave­re uo­mo so­lo al co­man­do ma una squa­dra com­po­si­ta che ten­ga in­sie­me i rap­por­ti».

Il suo sfi­dan­te Gio­van­ni To­nel­la è al 35%, buon ri­sul­ta­to ri­spet­to al 18% di Or­lan­do.

«Ci sia­mo mes­sag­gia­ti. Ci sia­mo sem­pre ri­co­no­sciu­ti a vi­cen­da un sa­no fair play, lui è una bel­la men­te, una ri­sor­sa per que­sto par­ti­to e fa­re­mo un bel trat­to as­sie­me. Ve­dre­mo nel­le pros­si­me ore se fa­re una se­gre­te­ria che ri­com­po­ne le due pro­po­ste».

I nu­me­ri del­lo spo­glio non so­no uf­fi­cia­li, il da­to sull’af­fluen­za è ar­ri­va­to il gior­no do­po. Si ha l’im­pres­sio­ne che la mac­chi­na or­ga­niz­za­ti­va del Pd ab­bia per­so qual­co­sa con la fu­ga del­la si­ni­stra in Mdp.

«La com­mis­sio­ne di ga­ran­zia sta fa­cen­do i cal­co­li dei re­sti in que­ste ore per sta­bi­li­re chi so­no i 146 elet­ti all’as­sem­blea re­gio­na­le. Non pen­so che sia l’usci­ta dei ber­sa­nia­ni il mo­ti­vo dei ri­tar­di, i nu­me­ri ar­ri­va­va­no in ma­nie­ra fluen­te e bi­so­gna te­ner con­to che si trat­ta di vo­lon­ta­ri ce­ra­no ope­ra­ti­vi dal­le 8 del mat­ti­no».

Il pri­mo at­to da se­gre­ta­rio?

«Con­vo­che­rò tra 35-40 gior­ni una con­fe­ren­za re­gio­na­le sul te­ma dell’au­to­no­mia per dar­ci una li­nea di par­ti­to con­di­vi­sa. Sen­za nul­la to­glie­re al­la dia­let­ti­ca in­ter­na, non è giu­sto che ognu­no esca con la sua po­si­zio­ne per­so­na­le».

Ru­bi­na­to fa i co­mi­ta­ti per il Sì, Nac­ca­ra­to quel­li del No: e se de­ci­sa la li­nea, re­stas­se­ro sul­le pro­prie po­si­zio­ni?

«Una co­sa è par­la­re a ti­to­lo in­di­vi­dua­le, al­tro è fa­re par­te di una co­mu­ni­tà po­li­ti­ca che esce con uni­ca vo­ce. Con iscrit­ti ed elet­ti de­ci­de­re­mo che li­nea as­su­me­re. E nel­la co­mu­ni­ca­zio­ne all’ester­no a quel­la con­di­vi­sa ci si at­ter­rà».

Sul re­fe­ren­dum per l’au­to­no­mia lei pro­po­ne una ter­za via tra Sì e No. Qua­le?

«Mi so­no già di­chia­ra­to da tem­po per il sì all’au­to­no­mia am­mi­ni­stra­ti­va ma vor­rei che en­tras­si­mo nei con­te­nu­ti, sen­za far­ci fuor­via­re dal­la sca­to­la del que­si­to ge­ne­ri­co “vo­le­te mag­gio­re au­to­no­mia?” che è co­me di­re vo­le­te più so­le al ma­re o ne­ve in mon­ta­gna. Se en­tria­mo nei con­te­nu­ti, ver­rà fuo­ri l’ap­proc­cio del­la Re­gio­ne. Ad esem­pio, ogni an­no di­stri­bui­sce 18 mi­lio­ni di eu­ro al­le Usl per le at­ti­vi­tà so­cio as­si­sten­zia­li: mon­ta­gna e la­gu­na han­no l’ 1,5% in più del­le al­tre pro­vin­ce per la spe­ci­fi­ci­tà, il 25% del ri­par­to è in ba­se al nu­me­ro de­gli abi­tan­ti e il 75% in ba­se al co­sto sto­ri­co de­gli ul­ti­mi an­ni. Ci riem­pia­mo la boc­ca di au­to­no­mia e poi usia­mo an­co­ra vec­chi me­to­di del­la spe­sa sto­ri­ca?».

Bisato Es­se­re au­to­re­vo­li ri­spet­to al na­zio­na­le sa­rà una con­qui­sta

Co­me ri­lan­ce­rà il Pd?

«Mi pro­pon­go di gi­ra­re in lun­go e in lar­go il ter­ri­to­rio per una vi­ci­nan­za si­gni­fi­ca­ti­va a iscrit­ti ed elet­ti. Ho sen­ti­to in que­ste pri­ma­rie che ci so­no for­ze vi­ta­li sot­to il pe­lo dell’ac­qua da far emer­ge­re, è an­co­ra un par­ti­to vi­vo che va ri­con­nes­so. Da que­sto gi­ro usci­ran­no te­mi sui qua­li fa­re una for­te op­po­si­zio­ne a Za­ia e da­re una for­te ca­rat­te­riz­za­zio­ne al­la nuo­va pro­po­sta po­li­ti­ca».

Bisato l’an­ti-Za­ia?

«No: co­strui­re­mo una squa­dra di uo­mi­ni e don­ne in mo­do da in­di­vi­dua­re la mi­glio­re per­so­na­li­tà da can­di­da­re tra tre an­ni e in­ter­pre­ta­re il sen­ti­men­to pro­fon­do dei ve­ne­ti».

Il suo Pd avrà mag­gio­re dia­lo­go col Pd na­zio­na­le e il go­ver­no? Dal 2015 i dem ve­ne­ti sem­bra­no es­se­re sot­to tu­te­la di De­bo­ra Ser­rac­chia­ni.

«L’au­to­re­vo­lez­za non la si chie­de: ce la dob­bia­mo con­qui­sta­re. Il Ve­ne­to è una ter­ra si­gni­fi­ca­ti­va da cui pas­sa un bel pez­zo di sor­ti d’Ita­lia ed è na­tu­ra­le che avre­mo mo­do di far­la co­no­sce­re e far­ci co­no­sce­re dal se­gre­ta­rio».

Si can­di­de­rà al­le po­li­ti­che del 2018?

«Lo esclu­do. Il mio man­da­to da sin­da­co avrà ter­mi­ne tra quat­tro an­ni».

Sin­da­co e se­gre­ta­rio Ales­san­dro Bi­sa­to7 (foto Ber­ga­ma­schi-Fos­sel­la)

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