Gior­da­ni col­to da ma­lo­re e ri­co­ve­ra­to

Crol­la do­po un in­con­tro elet­to­ra­le del Pd: ri­co­ve­ra­to

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Da Prima Pagina - Di Da­vi­de D’At­ti­no

PA­DO­VA Era al ter­mi­ne di una fit­ta gior­na­ta di in­con­tri elet­to­ra­li quan­do, a Vol­ta­ba­roz­zo, Ser­gio Gior­da­ni, can­di­da­to sin­da­co pa­do­va­no del Pd, è sta­to col­to da un im­prov­vi­so ma­lo­re: si è por­ta­to la ma­no al pet­to e si è ac­ca­scia­to. È ac­ca­du­to ie­ri sera al­le 22 cir­ca. Gior­da­ni è sta­to por­ta­to in am­bu­lan­za al pron­to soc­cor­so do­ve è ri­ma­sto in os­ser­va­zio­ne.

Trop­po stress In gior­na­ta ave­va fat­to die­ci in­con­tri elet­to­ra­li e pre­sen­ta­to il suo pro­gram­ma

PA­DO­VA «Io non mollo. An­zi, noi non mol­lia­mo. Per­ché Pa­do­va ha bi­so­gno di cam­bia­re. Pa­do­va ha vo­glia di cam­bia­re. E ve­dre­te che dal 26 giu­gno Pa­do­va cam­bie­rà». L’en­ne­si­ma gior­na­ta da sta­ka­no­vi­sta di Ser­gio Gior­da­ni però non si è con­clu­sa co­me è ini­zia­ta. Do­po aver pre­sen­ta­to il suo pro­gram­ma, l’ex pa­tron del Cal­cio Pa­do­va e can­di­da­to del cen­tro­si­ni­stra al­le pros­si­me ele­zio­ni, ha fat­to altri die­ci in­con­tri nel­la so­la gior­na­ta di ie­ri e in tar­da se­ra­ta, du­ran­te un con­ve­gno or­ga­niz­za­to dal Pd a Vol­ta­ba­roz­zo, il suo cor­po ha ce­du­to. Do­po aver par­la­to al pub­bli­co de­mo­cra­ti­co si è ac­ca­scia­to sul­la se­dia, rag­go­mi­to­lan­do­si su se stes­so e te­nen­do­si lo sto­ma­co.

Spa­ven­ta­ti i suoi col­la­bo­ra­to­ri han­no chia­ma­to l’am­bu­lan­za. Gior­da­ni è sta­to su­bi­to soc­cor­so sul po­sto da Mar­co Zoc­ca­ra­to, mi­li­tan­te de­mo­cra­ti­co e me­di­co, che era pre­sen­te all’in­con­tro. «Ha sal­ta­to la ce­na per l’en­ne­si­ma vol­ta in que­sta cam­pa­gna elet­to­ra­le, spe­ria­mo sia sol­tan­to stress ma ora è be­ne che fac­cia de­gli ac­cer­ta­men­ti», di­co­no dal­lo staff con una cer­ta pre­oc­cu­pa­zio­ne. Gior­da­ni è sta­to por­ta­to ver­so le 22 d’ur­gen­za al pron­to soc­cor­so dell’ospe­da­le di Pa­do­va per gli esa­mi di ri­to; si at­ten­do­no gli esi­ti, ma al mo­men­to non è esclu­so che la cam­pa­gna elet­to­ra­le pos­sa su­bi­re uno stop di al­me­no qual­che gior­no. Dall’ospe­da­le il se­gre­ta­rio del Pd, Mas­si­mo Bet­tin, An­drea Mi­ca­liz­zi e Clau­dio Si­ni­ga­glia fan­no sa­pe­re che è trop­po pre­sto per di­re qual­co­sa. Ma la pre­oc­cu­pa­zio­ne è al­tis­si­ma: per­ché Gior­da­ni do­po un’ora dal ma­lo­re non riu­sci­va an­co­ra a par­la­re, nè a ri­co­no­sce­re le per­so­ne.

L’en­ne­si­ma gior­na­ta di bat­ta­glia, in que­sta lun­ga cam­pa­gna elet­to­ra­le, per Gior­da­ni era co­min­cia­ta, co­me si di­ce­va al mat­ti­no, con la pre­sen­ta­zio­ne del pro­gram­ma al «Pun­to G» di piaz­za dei Frut­ti. Il can­di­da­to si era tro­va­to su­bi­to a re­pli­ca­re al­la stoc­ca­ta del pro­fes­sor Ar­tu­ro Lo­ren­zo­ni, do­cen­te di Eco­no­mia Ap­pli­ca­ta all’Uni­ver­si­tà e aspi­ran­te pri­mo cit­ta­di­no per Coa­li­zio­ne Ci­vi­ca, che mercoledì ha os­ser­va­to: «Chi è so­ste­nu­to da tutti i sin­da­ci che han­no go­ver­na­to Pa­do­va dal 1982 al 2014, da Set­ti­mo Got­tar­do a Pao­lo Gia­ret­ta pas­san­do per Giu­sti­na De­stro e Fla­vio Za­no­na­to fi­no a Ivo Ros­si, non può rap­pre­sen­ta­re il cam­bia­men­to». «Io sono ono­ra­to di avere l’appoggio di tan­te per­so­ne che han­no già am­mi­ni­stra­to Pa­do­va – ave­va ri­spo­sto, pa­ca­to, Gior­da­ni – Com­pre­se al­cu­ne che l’han­no fat­to fi­no a po­chi me­si fa (chia­ro il ri­fe­ri­men­to agli ex as­ses­so­ri e con­si­glie­ri dell’ex sin­da­co le­ghi­sta Mas­si­mo Bi­ton­ci, che ora stan­no dalla sua par­te, ndr). Con­si­de­ro il pro­fes­sor Lo­ren­zo­ni un’im­por­tan­te ri­sor­sa. E cre­do che, as­sie­me, po­tre­mo fa­re gran­di co­se per la no­stra città». Nel pro­gram­ma dell’ex nu­me­ro uno bian­co­scu­da­to (lo slo­gan è sem­pre «Il buon­sen­so, fi­nal­men­te»), che ie­ri si è co­min­cia­to a di­stri­bui­re nei va­ri ban­chet­ti spar­si per il ter­ri­to­rio co­mu­na­le, c’è di tut­to un po’. Co­me spes­so suc­ce­de, ovun­que, al­la vi­gi­lia di ogni tor­na­ta elet­to­ra­le. Si par­te con la si­cu­rez­za, l’isti­tu­zio­ne del vi­gi­le di quar­tie­re e l’au­men­to del­le te­le­ca­me­re di vi­deo­sor­ve­glian­za. Poi vie­ne il so­cia­le, i mag­gio­ri ser­vi­zi per gli an­zia­ni, il so­ste­gno al­la ge­ni­to­ria­li­tà e la col­la­bo­ra­zio­ne con il ter­zo set­to­re. Quin­di toc­ca al­la mobilità so­ste­ni­bi­le, all’uti­liz­zo di au­to­bus elet­tri­ci, al ri­pri­sti­no del co­sid­det­to Pol­li­ci­no e al­la rea­liz­za­zio­ne di nuo­ve po­sta­zio­ni di bi­ke-sha­ring e car-sha­ring.

Ma ie­ri sera di pro­gram­ma nes­su­no vo­le­va più par­la­re, tutta l’an­sia e le pre­oc­cu­pa­zio­ne del­la fa­mi­glia e del par­ti­to sono pe le sue con­di­zio­ni di sa­lu­te. Og­gi ne sa­pre­mo di più

Pri­ma del ma­lo­re Ser­gio Gior­da­ni, ie­ri, al­la pre­sen­ta­zio­ne del suo pro­gram­ma

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