L’au­to fil­ma­ta e la te­le­fo­na­ta Il pm: «Pro­ve di un omi­ci­dio pre­me­di­ta­to»

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Regione Attualità - © RIPRODUZIONE RI­SER­VA­TA

La ri­co­stru­zio­ne La pro­cu­ra ha spo­sa­to la con­fes­sio­ne del­la Cac­co: ha ucciso De­bo­ra a colpi di maz­za, quin­di il cor­po è sta­to get­ta­to nel Bren­ta

PA­DO­VA Cin­que ore per rac­con­ta­re un ter­zo dell’im­pian­to ac­cu­sa­to­rio e smon­ta­re al­cu­ni ca­pi­sal­di del­le difese. Per le ri­chie­ste di pe­na in­ve­ce bi­so­gne­rà aspet­ta­re do­ma­ni: il pub­bli­co mi­ni­ste­ro Gior­gio Fal­co­ne avrà a di­spo­si­zio­ne al­tre ot­to ore di udien­za per chiu­de­re le 309 pa­gi­ne che fan­no da spi­na dor­sa­le al­la ri­co­stru­zio­ne con cui ac­cu­sa Fred­dy Sor­ga­to, la so­rel­la De­bo­ra e Ma­nue­la Cac­co di omi­ci­dio vo­lon­ta­rio pre­me­di­ta­to, sot­tra­zio­ne e sop­pres­sio­ne del ca­da­ve­re di Isa­bel­la No­ven­ta, 55 an­ni, se­gre­ta­ria ad Al­bi­gna­se­go, as­sas­si­na­ta la not­te del 16 gen­na­io 2016 (al­la Cac­co so­no con­te­sta­ti an­che lo stal­king e si­mu­la­zio­ne di rea­to). Co­sì ie­ri, al­le 11 in pun­to, l’au­la del­la Cor­te d’As­si­se di Pa­do­va ha chiu­so le por­te per da­re il via al­la scher­ma­glia tra ac­cu­sa e difese: un con­cla­ve vo­lu­to dal­la scel­ta dell’ab­bre­via­to ma che non ha ri­spar­mia­to colpi di sce­na. È toc­ca­to a Fred­dy (in pri­ma fi­la a fian­co dei suoi av­vo­ca­ti, Giu­sep­pe Pa­van e Mas­si­mo Ma­li­pie­ro) fa­re la pro­pria mos­sa e de­po­si­ta­re sul ban­co del giu­di­ce Te­cla Ce­sa­ro un me­mo­ria­le: cin­que pa­gi­ne scrit­te in car­ce­re, in cui rac­con­ta­re la sua sto­ria con Isa­bel­la, la de­ci­sio­ne di di­ven­ta­re una cop­pia che si tro­va­va so­lo per fa­re ses­so e spie­ga­re i fat­ti del­la not­te in­cri­mi­na­ta. Sen­za pe­rò mai no­mi­na­re la so­rel­la De­bo­ra (se­du­ta due ban­chi die­tro, tra gli av­vo­ca­ti Ro­ber­to Mo­ra­chiel­lo e Lu­ca Mot­ta) e ci­tan­do in un pas­sag­gio ve­lo­ce l’al­lo­ra aman­te Ma­nue­la, che ave­va pre­so po­sto nel ban­co tra i due fra­tel­li con l’av­vo­ca­to Ales­san­dro Me­ne­gaz­zo. Poi, do­po un mo­men­to di com­mo­zio­ne di De­bo­ra al rien­tro in au­la, era­no le 12.15, via tut­to d’un fia­to fi­no al­le 17.30. Nel rian­no­da­re i fi­li, Fal­co­ne si è sof­fer­ma­to sui fra­me di un vi­deo di due te­le­ca­me­re di si­cu­rez­za del co­mu­ne di No­ven­ta Pa­do­va­na che in­qua­dra­no la Golf di De­bo­ra con due pas­seg­ge­ri tra le 00.23 e le 00.24 del 16 gen­na­io, nel­la stes­sa fa­scia ora­ria dell’oc­cul­ta­men­to del ca­da­ve­re. Per l’ac­cu­sa è lo scac­co al re che fa sal­ta­re quan­to scrit­to da De­bo­ra in un suo me­mo­ria­le con cui di­ce­va di es­se­re sta­ta a let­to tra le 22.30 del 15 gen­na­io 2016 e l’1.30 del 16 gen­na­io. A in­ca­strar­la an­che una te­le­fo­na­ta fat­ta a Ma­nue­la Cac­co nel­lo stes­so las­so di tempo. Nel­le cin­que ore poi l’ac­cu­sa ha toc­ca­to la di­na­mi­ca del de­lit­to, spo­san­do la con­fes­sio­ne del­la Cac­co: a uc­ci­de­re Isa­bel­la è sta­ta De­bo­ra con due colpi di maz­zet­ta in te­sta, per poi, do­po aver­le in­fi­la­to la te­sta in un sac­chet­to, but­ta­re il cor­po in ac­qua. L’ac­cu­sa ha ri­ba­di­to più vol­te co­me la sop­pres­sio­ne di ca­da­ve­re fos­se il chio­do fis­so dei due fra­tel­li, ci­tan­do un col­lo­quio in car­ce­re tra De­bo­ra e sua madre in cui si ve­de De­bo­ra al­za­re la ma­no e in­di­ca­re un luo­go di­stan­te in ri­spo­sta al­la do­man­da del­la madre su do­ve fos­se il cor­po. Que­sto, per il pm, di­mo­stra che il lo­ro era un pia­no che ave­va già dei pun­ti fer­mi. De­pi­stag­gi a cui non si sot­trae­va nem­me­no Fred­dy. In un in­con­tro con la sua ex fi­dan­za­ta, par­lan­do del­la ca­sa e del ri­schio che nes­su­no vo­les­se com­prar­la per­ché tea­tro di un omi­ci­dio, il ca­mio­ni­sta­bal­le­ri­no ave­va ri­spo­sto: «Non è sta­ta uc­ci­sa là e il ca­da­ve­re non lo tro­ve­ran­no mai». Pa­ro­le che si spo­sa­no con le con­fes­sio­ni fatte al­la madre («E’ sta­to but­ta­to in ac­qua») e il rac­con­to ad un com­pa­gno di cel­la, con cui si van­ta­va di aver get­ta­to il cor­po in un cas­so­net­to e di aver­lo in­ce­ne­ri­to. (n.m.)

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