Fer­ro­li chiu­de ol­tre 70 ope­rai a ri­schio

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Belluno - Mar­co de’Francesco © RIPRODUZIONE RI­SER­VA­TA

ALANO DI PIA­VE Qual­co­sa non ha fun­zio­na­to al­la Fer­ro­li di Alano di Pia­ve. Do­po la cas­sa straor­di­na­ria a ze­ro ore per un an­no (ter­mi­na il 16 set­tem­bre) sem­bra­va che ci fos­se­ro i tem­pi per la ven­di­ta dell’im­pian­to, o per ri­col­lo­ca­re i di­pen­den­ti che al­tri­men­ti re­ste­ran­no a ca­sa. Quan­to al­la ven­di­ta, era una fac­cen­da com­pli­ca­ta. Nel lu­glio del 2016 il grup­po ve­ro­ne­se Fer­ro­li, che si oc­cu­pa di con­di­zio­na­to­ri in­du­stria­li e re­si­den­zia­li, ave­va pre­sen­ta­to al­le Rsu azien­da­li le li­nee giu­da del pia­no in­du­stria­le ope­ra­ti­vo. Si pre­ve­de­va una ri­du­zio­ne di cir­ca 600 uni­tà in Ita­lia e 150 all’este­ro (su 1.250 to­ta­li); quan­to ad Alano, ne era pre­vi­sta la ven­di­ta, per­ché la so­cie­tà si era det­ta di­sin­te­res­sa­ta al­la pro­du­zio­ne di ra­dia­to­ri elet­tri­ci in al­lu­mi­nio, il co­re bu­si­ness del­lo sta­bi­li­men­to bel­lu­ne­se. «A quan­to se ne sa – af­fer­ma il sin­da­co di Alano di Pia­ve Ama­lia Se­re­nel­la Bo­ga­na – il com­pra­to­re c’è, ma si trat­ta di un me­ro tra­slo­co da Que­ro Vas ad Alano. In pra­ti­ca, un’im­pre­sa ha ac­qui­sta­to una par­te del­lo sta­bi­li­men­to, do­ve ad ago­sto tra­sfe­ri­rà il pro­prio per­so­na­le. Non cam­bia nien­te per i di­pen­den­ti in esu­be­ro del­la Fer­ro­li». Ma quan­ti so­no? «Ini­zial­men­te era­no 130 – con­ti­nua il pri­mo cit­ta­di­no – poi, fra chi ha tro­va­to la­vo­ro, chi è an­da­to in pen­sio­ne e chi è lì lì per an­dar­ci, al­la fi­ne a ri­schio so­no 71, che pe­ral­tro abi­ta­no per lo più ad Alano e a Que­ro Vas. È un col­po, per un pae­si­no co­me il no­stro». La Re­gio­ne, pe­rò, si è da­ta da fa­re. Lo ri­cor­da l’as­ses­so­re re­gio­na­le di com­par­to, Ele­na Do­naz­zan, che ie­ri ha ri­cor­da­to che «Pa­laz­zo Bal­bi, gra­zie al­la pro­pria di­re­zio­ne la­vo­ro, ha pro­mos­so e fi­nan­zia­to con 182mi­la eu­ro un pro­get­to di for­ma­zio­ne e ri­col­lo­ca­zio­ne per i di­pen­den­ti del­lo sta­bi­li­men­to. Un per­cor­so av­via­to a fi­ne an­no che, gra­zie al con­cor­so di part­ner eco­no­mi­ci, sin­da­ca­li e ter­ri­to­ria­li, ha con­sen­ti­to di ri­qua­li­fi­ca­re ope­ra­to­ri del­la lo­gi­sti­ca, elet­tro­mec­ca­ni­ci e di con­trol­lo mac­chi­ne, al fi­ne di fa­vo­rir­ne la ri­col­lo­ca­zio­ne nel tes­su­to pro­dut­ti­vo». Se­con­do la Bo­ga­na, pe­rò, «il pro­ble­ma so­no i tem­pi. Set­tem­bre è do­ma­ni». Ma i sin­da­ca­ti af­fer­ma­no che è in cor­so una trat­ta­ti­va, sia col mi­ni­ste­ro del­lo Svi­lup­po Eco­no­mi­co che di quel­lo del La­vo­ro, per ot­te­ne­re un pro­lun­ga­men­to del­la cas­sa di 18 me­si. «I le­ga­li, pe­rò – af­fer­ma an­co­ra il sin­da­co – mi di­co­no che è mol­to im­pro­ba­bi­le che ciò av­ven­ga». Do­ma­ni si in­con­tre­rà il co­mi­ta­to di sor­ve­glian­za, lu­ne­dì 15, in­ve­ce, i sin­da­ca­ti han­no con­vo­ca­to l’as­sem­blea dei la­vo­ra­to­ri.

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