«Hac­ke­ra­to an­che un ospe­da­le Un clic può fer­ma­re il pa­ce­ma­ker»

Ga­li­leo fe­sti­val, l’ex pi­ra­ta in­for­ma­ti­co più te­mu­to in Ita­lia: cri­mi­na­li in re­te

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Regione Attualità - Ales­san­dro Mac­ciò © RIPRODUZIONE RISERVATA

PA­DO­VA Da una par­te «la col­pa o l’igno­ran­za» de­gli uten­ti, dall’al­tra «la ma­li­zia e l’abi­li­tà» di ve­re e pro­prie or­ga­niz­za­zio­ni cri­mi­na­li. Il ri­sul­ta­to è che gli at­tac­chi hac­ker ai dan­ni di pri­va­ti, azien­de ed en­ti pub­bli­ci so­no all’or­di­ne del gior­no. E nel mi­ri­no non ci so­no so­lo smart­pho­ne e com­pu­ter, ma an­che i di­spo­si­ti­vi do­ta­ti di tec­no­lo­gie in­tel­li­gen­ti.

È que­sto lo sce­na­rio de­scrit­to ie­ri al fe­sti­val dell’in­no­va­zio­ne Ga­li­leo di Pa­do­va da Raoul Chie­sa, l’hac­ker no­to co­me Nobody che nel 1997 ven­ne ar­re­sta­to per aver vio­la­to il si­to di Ban­ki­ta­lia. Og­gi Chie­sa si de­fi­ni­sce «ethi­cal hac­ker», si è con­ver­ti­to al­la si­cu­rez­za in­for­ma­ti­ca e agi­sce col con­sen­so dei clien­ti, che gli chie­do­no di at­tac­ca­re i lo­ro si­ste­mi per te­star­ne la ri­spo­sta. A li­vel­lo mon­dia­le, il cy­ber­cri­me ge­ne­ra un fat­tu­ra­to di cir­ca ven­ti mi­liar­di all’an­no. E chi ab­bas­sa la guar­dia per­de tut­ti i da­ti: «I vi­rus ar­ri­va­no via mail con link o al­le­ga­ti – spie­ga Chie­sa -. Il mit­ten­te è mol­to at­ten­to all’aspet­to psi­co­lo­gi­co e in­du­ce l’uten­te a clic­ca­re spac­cian­do­si per un cor­rie­re, per l’agen­zia del­le en­tra­te o per il ge­sto­re del­la cor­ren­te. Die­tro al­la trap­po­la non ci so­no ra­gaz­zi­ni, ma cri­mi­na­li che se ne stan­no se­du­ti da­van­ti a un pan­nel­lo di con­trol­lo in Rus­sia o in Ucrai­na e ve­do­no l’esi­to del lo­ro at­tac­co in tem­po rea­le».

Al­le vit­ti­me com­pa­re un mes­sag­gio, qua­si sem­pre con ri­chie­sta di ri­scat­to per i do­cu­men­ti ru­ba­ti: «Ali­men­ta­re il mer­ca­to ne­ro è sba­glia­to, ma è la so­lu­zio­ne più ve­lo­ce per­ché nel 95% dei ca­si gli au­to­ri dell’at­tac­co so­no lea­li e sbloc­ca­no tut­to; al­cu­ne azien­de an­ti­vi­rus so­no in gra­do di re­cu­pe­ra­re i da­ti, ma il co­sto del ser­vi­zio è più al­to del ri­scat­to. Ul­ti­ma­men­te i cri­mi­na­li stra­nie­ri si ap­pog­gia­no a part­ner ita­lia­ni che si oc­cu­pa­no del­la tra­du­zio­ne e del­la spe­di­zio­ne, men­tre il ri­ca­va­to vie­ne di­vi­so. La po­li­zia po­sta­le? Gli stru­men­ti per rin­trac­cia­re i la­dri li ha, ma si tro­va di fron­te a re­ti pi­ra­mi­da­li che con­du­co­no all’este­ro e a ope­ra­zio­ni ese­gui­te con si­ste­mi ir­rin­trac­cia­bi­li».

Chi non re­cu­pe­ra il mal­tol­to ri­schia gros­so: «Ogni da­to ha un va­lo­re – spie­ga Chie­sa -. Quel­li ana­gra­fi­ci,ad esem­pio, si pos­so­no ri­ven­de­re a chi ese­gue fur­ti d’iden­ti­tà: ci so­no per­so­ne che do­po aver su­bi­to un at­tac­co si so­no ri­tro­va­te au­to in af­fit­to e lea­sing a lo­ro in­sa­pu­ta. Ne­gli Sta­ti Uni­ti, un ospe­da­le ha pa­ga­to una ci­fra fol­le per ri­scat­ta­re le car­tel­le me­di­che clo­na­te de­gli uten­ti». E poi ci so­no le fo­to in­ti­me sot­trat­te ai cel­lu­la­ri, de­sti­na­te a un al­tro ti­po di mer­ca­to». I si­ti por­no so­no un’al­tra esca mol­to get­to­na­ta: «Mol­ti ban­ner dei ser­vi­zi in ab­bo­na­men­to so­no mes­si ap­po­sta per ru­ba­re i da­ti del­le car­te di credito. E do­po le con­ver­sa­zio­ni via web­cam, gli uten­ti si tro­va­no spes­so a do­ver pa­ga­re per non ve­de­re pub­bli­ca­te le lo­ro im­ma­gi­ni».

Ol­tre a in­fil­trar­si nei com­pu­ter per im­pos­ses­sar­si di bre­vet­ti, pro­get­ti, con­trat­ti e do­cu­men­ti con da­ti sen­si­bi­li, gli hac­ker pos­so­no an­che in­tro­dur­si nei nuo­vi di­spo­si­ti­vi in­tel­li­gen­ti del ra­mo In­ter­net of things. E for­se il pe­ri­co­lo più al­lar­man­te è pro­prio que­sto: «Og­gi si pos­so­no in­fet­ta­re pa­ce­ma­ker e pom­pe di in­su­li­na col wi­fi e col blue­too­th, e ci so­no in­ter­fe­ren­ze che col­pi­sco­no an­che i fre­ni dell’au­to. La co­sa che mi spa­ven­ta di più è che que­sti og­get­ti ven­go­no pro­get­ta­ti sen­za pen­sa­re al­la si­cu­rez­za».

A Pa­do­va Raoul Chie­sa, l’hac­ker no­to co­me Nobody, al fe­sti­val ga­li­leia­no

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