«Lui gui­da­va dro­ga­to e ha uc­ci­so il mio En­ri­co Non può pat­teg­gia­re»

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Treviso - Mil­va­na Cit­ter

TRE­VI­SO «En­ri­co era la mia vi­ta. E quel ra­gaz­zo, gui­dan­do sotto l’ef­fet­to del­la dro­ga, me l’ha por­ta­to via. Ha uc­ci­so lui e ha spez­za­to la mia vi­ta». So­no pas­sa­ti die­ci me­si dal 24 lu­glio 2016 quan­do En­ri­co Mar­su­ra, 24en­ne con­su­len­te agra­rio di Mo­ria­go, per­se la vi­ta in un in­ci­den­te stra­da­le a Ser­na­glia del­la Bat­ta­glia. A pro­vo­ca­re lo schian­to, se­con­do la pro­cu­ra di Tre­vi­so, fu Gia­co­mo Bag­gio, 21en­ne di Ma­ro­sti­ca, ac­cu­sa­to di omi­ci­dio stra­da­le e gui­da sotto l’ef­fet­to di so­stan­ze stu­pe­fa­cen­ti (am­fe­ta­mi­ne, Md­ma e can­na­bi­noi­di). E per Fe­de­ri­ca, la fi­dan­za­ta che era in au­to con En­ri­co, so­no sta­ti die­ci me­si di do­lo­re e rab­bia, di­ven­ta­ti an­co­ra più for­ti da quan­do ha sa­pu­to che Bag­gio vuo­le pat­teg­gia­re.

E’ una ra­gaz­za di po­co più di 20 an­ni, stu­den­tes­sa uni­ver­si­ta­ria di me­di­ci­na, che sof­fre per­ché «ho per­so il mio tut­to. En­ri­co era il mio pun­to di ri­fe­ri­men­to. Sta­va­mo in­sie­me da 7 an­ni e quel­la mat­ti­na sta­va­mo an­dan­do a fe­steg­gia­re il no­stro an­ni­ver­sa­rio. Era­va­mo fe­li­ci, pie­ni di pro­get­ti. Poi è ar­ri­va­ta quell’au­to ed è fi­ni­to tut­to». Uno schian­to tre­men­dan­za­to». do, quel­lo con­su­ma­to­si lun­go via Pia­na del­la Ser­na­glia, tra la Ford Fie­sta con­dot­ta dal vi­cen­ti­no, che viag­gia­va in­sie­me a due ami­ci, e la Re­nault Me­ga­ne di En­ri­co e Fe­de­ri­ca. «En­ri­co ha fat­to in tem­po a ster­za­re e mi ha sal­va­to. Lui in­ve­ce ha su­bi­to un col­po for­tis­si­mo. Ave­va il san­gue che gli usci­va dal­la boc­ca e uno squar­cio nel brac­cio. Ho pro­va­to a soc­cor­rer­lo, gli ho sfi­la­to la cin­tu­ra e gliel’ho stret­ta al brac­cio co­me lac­cio emo­sta­ti­co. Poi ho ini­zia­to a far­gli il mas­sag­gio car­dia­co, ma è ar­ri­va­to lui. Quel­lo che mi ha por­ta­to via il mio fi- Il rac­con­to di Fe­de­ri­ca, di­ven­ta an­co­ra più stra­zian­te quan­do ri­cor­da il ten­ta­ti­vo di­spe­ra­to di sal­va­re il suo amo­re: «Sta­vo pro­van­do a ria­ni­ma­re En­ri­co che non mi ri­spon­de­va più, e quel­lo mi in­sul­ta­va e mi ur­la­va con­tro che gli era­va­mo an­da­ti ad­dos­so noi. Che era col­pa no­stra. Si ve­de­va che non era lu­ci­do». Trop­po do­lo­re per que­sta ra­gaz­za che sta pro­van­do a far ri­par­ti­re la sua vi­ta: «Ma per me nul­la ha più sen­so. En­ri­co mi ave­va iscrit­ta a me­di­ci­na e mi spro­na­va a rea­liz­za­re il mio so­gno. Ma ades­so, ogni vol­ta che sen­to par­la­re di in­ci­den­ti, trau­mi e mas­sag­gi car­dia­ci, mi bloc­co e ri­pen­so a tut­to quel­lo che ho per­so».

In­tan­to per Bag­gio è ar­ri­va­ta la ri­chie­sta di rin­vio a giu­di­zio, e i suoi av­vo­ca­ti stan­no cer­can­do di tro­va­re un ac­cor­do ri­sar­ci­to­rio per fa­vo­ri­re un pat­teg­gia­men­to. Ma Fe­de­ri­ca, che è as­si­sti­ta dall’av­vo­ca­to Pao­lo Pa­stre e si è co­sti­tui­ta par­te ci­vi­le, non ne vuo­le sen­ti­re par­la­re: «Non è giu­sto che pos­sa ave­re uno scon­to di pe­na. Gui­da­va dro­ga­to e ha uc­ci­so En­ri­co. In un al­tro Pae­se sa­reb­be fi­ni­to in car­ce­re, qui non c’è giustizia. Non mi in­te­res­sa un ri­sar­ci­men­to e non mi fa­rò com­pra­re per ta­ce­re, ma mi bat­te­rò fin­ché avrò fia­to af­fin­ché ab­bia una pe­na giu­sta».

Un amo­re spez­za­to En­ri­co Mar­su­ra, uc­ci­so nell’in­ci­den­te del 24 lu­glio scor­so a Ser­na­glia, con la fi­dan­za­ta Fe­de­ri­ca

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