Ni­to­glia, la pal­la ova­le e un sor­ri­so

L’ex tre-quar­ti del Be­net­ton «mae­stro» in Bra­si­le per i bam­bi­ni

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Sport - M. V.

TRE­VI­SO È sta­to il gio­ca­to­re ita­lia­no con il mag­gior nu­me­ro di presenze nel tor­neo del Pro12. Su e giù per i cam­pi cel­ti­ci a ma­ci­na­re chi­lo­me­tri su chi­lo­me­tri con la ma­glia del Be­net­ton fi­no all’ul­ti­ma par­ti­ta, il 29 apri­le dell’an­no scor­so.

Lu­do­vi­co Ni­to­glia, con la sua pas­sio­ne per il rug­by, pe­rò non si è fer­ma­to a quel­la se­ra­ta in bian­co­ver­de con­tro il Con­na­cht. An­zi, ha pre­so il vo­lo as­sie­me al­la pro­pria fi­dan­za­ta e si è tra­sfe­ri­to a Pa­rai­só­po­lis, cit­tà di cen­to­mi­la abi­tan­ti del Bra­si­le. È lì che ha se­de l’In­sti­tu­to rug­by pa­ra to­dos, club do­ve Ni­to­glia pre­sta la sua espe­rien­za da al­le­na­to­re, co­me vo­lon­ta­rio. Un’idea na­ta an­co­ra qual­che an­no fa, pre­ci­sa­men­te nel 2011, quan­do du­ran­te l’edi­zio­ne del Tro­feo To­po­li­no, l’ex bian­co­ver­de co­nob­be i fon­da­to­ri dell’Irpt, Fa­bri­cio Ko­ba­shi e Mau­ri­cio Dra­ghi, e gli al­tri mem­bri del grup­po: Da­vid Pra­tes (al­lo­ra stu­den­te e au­si­lia­rio) e Ro­dri­go Fal­cão.

Da quel mo­men­to i con­tat­ti fra le par­ti so­no sta­ti co­stan­ti, e oggi «Lu­do» è il tec­ni­co con il cur­ri­cu­lum più pre­sti­gio­so che al­le­na i Leo­ni dell’Isti­tu­to bra­si­lia­no, un’as­so­cia­zio­ne che si ri­vol­ge ai bam­bi­ni e ai ra­gaz­zi più sfor­tu­na­ti di San Pao­lo e più bi­so­gno­si di at­ten­zio­ne per la lo­ro cre­sci­ta. Un mon­do com­ple­ta­men­te di­ver­so da quel­lo che per an­ni ha po­tu­to vi­ve­re Ni­to­glia, il cui cuo­re e la pas­sio­ne per i bam­bi­ni e per chi dal­la vi­ta ha ri­ce­vu­to an­che qual­che dif­fi­col­tà da su­pe­ra­re era evi­den­te già dal­le va­rie edi­zio­ni del Tro­feo To­po­li­no. «So­no ar­ri­va­to al posto giu­sto per la­vo­ra­re — ha rac­con­ta­to Ni­to­glia a un blog spor­ti­vo bra­si­lia­no — do­ve si può mi­glio­ra­re co­me per­so­na in un ap­pren­di­men­to con­ti­nuo. Il mio più gran­de de­si­de­rio di in­se­gnan­te di que­sto isti­tu­to è che tut­ti gli stu­den­ti pos­sa­no ap­pren­de­re i va­lo­ri del rug­by, per po­ter­li espri­me­re nel­la vi­ta, non so­lo per il gio­co».

Rug­by «Lu­do» Ni­to­glia con il Be­net­ton

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