Una pic­co­la tar­ta­ru­ga gli por­ta la me­nin­gi­te Neo­na­to in ospe­da­le

Vi­cen­za, cu­ra­to in ex­tre­mis: re­sta in te­ra­pia in­ten­si­va

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Regione Attualità - Andrea Al­ba © RIPRODUZIONE RISERVATA

VI­CEN­ZA In fa­mi­glia qual­cu­no ha mes­so la ma­no nell’ac­qua del­la tar­ta­ru­ghi­na, spor­ca di mi­nu­sco­le fe­ci. Poi, inav­ver­ti­ta­men­te, ha toc­ca­to lui. E co­sì un neo­na­to di ap­pe­na tre me­si si è am­ma­la­to di sal­mo­nel­lo­si, in bre­ve de­ge­ne­ra­ta in me­nin­gi­te. Ri­co­ve­ra­to d’ur­gen­za all’ospe­da­le San Bor­to­lo di Vi­cen­za, è sta­to sal­va­to dai me­di­ci del re­par­to di Pe­dia­tria: «Ora è fuo­ri pe­ri­co­lo – con­fer­ma il pri­ma­rio Mas­si­mo Bel­let­ta­to, che non na­scon­de lo stu­po­re per l’ac­ca­du­to –. so­no ca­si ra­ris­si­mi».

Tut­to è ini­zia­to tre set­ti­ma­ne fa, quan­do una cop­pia di gio­va­ni ge­ni­to­ri si è pre­sen­ta­ta al pron­to soc­cor­so pe­dia­tri­co dell’ospe­da­le con il neo­na­to feb­bri­ci­tan­te. Di­spe­ra­ti, mam­ma e pa­pà non sa­pe­va­no più co­sa fa­re per pro­va­re a far star me­glio il bim­bo che, pro­gres­si­va­men­te, nel­le ul­ti­me ore era peg­gio­ra­to e sem­bra­va non reagire a nul­la. I me­di­ci dell’am­bu­la­to­rio si so­no re­si su­bi­to con­to che la si­tua­zio­ne era mol­to gra­ve, è sta­to di­spo­sto il tra­sfe­ri­men­to nel­la te­ra­pia in­ten­si­va in­fan­ti­le do­ve il pic­co­lo è sta­to in­tu­ba­to.

Quan­do l’esi­to dei pri­mi esa­mi ha mo­stra­to la pro­ba­bi­le cau­sa del ma­les­se­re ge­ne­ra­le, il neo­na­to è sta­to sot­to­po­sto a un’in­ten­sa te­ra­pia a ba­se di an­ti­bio­ti­ci a cui, da su­bi­to, ha ri­spo­sto be­ne. E, nel frat­tem­po, è sta­ta sco­per­ta an­che l’ori­gi­ne dell’in­fe­zio­ne.

In ca­sa i ge­ni­to­ri del bam­bi­no han­no una va­schet­ta con del­le tar­ta­ru­ghi­ne, il clas­si­co con­te­ni­to­re con un po’ d’ac­qua per per­met­te­re agli ani­ma­li di nuo­ta­re. L’ac­qua va pe­rio­di­ca­men­te cam­bia­ta, ma quel­lo che è ac­ca­du­to al­la fa­mi­glia di Vi­cen­za è che chi l’ha fat­to poi, inav­ver­ti­ta­men­te, è en­tra­to a con­tat­to con il neo­na­to con le di­ta an­co­ra spor­che.

Nel­le per­so­ne adul­te, e in ge­ne­re an­che nei bam­bi­ni, il con­tat­to con le fe­ci di que­sti ani­ma­let­ti può pro­vo­ca­re sal­mo­nel­lo­si, ma nel­la gran­de mag­gio­ran­za dei ca­si si ri­sol­ve con una ga­stroen­te­ri­te pas­seg­ge­ra.

Nel pic­co­lo di tre me­si, che an­co­ra non ha svi­lup­pa­to le nor­ma­li di­fe­se im­mu­ni­ta­rie, il bat­te­rio del­la sal­mo­nel­la ha con­ta­gia­to il san­gue per poi pas­sa­re al cer­vel­lo, svi­lup­pan­do­si in un’ag­gres­si­va for­ma di me­nin­gi­te. Il bim­bo, una vol­ta al San Bor­to­lo, è sta­to se­gui­to con at­ten­zio­ne da più equi­pe me­di­che. I sa­ni­ta­ri han­no pri­ma di tut­to fat­to ab­bas­sa­re la feb­bre, poi con gli an­ti­bio­ti­ci han­no ag­gre­di­to la ma­lat­tia fi­no a che il neo­na­to non ha ri­pre­so a mo­stra­re nor­ma­li ri­fles­si neu­ro­lo­gi­ci. «Le con­di­zio­ni so­no buo­ne, sta pro­gres­si­va­men­te mi­glio­ran­do e ve­dia­mo svi­lup­pi po­si­ti­vi nei pa­ra­me­tri di ri­fe­ri­men­to. Rea­gi­sce be­ne al­la te­ra­pia che ab­bia­mo in­tra­pre­so, a ba­se pre­va­len­te­men­te di an­ti­bio­ti­ci» os­ser­va Bel­let­ta­to.

Il pri­ma­rio si spin­ge fi­no a ga­ran­ti­re che il neo­na­to «è fuo­ri pe­ri­co­lo. Pe­rò re­sta ri­co­ve­ra­to in te­ra­pia in­ten­si­va e non po­trà es­se­re di­mes­so pri­ma di qual­che set­ti­ma­na». Lo staff sa­ni­ta­rio vuo­le in­fat­ti ave­re la cer­tez­za as­so­lu­ta che il pic­co­lo sia gua­ri­to pri­ma di di­met­ter­lo. Il ca­so ha co­mun­que de­sta­to sor­pre­sa all’ospe­da­le: esem­pi di me­nin­gi­te de­ri­van­ti da una sal­mo­nel­lo­si, tra­smes­sa da fe­ci di ret­ti­li, in Ita­lia so­no de­ci­sa­men­te ra­ri.

In ge­ne­ra­le, pe­rò, i ca­si di ri­co­ve­ri da sal­mo­nel­lo­si non so­no del tut­to in­fre­quen­ti. La scor­sa esta­te all’ospe­da­le di Bas­sa­no è sta­to ri­co­ve­ra­to un vi­gi­le di 44 an­ni con i due fi­gli pic­co­li e l’an­zia­na ma­dre: l’uo­mo ave­va pre­pa­ra­to una ma­io­ne­se in ca­sa con del­le uo­va che, pur se ac­qui­sta­te al su­per­mer­ca­to, per mo­ti­vi igno­ti era­no in­fet­te dal bat­te­rio del­la sal­mo­nel­la. La pie­tan­za ave­va con­ta­gia­to qua­si tut­ta la fa­mi­glia: i quat­tro ave­va­no svi­lup­pa­to un’epa­ti­te D, cu­ra­ta in ospe­da­le con qual­che giorno di ricovero e una te­ra­pia op­por­tu­na, ol­tre ad al­cu­ne set­ti­ma­ne di stret­to iso­la­men­to.

Tar­ta­ru­ghe d’ac­qua Il con­tat­to con le fe­ci può pro­vo­ca­re sal­mo­nel­lo­si

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