I Go­blin ese­guo­no «Su­spi­ria» «An­co­ra og­gi ri­vo­lu­zio­na­rio»

Il ri­tor­no in sce­na del­la band di Clau­dio Si­mo­net­ti

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Sport - F. V. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Se Su­spi­ria è un hor­ror cult lo è an­che per la «ter­ri­fi­can­te» co­lon­na so­no­ra dei Go­blin. A qua­rant’an­ni dal­la sua pub­bli­ca­zio­ne i Clau­dio Si­mo­net­ti’s Go­blin so­no­riz­ze­ran­no dal vi­vo la pel­li­co­la di Da­rio Ar­gen­to il 3 giu­gno, al­le 22.30, nell’even­to li­ve del Fe­sti­val del­le Basse. Clau­dio Si­mo­net­ti, co­me si so­no­riz­za un film hor­ror del 1977?

«Esat­ta­men­te co­me si fa­ce­va per i film mu­ti. Dal vi­vo ese­guia­mo tre film, uno è Pro­fon­do Ros­so, l’al­tro è Su­spi­ria, il ter­zo è Zom­bi di Geor­ge A. Ro­me­ro. Al Fe­sti­val del­le Basse ab­bia­mo scel­to Su­spi­ria vi­sto que­sto an­ni­ver­sa­rio im­por­tan­te. Il film sa­rà pro­iet­ta­to per in­te­ro, ma in­ve­ce di es­ser­ci il so­no­ro ci sa­re­mo noi che suo­ne­re­mo dal vi­vo». Do­po il film suo­ne­re­te al­tri pez­zi?

«Sì, il pub­bli­co li vuo­le e a noi fa pia­ce­re. Fa­re­mo i no­stri pez­zi più fa­mo­si, ini­zian­do da Pro­fon­do Ros­so». Co­me è na­ta que­sta co­lon­na so­no­ra cult?

«Ave­va­mo già rea­liz­za­to Pro­fon­do Ros­so che fu un suc­ces­so enor­me, ma con Su­spi­ria ab­bia­mo avu­to mol­to più tem­po in sala di re­gi­stra­zio­ne, più tem­po per spe­ri­men­ta­re. Per que­sto ab­bia­mo usa­to stru­men­ti et­ni­ci co­me bou­zou­ki e ta­bla in­dia­ni, ma an­che elet­tro­ni­ci co­me un enor­me moog. È na­ta co­sì que­sta co­lon­na so­no­ra, si­cu­ra­men­te la più in­no­va­ti­va che aves­si­mo mai com­po­sto».

Co­me si in­se­ri­sce «Su­spi­ria» nel­la pro­du­zio­ne del­le co­lon­ne so­no­re per i film di Da­rio Ar­gen­to?

«Su­spi­ria è il film di Da­rio Ar­gen­to più fa­mo­so al mon­do. Per di­re quan­to è im­por­tan­te il 28 ot­to­bre l’ab­bia­mo suo­na­ta a To­kyo, in Giap­po­ne. Il film e la co­lon­na so­no­ra so­no ce­le­bri an­che in Ame­ri­ca: sia­mo ap­pe­na sta­ti al «Te­xas fright­ma­re wee­kend» a Dal­las con Da­rio, Barbara Ma­gnol­fi e Ste­fa­nia Ca­si­ni a fe­steg­gia­re il

40esi­mo an­ni­ver­sa­rio». Esat­ta­men­te co­me na­sce­va­no i bra­ni del­la co­lon­na so­no­ra?

«Ave­va­mo vi­sto il film e Da­rio ci ave­va det­to quel­lo che vo­le­va. Ci fa­ce­va­mo man­da­re le im­ma­gi­ni e ci suo­na­va­mo so­pra. Cer­to ora sem­bra fa­ci­le, ba­sta un com­pu­ter e si fa tut­to, ma all’epo­ca ser­vi­va una sala da pro­ie­zio­ne, un pro­ie­zio­ni­sta e una sala di re­gi­stra­zio­ne, era­no al­tri tem­pi. Bi­so­gna­va an­da­re sce­na per sce­na e si suo­na­va so­pra il gi­ra­to finché non si tro­va­va la mu­si­ca giu­sta. L’al­ter­na­ti­va era suo­na­re dei bra­ni a sé che poi il mon­ta­to­re la­vo­ra­va e in­se­ri­va nel film». In que­sti 40 an­ni la mu­si­ca è cam­bia­ta, ma il pro­gres­si­ve è an­co­ra at­tua­le, co­me mai?

«Ne­gli an­ni Ot­tan­ta e No­van­ta il prog rock era un po’ mor­to, poi è tor­na­to per­ché og­gi non c’è nien­te di nuo­vo. La ca­ren­za odier­na fa ap­prez­za­re la straor­di­na­ria crea­ti­vi­tà de­gli an­ni Set­tan­ta». Ri­tie­ne «Su­spi­ria» il suo ca­po­la­vo­ro? «A li­vel­lo di crea­ti­vi­tà e co­stru­zio­ne di­rei pro­prio di sì. È an­co­ra og­gi all’avan­guar­dia». Ha dei rim­pian­ti in car­rie­ra? «Di­rei di no, co­me tan­ti avrei po­tu­to fa­re tan­to di più, ma cre­do sia una co­sa nor­ma­le». A che co­sa sta la­vo­ran­do?

«Do­po l’esta­te usci­rà per la Tu­sna­mi edi­to­re una au­to­bio­gra­fia scrit­ta a quat­tro ma­ni con Giovanni Ros­si».

Una cu­rio­si­tà... ma è ve­ro che è l’au­to­re del­la mu­si­ca del «Gio­ca jouer» di Clau­dio Cec­chet­to?

«Con­fer­mo. Quan­do mi so­no sciol­to dai Go­blin nel 1978 mi so­no de­di­ca­to al­la mu­si­ca dan­ce, ho scrit­to an­che Gio­ca jouer e Ca­pri­corn e pro­dot­to gli Ea­sy Going e Vi­vien Vee».

Mi­to L’at­tua­le for­ma­zio­ne dei Go­blin: al cen­tro Clau­dio Si­mo­net­ti

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.