UN PAT­TO PER LA LE­GA­LI­TÀ

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Da Prima Pagina - Di Pier­pao­lo Ro­ma­ni

Nei gior­ni scor­si, il Cor­rie­re ha pub­bli­ca­to la pre­fa­zio­ne che Pa­pa Fran­ce­sco ha scrit­to per il li­bro Cor­ro­sio­ne (Riz­zo­li), scrit­to dal car­di­na­le Tuk­son, pre­fet­to del Di­ca­ste­ro del­la San­ta Se­de per il Ser­vi­zio del­lo svi­lup­po uma­no in­te­gra­le, usci­to da po­chi gior­ni nel­le li­bre­rie. L’ope­ra trat­ta il te­ma del­la cor­ru­zio­ne. Il Pon­te­fi­ce, da tem­po im­pe­gna­to nel­la de­nun­cia dei dan­ni eco­no­mi­ci, po­li­ti­ci e so­cia­li di que­sto fe­no­me­no, scri­ve che la cor­ru­zio­ne è «la peg­gio­re pia­ga so­cia­le, per­ché ge­ne­ra gra­vis­si­mi pro­ble­mi e cri­mi­ni che coin­vol­go­no tut­ti … è una for­ma di be­stem­mia … è un can­cro che lo­go­ra le no­stre vi­te … an­che quan­do pen­sia­mo di aver­la scon­fit­ta, es­sa si può ri­pre­sen­ta­re». E co­sì è sta­to qui in Ve­ne­to. Una re­gio­ne, la no­stra già scos­sa dall’in­da­gi­ne sul Mose, una del­le opere di in­ge­gne­ria che avreb­be do­vu­to da­re un lu­stro mon­dia­le al­la cit­tà di Ve­ne­zia e al no­stro Paese men­tre, al con­tra­rio, si è pre­sen­ta­ta ai cittadini ita­lia­ni e agli abi­tan­ti del mon­do co­me uno dei mag­gio­ri scan­da­li e ru­be­rie che re­ste­ran­no nel­la sto­ria. La Pro­cu­ra di Ve­ne­zia in col­la­bo­ra­zio­ne con la Guar­dia di Fi­nan­za, nei gior­ni scor­si ha di­spo­sto l’ar­re­sto di se­di­ci per­so­ne. Non si trat­ta di pe­ri­co­lo­si de­lin­quen­ti o di im­mi­gra­ti clan­de­sti­ni, ma di al­ti di­ri­gen­ti dell’Agen­zia del­le En­tra­te, di espo­nen­ti di al­to gra­do del­le Fiam­me gial­le, di im­pren­di­to­ri, di pro­fes­sio­ni­sti, di un dirigente e un col­la­bo­ra­to­re di una del­le più im­por­tan­ti e sto­ri­che com­pa­gnie di as­si­cu­ra­zio­ne e, da ul­ti­mo, di un giu­di­ce tri­bu­ta­rio.

Tut­ti ac­cu­sa­ti di aver pa­ga­to o ri­ce­vu­to tan­gen­ti, re­ga­li e fa­vo­ri al fi­ne, da una par­te di ri­dur­re le san­zio­ni ge­ne­ra­te da spe­ci­fi­che ve­ri­fi­che fi­sca­li e, dall’al­tra di ot­te­ne­re de­na­ro e pri­vi­le­gi. Il tut­to sca­ri­can­do i co­sti sul­la col­let­ti­vi­tà. Que­sto si­ste­ma di col­let­ti bian­chi, com­po­sto di cor­rot­ti, cor­rut­to­ri e me­dia­to­ri, ha agi­to in spre­gio dei più im­por­tan­ti va­lo­ri del­la Co­sti­tu­zio­ne, pri­ma an­co­ra che in vio­la­zio­ne di al­cu­ne nor­me di leg­ge. Vi­via­mo in un Paese in cui l’eva­sio­ne e l’elu­sio­ne fi­sca­le sot­trag­go­no ogni an­no ci­fre im­pres­sio­nan­ti agli ita­lia­ni one­sti. Il ro­ve­scio del­la me­da­glia, è che in que­sto si­ste­ma, con­ti­nua­no a combattere per­so­ne, «mo­sche bian­che» che han­no fat­to del­la le­ga­li­tà il lo­ro prin­ci­pio ir­ri­nun­cia­bi­le. E che a fron­teg­gia­re il ra­di­car­si di que­sto si­ste­ma, è pre­sen­te nel no­stro Paese un «pat­to» sem­pre più sal­do tra le isti­tu­zio­ni, le for­ze dell’or­di­ne, la ma­gi­stra­tu­ra, che in­da­ga­no e ope­ra­no per il ri­spet­to del­la le­ga­li­tà. A mar­zo, du­ran­te un’au­di­zio­ne par­la­men­ta­re, En­ri­co Gio­van­ni­ni, pre­si­den­te del­la com­mis­sio­ne di stu­dio sull’eco­no­mia som­mer­sa isti­tui­ta pres­so il Mi­ni­ste­ro dell’eco­no­mia, ha af­fer­ma­to che in Ita­lia, «l’eva­sio­ne fi­sca­le e con­tri­bu­ti­va si ag­gi­ra in me­dia sui 110 mi­liar­di di eu­ro l’an­no e nel 2014 il tax gap, la dif­fe­ren­za tra le im­po­ste che si do­vreb­be­ro pa­ga­re e quel­le ef­fet­ti­va­men­te pa­ga­te, si è al­lar­ga­to a 111,6 mi­liar­di di eu­ro da 108 mi­liar­di del 2012». So­no da­ti che fan­no tre­ma­re i pol­si. Non so­lo. I cor­rot­ti di­strug­go­no la cre­di­bi­li­tà di una na­zio­ne, ru­ba­no il fu­tu­ro a tan­tis­si­mi gio­va­ni ca­pa­ci e me­ri­te­vo­li che de­vo­no la­scia­re la no­stra re­gio­ne e la no­stra pe­ni­so­la per da­re un sen­so al­la pa­ro­la fu­tu­ro. Pos­sia­mo scon­fig­ge­re la cor­ru­zio­ne se in­ve­stia­mo sul­la cul­tu­ra e sull’edu­ca­zio­ne. Le ri­sor­se le pos­sia­mo tro­va­re con­fi­scan­do le ric­chez­ze che so­no sta­te il­le­ci­ta­men­te ac­cu­mu­la­te. Piut­to­sto che in­car­ce­ra­re i cor­rot­ti e i cor­rut­to­ri è più con­ve­nien­te im­po­ve­rir­li e de­plo­rar­li so­cial­men­te.

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