E tra gli av­vo­ca­ti è già cor­sa con­tro il tem­po per en­tra­re tra i cre­di­to­ri

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Economia - Gian­ni Fa­ve­ro © RIPRODUZIONE RISERVATA

VE­NE­ZIA Le vie de­gli stu­di le­ga­li non so­no in­fi­ni­te ma sem­pre una in più del gior­no pre­ce­den­te, spe­cie in un te­ma straor­di­na­ria­men­te ar­ti­co­la­to e di am­pio in­te­res­se co­me quel­lo che ri­guar­da gli azio­ni­sti del­le ex ban­che po­po­la­ri ve­ne­te. Per chi ab­bia at­ti­va­to un’azio­ne le­ga­le con­tro le ban­che fal­li­te, in­som­ma, non sa­reb­be af­fat­to «ga­me over», co­me pro­cla­ma­to da più di qual­cu­no lu­ne­dì scor­so. An­zi, ce­le­bra­ta la rab­bia di po­po­lo di ve­ner­dì se­ra, a Vi­cen­za, ades­so è il ve­ro mo­men­to di cor­re­re per­ché è fon­da­men­ta­le «in­si­nuar­si nel pas­si­vo», co­me di­co­no, con­cor­dan­do al­me­no in que­sto, tut­ti gli av­vo­ca­ti in cam­po. Bi­so­gna in so­stan­za che ogni ri­cor­ren­te chie­da al com­mis­sa­rio di en­tra­re nell’elen­co dei cre­di­to­ri in mo­do da par­te­ci­pa­re al­la di­vi­sio­ne del pa­tri­mo­nio del­la bad bank e que­sta ope­ra­zio­ne va com­piu­ta en­tro il 25 ago­sto. Il che, con le fe­rie esti­ve nel mez­zo, si­gni­fi­ca co­strin­ge­re gli stu­di le­ga­li al­le acro­ba­zie. Per Ser­gio Cal­vet­ti, tut­ta­via, che as­si­ste cir­ca 5.500 azio­ni­sti, quan­to ac­ca­du­to do­me­ni­ca scor­sa con il de­cre­to di li­qui­da­zio­ne del­le ex po­po­la­ri e l’ac­qui­si­zio­ne di In­te­sa del­la par­te sa­na del­le due ban­che «sem­pli­fi­ca di mol­to lo sce­na­rio». «Pos­sia­mo en­tra­re nel pas­si­vo rag­grup­pan­do i dan­neg­gia­ti in cin­que ma­cro-ag­gre­ga­zio­ni (sca­val­ca­ti, ba­cia­ti, per da­ta di ac­qui­sto dei ti­to­li, etc) e con­ta­re in una trat­ta­ti­va sod­di­sfa­cen­te, non es­sen­do­ci di fat­to cre­di­to­ri pri­vi­le­gia­ti, che pos­sa in­dur­re la bad bank a cer­ca­re un com­pro­mes­so. Se ci ri­co­no­sco­no il 30% del va­lo­re fir­mia­mo an­che do­mat­ti­na. Per il re­sto pos­sia­mo ri­va­ler­ci sul­le au­to­ri­tà di sor­ve­glian­za (Con­sob, so­cie­tà di re­vi­sio­ne, sin­da­ci, etc) che so­no più ca­pien­ti in quan­to pro­tet­ti da as­si­cu­ra­zio­ni». Con­si­de­ra­to che chi non ha ac­cet­ta­to l’Of­fer­ta di tran­sa­zio­ne del­le due ban­che pe­sa cir­ca il 30% e che di que­sti, per l’im­por­to in gio­co ri­spet­to al­le spe­se, non più del 6-7% con­ti­nue­rà nel con­ten­zio­so, il cal­co­lo di Cal­vet­ti è che con 6/700 mi­lio­ni si pos­sa chiu­de­re una «pa­ci­fi­ca­zio­ne so­cia­le fan­ta­sti­ca» in un ar­co di tem­po con­te­nu­to (12-18 me­si). Me­no ot­ti­mi­sta è Ma­ria Bru­schi, di Vittorio Ve­ne­to, la qua­le fa pre­sen­te co­me ad og­gi man­chi­no an­co­ra il co­di­ce fi­sca­le e la Pec del­la pro­ce­du­ra. «In­si­nuar­si nel pas­si­vo è una stra­da ne­ces­sa­ria ed il tem­po è po­co – con­cor­da – ma è più pra­ti­ca­bi­le ri­va­ler­si su­gli or­ga­ni­smi di vi­gi­lan­za». Al­tri le­ga­li, in­fi­ne, non esclu­do­no che si pos­sa ar­ri­va­re con il com­mis­sa­rio ad una trat­ta­ti­va sull’im­por­to ma, obiet­ta­no, sa­reb­be in­na­tu­ra­le con­ce­de­re più del 15% ri­co­no­sciu­to at­tra­ver­so la Opt.

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