Ex po­po­la­ri, al­lar­me sui cre­di­ti dif­fi­ci­li A ri­schio rien­tro sei mi­liar­di di eu­ro

Fi­di de­te­rio­ra­ti al­la Sga, si te­me l’ef­fet­to-do­mi­no. Ex so­ci di nuovo in piaz­za a Schio Il Csm e lo scon­tro sull’in­chie­sta Bp­vi, Cap­pel­le­ri: «Ac­cer­ta­men­ti giu­sti, so­no se­re­no»

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Economia - Fe­de­ri­co Ni­co­let­ti An­drea Al­ba © RI­PRO­DU­ZIO­NE RI­SER­VA­TA

VE­NE­ZIA Ex po­po­la­ri, l’al­lar­me sul cre­di­to si spo­sta su­gli af­fi­da­men­ti in dif­fi­col­tà. Nel­la na­vi­ga­zio­ne a vi­sta sul ma­re igno­to del­la li­qui­da­zio­ne di Po­po­la­re di Vi­cen­za e Ve­ne­to Ban­ca, e del­la di­vi­sio­ne e ge­stio­ne del­le at­ti­vi­tà «buo­ne» fi­ni­te a In­te­sa San­pao­lo da quel­le de­te­rio­ra­te che i li­qui­da­to­ri do­vran­no pas­sa­re al­la Sga di Na­po­li, sta len­ta­men­te emer­gen­do il ri­schio le­ga­to al­le ina­dem­pien­ze pro­ba­bi­li. Una mon­ta­gna di 9,1 mi­liar­di di eu­ro lor­di di af­fi­da­men­ti tra le due ex po­po­la­ri, se­con­do i lo­ro bi­lan­ci 2016, e di 6 mi­liar­di net­ti ri­ma­sti nel­le ge­stio­ni li­qui­da­to­rie, se­con­do la ta­bel­la che ri­ca­pi­to­la la di­vi­sio­ne de­gli as­set nel con­trat­to Te­so­ro-In­te­sa, re­sa no­ta da Ban­ki­ta­lia la scor­sa set­ti­ma­na; una ci­fra pro­ba­bil­men­te per il 40% dei qua­li in Ve­ne­to, se si tie­ne con­to, per da­re una pri­ma di­men­sio­ne al pro­ble­ma, che quel­la era la pro­por­zio­ne de­gli im­pie­ghi in re­gio­ne di­chia­ra­ta da Bp­vi nel 2016.

Ora, se sui cre­di­ti in bo­nis di­chia­ra­ti ad al­to ri­schio, co­me per quel­li a ri­schio di so­vrap­po­si­zio­ne nell’in­cor­po­ra­zio­ne, le ca­te­go­rie eco­no­mi­che han­no aper­to il dia­lo­go ope­ra­ti­vo con In­te­sa, ben più ri­schio­sa ap­pa­re la que­stio­ne dei cre­di­ti de­te­rio­ra­ti ri­ma­sti nel­la li­qui­da­zio­ne. Ov­ve­ro gli af­fi­da­men­ti sca­du­ti da ol­tre 90 gior­ni o le ina­dem­pien­ze pro­ba­bi­li, i cre­di­ti che la ban­ca ri­tie­ne di non ve­der­si re­sti­tui­ti in­te­gral­men­te, sen­za ad esem­pio la ri­scos­sio­ne del­le ga­ran­zie. Cre­di­ti in dif­fi­col­tà, cer­to, ma di­ver­si dal­le sof­fe­ren­ze (3,8 mi­liar­di net­te quel­le ri­ma­ste nel­le li­qui­da­zio­ni, cor­ri­spon­den­ti a 9,6 mi­liar­di lor­di). Con cre­di­ti sca­du­ti e ina­dem­pien­ti gli af­fi­da­men­ti so­no an­co­ra aper­ti, in ballo ci so­no an­co­ra azien­de vi­ve o che lot­ta­no per so­prav­vi­ve­re. E sul­la pos­si­bi­li­tà di far­le tor­na­re in bo­nis, o al con­tra­rio di do­ver­le con­ta­re di lì a qual­che me­se tra quel­le che han­no chiu­so, clas­si­fi­can­do i lo­ro cre­di­ti co­me sof­fe­ren­ze, in­ci­do­no mol­to i tem­pi e il ti­po di ge­stio­ne che si fa. Te­ma di non po­co con­to. Per­ché il ti­mo­re, per ora an­co­ra sot­to trac­cia, è quel­lo che il Ve­ne­to pos­sa vi­ve­re, pro­prio a par­ti­re da quei 6 mi­liar­di di cre­di­ti in dif­fi­col­tà de­sti­na­ti al­la Sga, un pe­san­te ef­fet­to a ca­te­na sul suo si­ste­ma pro­dut­ti­vo. E cioé che azien­de in dif­fi­col­tà non ge­sti­te a do­ve­re si ve­da­no mes­se a rien­tro, e non si ve­da­no fi­nan­zia­te nem­me­no dal­le al­tre ban­che, fi­nen­do per sal­ta­re. E in­ne­scan­do un ef­fet­to-do­mi­no sul­le al­tre azien­de, par­ten­do dai lo­ro for­ni­to­ri.

So­lo uno sce­na­rio dram­ma­ti­co. Ep­pu­re i da­ti og­get­ti­vi di par­ten­za non pa­io­no dei più fa­vo­re­vo­li. Pri­mo da­to che vie­ne re­sti­tui­to, par­lan­do con gli av­vo­ca­ti del set­to­re: le trat­ta­ti­ve su quel­li che era­no i cre­di­ti in ri­strut­tu­ra­zio­ne del­le due ban­che so­no bloc­ca­ti. Il ca­so più evi­den­te è quel­lo di Ste­fa­nel, la so­cie­tà del­la mo­da la cui usci­ta dal­la crisi è im­po­sta­ta sull’in­ter­ven­to del fondo Oxy, do­po il via li­be­ra del­le ban­che al­la ri­strut­tu­ra­zio­ne del de­bi­to. L’ac­cor­do è sta­to chiu­so il 29 giu­gno; ma è di fat­to con­ge­la­to dal­la man­ca­ta fir­ma di Po­po­la­re Vi­cen­za e Ve­ne­to Ban­ca, do­po la li­qui­da­zio­ne. Fir­ma at­te­sa en­tro il 21 lu­glio, si era det­to all’epo­ca. Ma in­tan­to i gior­ni pas­sa­no.

Ma quel­la di Ste­fa­nel, che ap­pa­re un ca­so co­mun­que de­sti­na­to a ri­sol­ver­si, vi­sto che l’ac­cor­do è già ap­pro­va­to, non è l’uni­ca vi­cen­da in ballo. E, si di­ce, nem­me­no la più gran­de. O la più pic­co­la, a se­con­da del­la pro­spet­ti­va che si usa. «Ave­va­mo trat­ta­ti­ve di ri­strut­tu­ra­zio­ne su al­cu­ne po­si­zio­ni, ma per ora sia­mo fer­mi. Sui cre­di­ti de­te­rio­ra­ti non ab­bia­mo ri­fe­ri­men­ti pre­ci­si», di­ce ad esem­pio Mau­ro Vi­gnan­del, di­ret­to­re del con­fi­di de­gli ar­ti­gia­ni Co­fi­di Ve­ne­zia­no, ri­fe­ren­do­si a si­tua­zio­ni le­ga­te a Ve­ne­to Ban­ca.

Il pun­to è che la si­tua­zio­ne re­ste­rà fer­ma an­co­ra. Per lo me­no fi­no al­la con­ver­sio­ne del de­cre­to in leg­ge, con la di­scus­sio­ne par­ti­ta ie­ri al Se­na­to in Com­mis­sio­ne fi­nan­ze. E che si spe­ra av­ven­ga a que­sto pun­to en­tro il 3 agosto, gior­no in cui il Se­na­to an­drà in va­can­za. Non far­lo, si­gni­fi­che­reb­be met­te­re a ri­schio tut­ta l’ope­ra­zio­ne con In­te­sa, vi­sto che il de­cre­to va con­ver­ti­to in leg­ge en­tro il 24 agosto.

Ma dan­do per ap­pro­va­ta la leg­ge, il ri­schio sui 6 mi­liar­di di de­te­rio­ra­ti è quel­lo che av­ver­rà do­po, con il passaggio dei cre­di­ti al­la Sga. Il pun­to di par­ten­za è che né le li­qui­da­zio­ni né la so­cie­tà del Te­so­ro han­no una li­cen­za ban­ca­ria. E quin­di, ad og­gi, non po­tran­no ge­sti­re il cre­di­to dif­fi­ci­le co­me una ban­ca, tro­van­do soluzioni per te­ne­re in vi­ta al­me­no le azien­de che pos­so­no tor­na­re in bo­nis. La lo­gi­ca del­la Sga è il re­cu­pe­ro dei cre­di­ti. Con il ri­schio che la so­lu­zio­ne sia tout court la mes­sa a rien­tro di quei cre­di­ti. Equi­var­reb­be ad in­ne­sca­re un ci­clo­ne sul Ve­ne­to e non so­lo. «Ser­ve che la ge­stio­ne di que­sti cre­di­ti sia por­ta­ta qui, vi­ci­na ai clien­ti. E che non fac­cia di ogni er­ba un fa­scio e sap­pia ri­co­no­sce­re chi me­ri­ta di star in pie­di», so­stie­ne una fon­te in­tor­no al­le due ban­che. Bat­ta­glia tut­ta in sa­li­ta e si ve­drà se il Ve­ne­to la vor­rà fa­re.

Per evi­ta­re di ve­de­re nuo­ve vit­ti­me al fian­co di quel­le già con­cla­ma­te, i vec­chi so­ci del­le due ex po­po­la­ri. Tor­na­ti in piaz­za, do­po Tre­vi­so, ie­ri a Schio, in una ma­ni­fe­sta­zio­ne or­ga­niz­za­ta dal­la Ca­sa del con­su­ma­to­re, da­van­ti al­le fi­lia­li di Bp­vi e Ve­ne­to Ban­ca, con car­tel­li e stri­scio­ni con­tro il go­ver­no e il de­cre­to che ha con­se­gna­to le ex po­po­la­ri a In­te­sa, sia con­tro la pro­cu­ra di Vi­cen­za e il go­ver­na­to­re Lu­ca Za­ia.

In­tan­to, sul fron­te giu­di­zia­rio, pro­se­guo­no gli ac­cer­ta­men­ti av­via­ti dal Csm in me­ri­to al cli­ma di scon­tro ve­nu­to­si a crea­re in tribunale a Vi­cen­za, do­po che un giu­di­ce ha «con­ge­la­to» la ri­chie­sta di se­que­stro di 106 mi­lio­ni di eu­ro avan­za­ta dai pm che in­da­ga­no sul tra­col­lo Bp­vi, di­chia­ran­do l’in­com­pe­ten­za ter­ri­to­ria­le in fa­vo­re di Mi­la­no e sca­te­nan­do la rab­bia del pro­cu­ra­to­re ca­po An­to­ni­no Cap­pel­le­ri, che ha pub­bli­ca­men­te so­ste­nu­to che «la scar­sa ri­spo­sta dell’Uf­fi­cio del gip ha in­tral­cia­to la no­stra ini­zia­ti­va». In at­te­sa di ca­pi­re se l’at­ti­vi­tà del Con­si­glio su­pe­rio­re del­la ma­gi­stra­tu­ra por­te­rà all’aper­tu­ra di un pro­ce­di­men­to per in­com­pa­ti­bi­li­tà am­bien­ta­le nei con­fron­ti di uno dei ma­gi­stra­ti coin­vol­ti, lo stes­so Cap­pel­le­ri ie­ri ha spie­ga­to di sen­tir­si «as­so­lu­ta­men­te se­re­no. Il Csm fa be­ne a fa­re tut­ti gli ac­cer­ta­men­ti che ri­ter­rà più op­por­tu­ni».

A Schio La pro­te­sta di ie­ri dei vec­chi so­ci del­le po­po­la­ri

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