«Ex po­po­la­ri, sui fi­di in dif­fi­col­tà il Ve­ne­to ri­schia l’ef­fet­to-do­mi­no»

Sui de­te­rio­ra­ti ca­te­go­rie in al­lar­me. Bo­no­mo: «In­ter­ven­ga Ve­ne­to Svi­lup­po»

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Economia - Fe­de­ri­co Ni­co­let­ti Gian­ni Fa­ve­ro © RIPRODUZIONE RI­SER­VA­TA

VE­NE­ZIA «Sì, si ri­schia l’ef­fet­to -do­mi­no sul Ve­ne­to. L’al­lar­me c’è. E la spia ros­sa è ben ac­ce­sa». Ago­sti­no Bo­no­mo, il lea­der di Con­far­ti­gia­na­to Ve­ne­to che ha aper­to per le ca­te­go­rie eco­no­mi­che il ta­vo­lo di trat­ta­ti­va con In­te­sa sul­la ge­stio­ne dei cre­di­ti, do­po il de­cre­to del go­ver­no che ha li­qui­da­to Po­po­la­re Vi­cen­za e Ve­ne­to Ban­ca, con­fer­ma il qua­dro di al­lar­me sul­la par­ti­ta del cre­di­to, in par­ti­co­la­re su­gli af­fi­da­men­ti in dif­fi­col­tà. Un qua­dro che emer­ge, do­po che in­ve­ce il dia­lo­go con In­te­sa è par­ti­to sul­la par­ti­ta dei pre­sti­ti in bo­nis, e che ri­guar­da i 9 mi­liar­di lor­di di cre­di­ti de­te­rio­ra­ti, tra ina­dem­pien­ze e sca­du­ti, ri­ma­sti nel­le due ge­stio­ni li­qui­da­to­rie e che do­vran­no da lì tran­si­ta­re al­la Sga, la bad bank dell’ex Ban­co di Na­po­li ac­qui­si­ta dal mi­ni­ste­ro del Te­so­ro. Il ti­mo­re rea­le, che si sta fa­cen­do lar­go, è che la ge­stio­ne af­fi­da­ta al­la Sga, da so­cie­tà di re­cu­pe­ro e non da ban­ca, si tra­du­ca tout court in una gi­gan­te­sca ma­xi-ri­chie­sta di rien­tro. Che in­ne­schi, an­che alle im­pre­se che po­treb­be­ro tor­na­re in bo­nis, un ef­fet­to a catena di con­cor­da­ti pre­ven­ti­vi e di im­pre­se che sal­ta­no, che si al­lar­ga per cer­chi con­cen­tri­ci, ini­zian­do dai for­ni­to­ri non pa­ga­ti.

È ben ve­ro, co­me ha riaf­fer­ma­to l’al­tro ieri al Se­na­to il mi­ni­stro dell’Eco­no­mia, Pier Car­lo Pa­doan, che la soluzione del­la li­qui­da­zio­ne del­le due ve­ne­te con l’af­fi­da­men­to ad In­te­sa di de­po­si­ti e cre­di­ti in bo­nis ha evi­ta­to una stret­ta cre­di­ti­zia da 22 mi­liar­di su 55 mi­la im­pre­se, con con­se­guen­ti ri­ca­du­te sul la­vo­ro. Ma la pen­to­la è fat­ta sen­za co­per­chio. E di lì può eva­po­ra­re co­mun­que un pez­zo ri­le­van­te del si­ste­ma pro­dut­ti­vo ve­ne­to. So­prat­tut­to se in bal­lo ci so­no 6 mi­liar­di di cre­di­ti net­ti, e 9 lor­di. Che, se­con­do al­cu­ne sti­me, pos­so­no sa­li­re a 12 mi­liar­di di af­fi­da­men­ti, se si tie­ne con­to an­che dei pre­sti­ti plu­ri­mi che le azien­de con­di­vi­do­no con al­tre ban­che. E che a lo­ro vol­ta chiu­de­reb­be­ro a ruo­ta gli af­fi­da­men­ti. Il tut­to, co­me ci­fre, per la me­tà in Ve­ne­to. Sa­reb­be un’eca­tom­be, in una re­gio­ne che ha già co­no­sciu­to i sui­ci­di de­gli im­pren­di­to­ri nei ca­pan­no­ni.

La vicenda sta al pun­to di svol­ta. Do­po l’ok al­la Ca­me­ra, il de­cre­to-leg­ge sul­le ve­ne­te è in com­mis­sio­ne Fi­nan­ze al Se­na­to e l’at­te­sa è di ve­der­lo ap­pro­da­re in au­la mer­co­le­dì pros­si­mo per la con­ver­sio­ne. La di­scus­sio­ne po­treb­be ri­sol­ver­si in un bis di quan­to vi­sto al­la Ca­me­ra, per una tra­du­zio­ne in leg­ge pri­ma del­lo stop esti­vo del 3 ago­sto, che è da­ta per scon­ta­ta.

Ma in­tan­to sot­to trac­cia si fan­no lar­go al­tre ipo­te­si ope­ra­ti­ve. Co­me quel­la di do­ta­re la Sga di una sia li­cen­za ban­ca­ria, per ge­sti­re da ban­ca e non so­lo da so­cie­tà di re­cu­pe­ro i cre­di­ti de­te­rio­ra­ti. Ipo­te­si che ri­man­da pe­rò al­la ne­ces­si­tà di do­ta­re di ca­pi­ta­le l’isti­tu­to. E al­la do­man­da suc­ces­si­va di chi sia di­spo­sto a met­ter­lo, in una ban­ca co­mun­que ri­schio­sa, e se lo pos­sa fa­re lo Sta­to, sen­za ria­pri­re la questione con l’Eu­ro­pa de­gli aiu­ti di Sta­to. Co­sì co­me re­sta il dub­bio se una trat­ta­ti­va su un nu­me­ro tan­to ele­va­to di po­si­zio­ni si pos­sa con­dur­re da Ro­ma o da Milano, do­ve pa­re che Sga pun­ti ad apri­re una se­de se­con­da­ria.

Sce­na­rio ben chia­ro ad al­cu­ni in Ve­ne­to. «Non sia­mo an­co­ra al­la si­tua­zio­ne più dif­fi­ci­le, per­ché In­te­sa è an­co­ra nel­la fa­se di ana­li­si del­le po­si­zio­ni - spie­ga Bo­no­mo -. Pro­prio per que­sto, nel pri­mo in­con­tro con In­te­sa, ave­va­mo chie­sto va­lu­ta­zio­ni ca­so per ca­so del­le si­tua­zio­ni e non un’ap­pli­ca­zio­ne ge­ne­ra­liz­za­ta del­le clas­si­fi­ca­zio­ni». Ma mes­sa co­sì, il pro­ble­ma è so­lo rimandato. «È chia­ro che l’ef­fet­to-do­mi­no ri­schia di scat­ta­re ma­no a ma­no che le po­si­zio­ni tran­si­ta­no al­la Sga. Può di­ven­ta­re una scia­gu­ra e stia­mo pren­den­do co­scien­za che il ri­schio si sta rea­liz­zan­do. Stia­mo cer­can­do di dir­lo dal­la pri­ma ora, dal lu­ne­dì in cui le fi­lia­li han­no ria­per­to, per for­tu­na, con In­te­sa. E per que­sto ave­va­mo chie­sto al­la Re­gio­ne l’in­ter­ven­to di Ve­ne­to Svi­lup­po». In un in­ter­ven­to a due li­vel­li: «Da in­ter­me­dia­rio vi­gi­la­to, se non fa­cen­do­si af­fi­da­re la ge­stio­ne dei cre­di­ti de­te­rio­ra­ti e por­tan­do­la in tut­ti i sen­si più vi­ci­na ai clien­ti, al­me­no co­me in­ter­fac­cia tecnico-politico nel rap­por­to con li­qui­da­zio­ni e Sga sui cre­di­ti».

Pre­oc­cu­pa­zio­ni con­di­vi­se an­che sul fron­te di Con­fin­du­stria Ve­ne­to. Fer­mo re­stan­do che ogni no­vi­tà sull’ope­ra­zio­ne In­te­sa-ex po­po­la­ri ve­ne­te, in ma­te­ria di ri­ca­du­ta sul­la clien­te­la, è «una tes­se­ra di un puzz­le che si fa via via più am­pio», è fuo­ri di­scus­sio­ne che «non pos­sia­mo per­met­ter­ci un’ul­te­rio­re stret­ta al cre­di­to a dan­no del­le im­pre­se». Lo ha det­to ieri il pre­si­den­te di Con­fin­du­stria Ve­ne­to, Mat­teo Zop­pas, pur non sol­le­van­do al­cun dub­bio su co­me la stra­da per­cor­sa fos­se l’uni­ca pos­si­bi­le per sal­va­re la re­te di Ve­ne­to Ban­ca e di Bp­vi: «Co­sa fat­ta ca­po ha – ha ag­giun­to –e a que­sto pun­to oc­cor­re cer­ca­re di ot­te­ne­re il mas­si­mo ri­sul­ta­to so­prat­tut­to per le no­stre azien­de».

Non nel­le con­di­zio­ni di sop­por­ta­re al­tre ri­du­zio­ni del­la li­qui­di­tà. La ri­pre­sa evi­den­zia­ta dai va­ri rap­por­ti con­giun­tu­ra­li è un da­to me­dio, da­to che esi­sto­no real­tà che, per il set­to­re se­gui­to, so­no sta­te in gra­do di ag­gan­cia­re i mer­ca­ti più flo­ri­di men­tre al­tre di que­sto non han­no po­tu­to an­co­ra be­ne­fi­cia­re e non so­no an­co­ra fuo­ri dal tun­nel. «Un as­sot­ti­glia­men­to de­gli af­fi­da­men­ti - ha det­to an­co­ra Zop­pas - per queste sa­reb­be una cir­co­stan­za mol­to cri­ti­ca e il ve­ro cruc­cio per il fu­tu­ro sa­rà ca­pi­re se con l’ope­ra­zio­ne-In­te­sa per le im­pre­se vi sa­rà la som­ma­to­ria dei fi­di con­trat­ti con le ex po­po­la­ri op­pu­re no. Qual­che gior­no fa ho in­con­tra­to il di­ret­to­re ope­ra­ti­vo di In­te­sa, Omar Lo­de­sa­ni, e a set­tem­bre è pre­vi­sto un in­con­tro con tut­ti i pre­si­den­ti del­le ter­ri­to­ria­li di Con­fin­du­stria».

Si fa lar­go la co­scien­za del pro­ble­ma Spia ros­sa ac­ce­sa dal pri­mo gior­no

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