Sot­tra­zio­ne in­ter­na­zio­na­le di mi­no­re La mam­ma li­tua­na fi­ni­sce a pro­ces­so

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Treviso -

TRE­VI­SO È ac­cu­sa­ta di aver sot­trat­to il fi­glio, por­tan­do­lo con sé in Li­tua­nia e di aver por­ta­to via an­che mez­za ca­sa: dal­la te­le­vi­sio­ne a un gruz­zo­let­to di con­tan­ti.

I fat­ti ri­sal­go­no al 9 di­cem­bre 2015, quan­do la don­na si al­lon­ta­na per un pe­rio­do di fe­rie. Ha in ma­no un do­cu­men­to che le con­sen­te di por­ta­re il fi­glio di 6 an­ni ol­tre i con­fi­ni. Ben pre­sto pe­rò al pa­dre, un im­pren­di­to­re tre­vi­gia­no, vie­ne im­pe­di­to di par­la­re con il pic­co­lo an­che al te­le­fo­no. Al­le ri­chie­ste di tor­na­re a ca­sa la don­na non ri­spon­de e a chia­ri­men­to di qua­li sia­no le sue in­ten­zio­ni av­via una bat­ta­glia giu­di­zia­ria per ot­te­ne­re dall’uo­mo gli as­se­gni di man­te­ni­men­to. Nel gi­ro di po­chi me­si la con­te­sa si tra­sfor­ma in una ve­ra e pro­pria guer­ra a col­pi di car­te bol­la­te, che coin­vol­ge an­che la ma­gi­stra­tu­ra li­tua­na e quel­la ita­lia­na. Ad apri­le del 2016 il pa­dre ot­tie­ne l’af­fi­do esclu­si­vo del fi­glio ma nel frat­tem­po la don­na pre­sen­ta istan­za per ot­te­ne­re un as­se­gno di 350 eu­ro al me­se. Il tri­bu­na­le li­tua­no ri­get­ta in­tan­to l’istan­za del pa­dre e an­che l’in­ter­ven­to del con­so­la­to non sor­ti­sce ef­fet­to. Ma in quel­le set­ti­ma­ne in cui i do­cu­men­ti viag­gia­no tra l’Ita­lia e la Li­tua­nia si ti­ra un mez­zo so­spi­ro di sol­lie­vo: ar­ri­va in­fat­ti una co­mu­ni­ca­zio­ne isti­tu­zio­na­le che chia­ri­sce che il pic­co­lo sta be­ne e si tro­va con la mam­ma.

Ie­ri mat­ti­na in tri­bu­na­le a Tre­vi­so c’è sta­ta l’udien­za per la sot­tra­zio­ne in­ter­na­zio­na­le di mi­no­re; la don­na è rap­pre­sen­ta­ta d’uf­fi­cio dall’av­vo­ca­to Ila­ria Pem­pi­nel­la. L’im­pren­di­to­re nel frat­tem­po, for­se do­po una riap­pa­ci­fi­ca­zio­ne, ha ri­mes­so la que­re­la ma la mac­chi­na del­la giu­sti­zia pro­ce­de ugual­men­te: il rea­to è in­fat­ti per­se­gui­bi­le d’uf­fi­cio. L’udien­za è sta­ta quin­di ag­gior­na­ta e an­dran­no sen­ti­ti al­cu­ni te­sti­mo­ni, per ten­ta­re di chia­ri­re i dub­bi a cui l’in­chie­sta non è riu­sci­ta a da­re una ri­spo­sta.

Ri­ma­ne an­che da ca­pi­re se il pic­co­lo sia tor­na­to in Ita­lia e se ab­bia avu­to la pos­si­bi­li­tà di riab­brac­cia­re il suo pa­pà. (a.zamb.)

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