Spray al pe­pe­ron­ci­no sul­la fol­la co­sì i la­dri ra­pi­na­no ai con­cer­ti

Ve­ner­dì se­ra diecimila per Guetta ma fra caos e ir­ri­ta­zio­ne spa­ri­sco­no le ca­te­ni­ne. Tre in­da­ga­ti

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Da Prima Pagina - Mac­ciò

PA­DO­VA Il con­cer­to da diecimila spet­ta­to­ri del dj Da­vid Guetta è sta­to par­zial­men­te ro­vi­na­to da una nu­vo­la di spray al pe­pe­ron­ci­no sul­la fol­la: è la nuo­va stra­te­gia dei la­dri ai con­cer­ti e du­ran­te le ma­ni­fe­sta­zio­ni più fre­quen­ta­te. Ap­pro­fit­ta­no del caos per sot­trar­re le ca­te­ni­ne al­le vit­ti­me. Ci so­no tre in­da­ga­ti. La que­stu­ra: «Fe­no­me­no in au­men­to».

PA­DO­VA Chi c’era par­la di una se­ra­ta da so­gno. Che per qual­cu­no pe­rò è di­ven­ta­to pre­sto un in­cu­bo. Si è con­clu­so con tre ra­gaz­zi fer­ma­ti dal­le for­ze dell’or­di­ne, di­ver­se de­nun­ce e qual­che mo­men­to di pa­ni­co il ma­xi-con­cer­to del dj fran­ce­se Da­vid Guetta, che ve­ner­dì se­ra ha ri­chia­ma­to cir­ca diecimila fan al tea­tro Geox di Pa­do­va nell’am­bi­to del Po­ste­Pay Sound Fe­sti­val or­ga­niz­za­to da Zed Li­ve: a ro­vi­na­re par­zial­men­te la fe­sta è sta­ta l’in­cur­sio­ne di al­cu­ni ma­lin­ten­zio­na­ti che han­no im­pre­gna­to l’aria di spray al pe­pe­ron­ci­no e han­no ap­pro­fit­ta­to del­la con­fu­sio­ne per strap­pa­re al­me­no una de­ci­na di ca­te­ni­ne dal col­lo de­gli spet­ta­to­ri più vi­ci­ni.

Tut­to ini­zia at­tor­no al­le 22.30, quan­do il dj set di aper­tu­ra fir­ma­to Oli­ver Hel­dens è fi­ni­to da un pez­zo e Da­vid Guetta, ico­na mon­dia­le del­la mu­si­ca dance, ha ap­pe­na ini­zia­to il suo at­te­sis­si­mo spet­ta­co­lo. Tra ef­fet­ti spe­cia­li ed esplo­sio­ni di suo­ni, il pub­bli­co è già in vi­si­bi­lio. Al cen­tro del­la pla­tea, pe­rò, non si on­deg­gia so­lo per il rit­mo sin­co­pa­to e l’at­mo­sfe­ra coin­vol­gen­te del con­cer­to: la gen­te si spo­sta an­che per scan­sa­re il pe­pe­ron­ci­no ur­ti­can­te spruz­za­to dal­le re­tro­vie ad al­tez­za d’uo­mo, che ren­de l’aria ir­re­spi­ra­bi­le. Do­po aver azio­na­to le bom­bo­let­te spray, gli au­to­ri del ge­sto si so­no fat­ti lar­go per de­ru­ba­re le per­so­ne con ir­ri­ta­zio­ne agli oc­chi o sen­sa­zio­ne di sof­fo­ca­men­to, ar­raf­fan­do tut­te le ca­te­ni­ne a por­ta­ta di ma­no; nel tram­bu­sto, un po’ per met­ter­si al ri­pa­ro e un po’ per in­se­gui­re i la­dri, la fol­la si è spo­sta­ta e ha tra­vol­to al­tri spet­ta­to­ri, per for­tu­na sen­za con­se­guen­ze.

«Io ero con il mio ra­gaz­zo e i la­dri gli han­no strap­pa­to la ca­te­ni­na al­la pri­ma can­zo­ne – rac­con­ta Ele­na, una spet­ta­tri­ce -. Ab­bia­mo cer­ca­to di ca­pi­re co­sa sta­va suc­ce­den­do, quin­di ci sia­mo al­lon­ta­na­ti e ab­bia­mo rag­giun­to la se­cu­ri­ty, che ha ini­zia­to a cer­ca­re i la­dri sul­la ba­se del­le no­stre in­di­ca­zio­ni. Sia­mo ri­ma­sti lì fi­no al­la fi­ne del­la se­ra­ta ed è sta­to tut­to un sus­se­guir­si di de­nun­ce, ogni 3-4 mi­nu­ti ar­ri­va­va qual­cu­no che fa­ce­va fa­ti­ca a te­ne­re gli oc­chi aper­ti e a re­spi­ra­re. Poi, ver­so la fi­ne, ab­bia­mo vi­sto che la po­li­zia ha fer­ma­to al­cu­ni ra­gaz­zi».

Nel mi­ri­no de­gli agen­ti so­no fi­ni­ti due tu­ni­si­ni e un ecua­do­re­gno, tut­ti fra 20 e 22 an­ni, ar­ri­va­ti a Pa­do­va ap­po­sta per il con­cer­to: al mo­men­to del­la per­qui­si­zio­ne nes­su­no di lo­ro ave­va ad­dos­so bom­bo­let­te spray, ma la squa­dra mo­bi­le sta cer­can­do di ri­co­strui­re l’ac­ca­du­to e per ora i tre re­sta­no in­da­ga­ti. Nel frat­tem­po, l’ama­rez­za è tan­ta: «Era da tan­to che aspet­ta­vo que­sto con­cer­to e al­la fi­ne non l’ho pra­ti­ca­men­te vi­sto – di­ce Ele­na -. Ep­pu­re all’en­tra­ta gli ad­det­ti al­la si­cu­rez­za se­que­stra­va­no an­che i tap­pi del­le bot­ti­glie e i sel­fie­stick, so­no mol­to per­ples­sa».

«Le for­ze dell’or­di­ne era­no pre­sen­ti e la si­cu­rez­za era mas­si­ma – re­pli­ca An­drea Be­nes­so di Zed Li­ve -. Ave­va­mo pre­di­spo­sto un dop­pio con­trol­lo con me­tal de­tec­tor, aper­tu­ra de­gli zai­ni e ca­ni an­ti­dro­ga: gli stan­dard era­no dav­ve­ro ele­va­ti, più di co­sì non si po­te­va fa­re. Pur­trop­po i cre­ti­ni ci so­no sem­pre e nes­sun even­to è a prova di cre­ti­no».

Non è la pri­ma vol­ta che lo spray al pe­pe­ron­ci­no ro­vi­na uno spet­ta­co­lo: lo scor­so no­vem­bre, il dj Mar­tin Sol­veig (an­che lui fran­ce­se) fu co­stret­to a in­ter­rom­pe­re un con­cer­to in Fie­ra a Pa­do­va pro­prio per­ché qual­cu­no ave­va spruz­za­to una so­stan­za ur­ti­can­te in pi­sta.

«Il fe­no­me­no è in au­men­to, ci so­no ban­de che van­no ai con­cer­ti più af­fol­la­ti pro­prio con que­sto sco­po – av­ver­te la que­stu­ra di Pa­do­va -. Il con­si­glio è di pre­sta­re at­ten­zio­ne e non in­dos­sa­re og­get­ti di va­lo­re».

Spet­ta­co­lo Il su­per pal­co del con­cer­to del dj Da­vid Guetta ve­ner­dì se­ra al­la Po­ste Pay Are­na. Diecimila le per­so­ne pre­sen­ti (fo­to da Fa­ce­book)

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