L’are­na sul Ven­da Con­cer­ti e tea­tro tra cie­lo e ter­ra

L’are­na sotto le stelle na­ta do­po le fra­ne. Pal­co con ma­te­ria­le di riciclo, era un pon­te mo­bi­le per le na­vi. E suo­ni del­la na­tu­ra che si con­fon­do­no con quel­li acu­sti­ci del­la mu­si­ca. Con­cer­ti per cen­ti­na­ia di per­so­ne

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Da Prima Pagina - Ver­ni

Il pal­co sem­bra un ap­pog­gio per il cie­lo. Al­le spal­le si per­de il ver­de del­le pen­di­ci dei Col­li Euganei, e, an­co­ra più in là, la pia­nu­ra che pun­ta drit­to ver­so la la­gu­na di Ve­ne­zia. E di not­te si vive del con­tra­sto tra il buio as­so­lu­to dei col­li a mon­te, e il luc­ci­chio in lon­ta­nan­za del­le case, a val­le.

As­si­ste­re a un even­to nell’Anfiteatro del Ven­da va ol­tre la sem­pli­ce frui­zio­ne di un con­cer­to (in­fo www.an­fi­tea­tro­del­ven­da.it).

Per chi an­co­ra non lo co­no­sces­se, l’Anfiteatro del Ven­da è uno spa­zio dove si ten­go­no even­ti, mu­si­ca­li e non so­lo, ospi­ta­to all’in­ter­no dei vi­gne­ti del­la azien­da agri­co­la Ca’ Lu­stra – Za­no­vel­lo, nel cuo­re dei col­li Euganei, a ven­ti chi­lo­me­tri da Pa­do­va.

Que­sto tea­tro na­tu­ra­le è sta­to al­le­sti­to nel 2013 ap­pe­na so­pra i vi­gne­ti più al­ti del­la cantina, giu­sto al mar­gi­ne dei bo­schi del mon­te Ven­da.

«L’Anfiteatro è na­to qua­si per scom­mes­sa, nel cor­so dei la­vo­ri di ri­strut­tu­ra­zio­ne fon­dia­ria do­vu­ti a del­le fra­ne nel 2010 e 2011 – ri­cor­da Fran­co Za­no­vel­lo, idea­to­re e pro­prie­ta­rio dell’anfiteatro - pro­prio que­ste fra­ne ave­va­no la­scia­to uno spa­zio del­le stes­se mi­su­re del tea­tro di Se­ge­sta: al­lo­ra mi è ve­nu­ta l’idea di co­strui­re un pal­co e da­re vi­ta all’anfiteatro».

Le ru­spe han­no ri­si­ste­ma­to il ma­te­ria­le sul fon­do nel gi­ro di po­che ore, men­tre il pal­co vero e pro­prio è sta­to rea­liz­za­to con ma­te­ria­li di riciclo: il fer­ro del te­la­io vie­ne da una de­mo­li­zio­ne, il le­gno di la­ri­ce è un re­si­dua­to di un pon­te mo­bi­le per le na­vi pro­ve­nien­te da una ba­se Na­to.

«All’ini­zio ave­vo pen­sa­to di co­strui­re an­che a tre or­di­ni di gra­di­ni, ma poi ho scel­to di la­scia­re tut­to co­sì in mo­do che la na­tu­ra fos­se l’uni­ca pro­ta­go­ni­sta del luo­go, man­te­nen­do

Sull’er­ba Una se­ra­ta sul Ven­da

inal­te­ra­to la for­ma del fronte di fra­na – con­ti­nua Za­no­vel­lo – ora che dall’inau­gu­ra­zio­ne so­no pas­sa­ti cin­que an­ni pos­so di­re di aver vin­to que­sta scom­mes­sa: uno spa­zio co­sì è uni­co al mon­do».

All’Anfiteatro del Ven­da ci si ar­ri­va da Tor­re­glia, da Gal­zi­gna­no e da Cin­to Eu­ga­neo. Si po­steg­gia lun­go la via Pe­de­ven­da e Sot­to­ven­da e poi ci si ri­tro­va in que­sto anfiteatro na­tu­ra­le im­mer­so nel Par­co dei col­li Euganei. Chi è già sta­to ai con­cer­ti sa che, per sdra­iar­si sull’er­ba e ascol­ta­re in san­ta pa­ce la mu­si­ca pro­po­sta, è me­glio por­tar­si da ca­sa un te­lo; per be­re in­ve­ce c’è uno stand dove si può tro­va­re an­che il vi­no del­la cantina Ca’ Lu­stra. «Du­ran­te le se­ra­te si è im­mer­si nei suo­ni del­la na­tu­ra, nel can­to di gril­li e del­le ci­ca­le e poi si ha una vi­sta in­cre­di­bi­le, die­tro il pal­co si ve­de per­fi­no il mare: è que­sto che ren­de uni­co l’Anfiteatro del Ven­da – spie­ga Si­mo­ne Fo­glia­ta, coor­di­na­to­re del­la pro­gram­ma­zio­ne mu­si­ca­le – i con­cer­ti sot­to­li­nea­no l’uni­ci­tà del luo­go, han­no suo­ni mol­to sof­fi­ci e acu­sti­ci». Un esem­pio è sta­to «Clair de Lu­ne: not­tur­ni, pre­lu­di e so­na­te» che ha por­ta­to per tre se­ra­te sold out (la ca­pien­za mas­si­ma è di 700 per­so­ne) un pia­no­for­te a co­da nel ver­de dei col­li. I pros­si­mi even­ti so­no il 5 ago­sto (al­le 19) con lo spet­ta­co­lo te­ma­ti­co «Quando il vi­no fol­go­ra il mio cuo­re», l’8 ago­sto (ore 18) con il li­ve de­gli Shel­lac, mi­ti­co grup­po di Ste­ve Al­bi­ni, e il 10 ago­sto con il li­ve di M. Ward (ore 10).

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