Ve­ne­to Ban­ca Con­sob con­fer­ma la ma­xi-mul­ta

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Da Prima Pagina - Di Fe­de­ri­co Ni­co­let­ti

Ve­ne­to Ban­ca, Con­sob con­fer­ma la ma­xi-mul­ta da 4,6 mi­lio­ni su au­men­to di ca­pi­ta­le 2014, «ba­cia­te» e prez­zo azio­ni. L’ex pre­si­den­te Favotto: so­no sgo­men­to.

VE­NE­ZIA Ve­ne­to Ban­ca, Con­sob con­fer­ma la ma­xi-mul­ta da 4,6 mi­lio­ni su au­men­to di ca­pi­ta­le 2014, azio­ni «ba­cia­te» e prez­zo azio­ni. Le no­ti­fi­che stan­no ar­ri­van­do in que­sti gior­ni ai mem­bri del cda elet­to il 26 apri­le 2014, gui­da­to da Fran­ce­sco Favotto, e al col­le­gio sin­da­ca­le sui pri­mi due dei tre pro­ce­di­men­ti che l’Au­tho­ri­ty di con­trol­lo sul­le so­cie­tà ha emes­so do­po le ispe­zio­ni tra gen­na­io 2015 e feb­bra­io 2016. I due pro­ce­di­men­ti ri­guar­da­no le con­te­sta­zio­ni che Con­sob fa sul­le in­for­ma­zio­ni ora ri­te­nu­te in­suf­fi­cien­ti nei pro­spet­ti in­for­ma­ti­vi ser­vi­ti per le emis­sio­ni ob­bli­ga­zio­na­rie e l’au­men­to di ca­pi­ta­le 2014, quel­lo che, do­po la du­ris­si­ma ispe­zio­ne di Ban­ki­ta­lia che ave­va co­stret­to il cda di Fla­vio Trin­ca al­le di­mis­sio­ni, sa­reb­be ser­vi­to a su­pe­ra­re i pri­mi stress te­st eu­ro­pei di ot­to­bre.

Le due mul­te con­fer­ma­no il qua­dro pro­po­sto a gen­na­io, per com­ples­si­vi 755 mi­la eu­ro. Si ve­drà se al­tret­tan­to av­ver­rà an­che sul ter­zo pro­ce­di­men­to, quel­lo più cor­po­so, che ri­guar­da la vio­la­zio­ne dei pro­fi­li Mi­fid nel col­lo­ca­men­to dell’au­men­to di ca­pi­ta­le, lo sche­ma per fis­sa­re il prez­zo azio­ni, i fi­nan­zia­men­ti «ba­cia­ti» e le let­te­re di riac­qui­sto, e la ge­stio­ne del­la ven­di­ta del­le azio­ni, in cui i mul­ta­ti so­no ol­tre 30, ag­giun­gen­do­si i con­si­glie­ri del cda a pre­si­den­za Trin­ca e una se­rie di di­ri­gen­ti.

Per in­tan­to le mul­te col­pi­sco­no l’ex di­ret­to­re ge­ne­ra­le Vin­cen­zo Con­so­li, per 190 mi­la eu­ro, gli ex pre­si­den­te e vi­ce­pre­si­den­te, Fran­ce­sco Favotto e Ales­san­dro Var­da­ne­ga, per 110 e 70 mi­la cia­scu­no, al­tri ot­to con­si­glie­ri - Pier­lui­gi Bol­la, Cri­sti­na Ros­sel­lo, Ste­fa­no Cam­poc­cia, Luigi Ros­si Lu­cia­ni, Giuseppe Sbal­chie­ro, Fe­de­ri­co Tes­sa­ri, Gra­zia­no Vi­sen­tin e Mat­teo Zop­pas - e i tre mem­bri del col­le­gio sin­da­ca­le- Mar­cel­lo Con­de­mi, Marco Cia­bat­to­ni e Mar­ti­no Maz­zo­ca­to - per 35 mi­la eu­ro a te­sta. Non com­pa­re nel­la li­sta il con­si­glie­re Mau­ri­zio Ben­ve­nu­to.

La so­stan­za del­le mul­te pog­gia sul­la con­clu­sio­ne di Con­sob che il pro­spet­to in­for­ma­ti­vo non con­te­ne­va in­for­ma­zio­ni suf­fi­cien­ti sul­le ac­cu­se ri­vol­te a Ve­ne­to Ban­ca dal rap­por­to ispet­ti­vo 2013 di Ban­ki­ta­lia sull’ina­de­gua­tez­za del­lo sche­ma che fis­sa­va il prez­zo azio­ni, sui 157 mi­lio­ni di «ba­cia­te», sul­le cri­ti­che sul ruo­lo pre­do­mi­nan­te di Con­so­li. Ri­lie­vi ar­ri­va­ti per al­tro ora, do­po le ispe­zio­ni Bce e Con­sob dell’an­no suc­ces­si­vo, e do­po che il pro­spet­to era sta­to ap­pro­va­to al­lo­ra da Con­sob.

I mul­ta­ti ave­va­no da più par­ti ri­spo­sto che il ca­pi­ta­le fi­nan­zia­to era sta­to ri­sol­to con la ret­ti­fi­ca a 14 mi­lio­ni di eu­ro ac­col­ta in bi­lan­cio e che all’epo­ca si era pro­ce­du­to sul­la ba­se dell’in­for­ma­zio­ni di­spo­ni­bi­li. In più che al­lo­ra Con­sob non ave­va cor­ret­to nul­la sul­le in­for­ma­zio­ni da in­se­ri­re del rap­por­to ispet­ti­vo Ban­ki­ta­lia, no­no­stan­te do­ves­se es­se­re per for­za in suo pos­ses­so (ma Con­sob ne­ga). Co­sì i ri­cor­si ap­pa­io­no scon­ta­ti. Il pri­mo vie­ne an­nun­cia­to dall’ex pre­si­den­te Favotto: «So­no sgo­men­to. Que­sta san­zio­ne fa ma­le, per­ché è pro­fon­da­men­te in­giu­sta è il com­men­to -. Quan­do il 25 giu­gno giun­se l’approvazione di Con­sob era­va­mo fe­li­ci. Si par­ti­va col pas­so giu­sto, in sin­to­nia con le isti­tu­zio­ni. La ban­ca ave­va in­te­ra­gi­to per più di 40 gior­ni, ac­co­glien­do mo­di­fi­che e in­te­gra­zio­ni ri­chie­ste. Il cda non avreb­be mai vo­ta­to l’av­vio dell’au­men­to sen­za l’approvazione Con­sob. Si trat­ta­va di una ga­ran­zia per noi, ol­tre che per gli in­ve­sti­to­ri».

E an­co­ra: «Con­sob ora ci ac­cu­sa di non aver in­se­ri­to le pa­ro­le del rap­por­to ispet­ti­vo di Ban­ki­ta­lia su azio­ni fi­nan­zia­te e Con­so­li. In­for­ma­zio­ni in­se­ri­te in mo­do per­ti­nen­te, ci dis­se lo stu­dio le­ga­le. Nes­sun mo­ti­vo per du­bi­tar­ne, vi­sta l’approvazione. Non suf­fi­cien­te, di­ce ora Con­sob, che ri­ven­di­ca di non aver vi­sto il rap­por­to fi­no al­la pro­pria ispe­zio­ne 2015, no­no­stan­te la nor­ma­ti­va sul­lo scam­bio di in­for­ma­zio­ni tra le due isti­tu­zio­ni lo pre­ve­des­se. Non so ca­pa­ci­tar­mi. Io mi ero fi­da­to di Con­sob».

Ex pre­si­den­te Fran­ce­sco Favotto

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