«Suo­ni di Mar­ca ha af­fol­la­to Tre­vi­so»

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Spettacoli - Mau­ro Pi­goz­zo © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il so­gno? Vi­deo­pro­iet­ta­re sul­le mu­ra ester­ne i con­cer­ti. «Co­sì nes­su­no si la­men­te­rà più». La real­tà? «Un fe­sti­val che ha rag­giun­to il suo pun­to di equi­li­brio: non pun­tia­mo ai ma­xi even­ti, il no­stro pub­bli­co è com­po­sto da fa­mi­glie». Sta den­tro que­ste due fo­to­gra­fie il bi­lan­cio a po­che ore dal 6 ago­sto, ul­ti­mo dei 18 gior­ni di que­sta ven­ti­set­te­si­ma edi­zio­ne di Suo­ni di Mar­ca. A scat­tar­le è Pao­lo Gat­to, il di­ret­to­re ar­ti­sti­co di un even­to «che con Bat­tia­to ha rag­giun­to il mas­si­mo del­la sua sto­ria». La pre­mes­sa è d’ob­bli­go. Co­me ogni an­no, an­che quest’an­no la ker­mes­se ha por­ta­to con sé po­le­mi­che e ma­lu­mo­ri da par­te di qual­che mi­no­ran­za che pro­ba­bil­men­te pre­fe­ri­reb­be ve­de­re le Mu­ra vuo­te. C’è sta­to an­che chi si è la­men­ta­to di non riu­sci­re a ve­de­re i gran­di con­cer­ti. «Ma è gra­tui­to e non pos­sia­mo cer­to im­pe­di­re al­le per­so­ne di ve­ni­re», ri­spon­do­no gli or­ga­niz­za­to­ri. Po­che le cri­ti­che per i ru­mo­ri, gra­zie ad un pia­no co­mu­na­le che ha ab­bas­sa­to le cas­se al mi­ni­mo. Qual­che ac­cu­sa an­che per i trop­pi con­trol­li e per le zo­ne ros­se. «Ma d’al­tro can­to se non li fac­cia­mo è peg­gio». L’even­to che ha por­ta­to a Tre­vi­so più di 150 band e 600 mu­si­ci­sti sui quat­tro pal­chi: San Marco, San­ti Qua­ran­ta, Cac­cia­ni­ga, Fra’ Gio­con­do. Il tut­to in un’area do­ve sor­go­no una tren­ti­na di ri­sto­ran­ti e una ven­ti­na di bar. For­mu­la, que­sta, che per­met­te ai ri­sto­ra­to­ri di tut­ta la pro­vin­cia di Tre­vi­so di la­vo­ra­re, do­po aver pa­ga­to un af­fit­to. «Ab­bia­mo re­gi­stra­to un in­cre­men­to tu­ri­sti­co: il no­stro part­ner tec­ni­co, l’Ho­tel Mag­gior Con­si­glio, è sem­pre pie­no», di­ce an­co­ra Gat­to, al­la vi­gi­lia del­la chiu­su­ra di una edi­zio­ne che sa­rà ri­cor­da­ta per le cin­que se­ra­te con la «zo­na ros­sa», uno spa­zio da cir­ca due­mi­la per­so­ne da­van­ti al pal­co che vie­ne re­cin­ta­to per evi­ta­re caos. «So­no tut­te per­so­ne che ven­go­no al con­cer­to e poi pas­sa­no per il cen­tro del­la cit­tà, che vi­ve di ri­fles­so», di­ce il ma­na­ger.

In­fi­ne, le pro­spet­ti­ve per il fu­tu­ro. A par­ti­re dal pe­rio­do in cui fa­re il fe­sti­val. «Con­fer­mia­mo la scel­ta fat­ta die­ci an­ni fa di pro­por­re l’even­to tra fi­ne lu­glio e ini­zio ago­sto», di­ce. «Tre­vi­so al­tri­men­ti sa­reb­be vuota, de­ser­ta. L’al­tra cer­tez­za è che non vo­glia­mo al­za­re il li­vel­lo de­gli ar­ti­sti, trop­pa gen­te crea con­fu­sio­ne e ci dan­neg­gia. La no­stra di­men­sio­ne è quel­la del­le quat­tro, cin­que­mi­la per­so­ne di pas­sag­gio. Ma se do­ves­si­mo con­fer­ma­re an­co­ra ar­ti­sti co­me Bat­tia­to… In quel ca­so un ma­xi­scher­mo sul­le Mu­ra sa­reb­be l’idea­le».

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