Il ve­le­no del­la stra­ge com­pra­to a Pa­do­va. «L’ho ven­du­to io»

Pre­so all’Ar­cel­la. Il ti­to­la­re: «Sia­mo scon­vol­ti»

Corriere del Veneto (Vicenza e Bassano) - - Da Prima Pagina - Pi­sto­re

PA­DO­VA «Sì, il gio­va­ne è ve­nu­to a ri­ti­ra­re la mer­ce lo scor­so 15 set­tem­bre. Ce lo ri­cor­dia­mo po­co, è sta­to mol­to ve­lo­ce, si è pre­sen­ta­to du­ran­te la pau­sa pran­zo ed è an­da­to via». Mi­che­le Bal­din, uno dei ti­to­la­ri del­la Ze­ta­lab, la dit­ta, a Pa­do­va, che ha ven­du­to il tal­lio del­la stra­ge è scon­vol­to. E lì che Mat­tia Del Zot­to ha pre­so il ve­le­no con cui ha uc­ci­so non­ni e zia, tut­ti mi­la­ne­si. «Non sap­pia­mo per­chè il ra­gaz­zo ha scel­to noi. Tut­ta que­sta vi­cen­da ci ha fat­to ri­flet­te­re. Non venderemo più pro­dot­ti a pri­va­ti».

PA­DO­VA C’è in­cre­du­li­tà, scon­cer­to, qua­si un sen­so di col­pa. Pur sa­pen­do di es­se­re coin­vol­ti in­vo­lon­ta­ria­men­te in una vi­cen­da tra­gi­ca e as­sur­da, al­la «Ze­ta­lab srl» di via Um­ber­to Gior­da­ni, nel quar­tie­re Ar­cel­la a Pa­do­va, si re­spi­ra un cli­ma sur­rea­le e di pro­fon­da tri­stez­za. La dit­ta, che nel­la par­te com­mer­cia­le se­gue la ven­di­ta di ma­te­ria­le chi­mi­co, è sta­ta for­ni­tri­ce di Mat­tia Del Zot­to, il 27en­ne mi­la­ne­se che ha ster­mi­na­to par­te del­la fa­mi­glia in Brian­za con il tal­lio.

Il ra­gaz­zo ha as­sas­si­na­to i non­ni pa­ter­ni e una zia. Con estre­ma lu­ci­di­tà ha uc­ci­so la zia Pa­tri­zia Del Zot­to di 63 an­ni, la non­na Gio­ia Ma­ria Pit­ta­na di 91 an­ni e il non­no Gio­van­ni Bat­ti­sta del Zot­to di 94. La 63en­ne e l’an­zia­no era­no mor­ti per pri­mi lo scor­so 2 ot­to­bre e po­chi gior­ni do­po, il 13, si era spen­ta an­che la non­na. I pros­si­mi obiettivi del­la fol­lia omi­ci­da era­no i ge­ni­to­ri di Del Zot­to.

Tut­ti gli omi­ci­di era­no pre­me­di­ta­ti da par­te del ra­gaz­zo, in­tro­ver­so, che vi­ve­va una vi­ta iso­la­ta, da­van­ti al com­pu­ter, sen­za le­ga­mi con l’ester­no. I de­ces­si e i ri­co­ve­ri per le in­tos­si­ca­zio­ni do­vu­te al me­tal­lo ve­le­no­so si so­no sus­se­gui­ti si­no a quan­do i ca­ra­bi­nie­ri so­no riu­sci­ti a ve­ni­re a ca­po del­la fac­cen­da, ar­re­stan­do il 27en­ne. L’as­sas­si­no cer­ca­va l’ar­se­nio per uc­ci­de­re e non tro­van­do­lo ha vi­ra­to sul tal­lio, una so­stan­za più fa­ci­le da re­pe­ri­re, che ha com­pra­to nel­la dit­ta pa­do­va­na.

La vi­cen­da è sta­ta rac­con­ta­ta ie­ri da Mi­che­le Bal­din, uno dei ti­to­la­ri del­la «Ze­ta­lab srl», che con­ta quat­tro so­ci e tre di­pen­den­ti. «Tut­to è co­min­cia­to al­la fi­ne di giu­gno — spie­ga — quan­do Del Zot­to ci ha con­tat­ta­ti via e-mail, per co­no­sce­re i co­sti del ma­te­ria­le. Gli ser­vi­va­no al­cu­ne con­fe­zio­ni di tal­lio e gli ab­bia­mo fat­to la pro­po­sta. Do­po qual­che me­se ha ac­cet­ta­to il pre­ven­ti­vo che si ag­gi­ra­va sui 260 eu­ro. Si ve­de che ave­va­mo fat­to una buo­na of­fer­ta. Per ac­qui­sta­re la mer­ce il clien­te non ha for­ni­to il suo ve­ro no­me e ha usa­to so­lo In­ter­net, sen­za la­scia­re un nu­me­ro di te­le­fo­no. In que­sto set­to­re è pras­si ri­ce­ve­re com­mis­sio­ni per via te­le­ma­ti­ca. Non po­te­va­mo nu­tri­re al­cun ti­po di so­spet­to. Do­po aver fat­to l’or­di­ne, il gio­va­ne è ve­nu­to a ri­ti­ra­re la mer­ce lo scor­so 15 set­tem­bre. Ce lo ri­cor­dia­mo po­co, è sta­to mol­to ve­lo­ce, si è pre­sen­ta­to du­ran­te la pau­sa pran­zo ed è an­da­to via. Si trat­ta di ba­rat­to­li­ni di pla­sti­ca da 10 gram­mi».

Il tal­lio è una so­stan­za che ser­ve prin­ci­pal­men­te al­le in­du­strie chi­mi­che e ai la­bo­ra­to­ri per fa­re espe­ri­men­ti. La dit­ta fun­ge da in­ter­me­dia­rio: so­li­ta­men­te ven­de ad al­tre im­pre­se e qual­che vol­ta an­che ai pri­va­ti, che fan­no ri­chie­sta di po­ter­lo ac­qui­sta­re.

Una pras­si che an­drà in ar­chi­vio per sem­pre al­la «Ze­ta­lab srl», do­ve i ver­ti­ci han­no de­ci­so di cam­bia­re stra­te­gia com­mer­cia­le, de­di­can­do­si so­lo al­le azien­de. «E’ un pro­dot­to di li­be­ra ven­di­ta, che non ha bi­so­gno di di­chia­ra­zio­ni d’uso — pre­ci­sa Bal­din — può es­se­re fa­cil­men­te ac­qui­sta­to on li­ne. Pen­so che d’ora in avan­ti nes­su­no più lo ven­de­rà più. Vie­ne usa­to in am­bi­to in­for­ma­ti­co e tec­no­lo­gi­co, per ve­ri­fi­ca­re se ci sia­no so­stan­ze no­ci­ve pre­sen­ti all’in­ter­no dei pro­dot­ti. Noi sia­mo un’azien­da com­mer­cia­le che fa da so­lo da tra­mi­te ed è dif­fi­ci­le ca­pi­re al­la fi­ne qua­le uso ven­ga fat­to di quel­lo che ven­dia­mo. Il no­stro mer­ca­to ai pri­va­ti è so­lo una pic­co­la nic­chia. D’ora in avan­ti la­vo­re­re­mo so­lo con azien­de e lo venderemo uni­ca­men­te a la­vo­ra­to­ri, mai più di­ret­ta­men­te ai sin­go­li cit­ta­di­ni».

Com­pren­si­bil­men­te scon­vol­to per quan­to ac­ca­du­to, Bet­tin è ama­reg­gia­to: «Una de­ci­na di gior­ni fa so­no ve­nu­ti i ca­ra­bi­nie­ri e ab­bia­mo ca­pi­to che la que­stio­ne era se­ria. Sia­mo tut­ti mol­to scos­si, è la pri­ma vol­ta che ci ac­ca­de una vi­cen­da si­mi­le.

La no­stra at­ti­vi­tà ha aper­to nel 2000, dia­mo ret­ta a tut­ti i clien­ti. Il ra­gaz­zo ha scel­to noi, chis­sà per­ché, for­se è sta­ta so­lo una ca­sua­li­tà. Tut­ta que­sta sto­ria ci ha fat­to ri­flet­te­re e ab­bia­mo de­ci­so di non ven­de­re più pro­dot­ti chi­mi­ci a pri­va­ti».

(Ber­ga­ma­schi)

La «Ze­ta­lab» La dit­ta di Pa­do­va. So­pra Gio­van­ni Bat­ti­sta e Pa­tri­zia Del Zot­to, e Gio­ia Ma­ria Pit­ta­na

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