Stac­chio: il fi­glio del ban­di­to uc­ci­so è il nuo­vo boss

Corriere del Veneto (Vicenza e Bassano) - - Da Prima Pagina - Mil­va­na Cit­ter Be­ne­det­ta Cen­tin ©© RIPRODUZIONE RISERVATA

VI­CEN­ZA «Il fi­glio ri-ar­re­sta­to? A ca­po di una ban­da? Mi di­spia­ce mol­to. Si­gni­fi­ca che la mor­te di suo pa­dre non è ser­vi­ta a nul­la». Il ben­zi­na­io Gra­zia­no Stac­chio è du­ris­si­mo. Alan Cas­sol è sta­to nuo­va­men­te ar­re­sta­to.

TRE­VI­SO Quan­do nel feb­bra­io 2015 il pa­dre Al­ba­no mo­rì nel­la spa­ra­to­ria di Pon­te di Nan­to nel Vi­cen­ti­no, Alan Cas­sol smet­te di es­se­re fi­glio e di­ven­ta un ca­po. Per il gio­va­ne sin­ti, ar­re­sta­to dal­la po­li­zia di Por­de­no­ne e Trie­ste, ac­cu­sa­to di as­sal­ti ai ban­co­mat, fur­to, ri­cet­ta­zio­ne e de­ten­zio­ne di ma­te­ria­le esplo­si­vo, è co­me se con Al­ba­no ci fos­se sta­ta una sor­ta di pas­sag­gio del te­sti­mo­ne. Po­co più di un me­se do­po, in­fat­ti, è fi­ni­to in ma­net­te per as­so­cia­zio­ne a de­lin­que­re fi­na­liz­za­ta al­le spac­ca­te al­le sa­le slot del Co­ne­glia­ne­se.

E in quel mo­men­to è sta­to chia­ro che il 21en­ne di Fon­ta­nel­le, Tre­vi­so, ave­va fat­to il sal­to di qua­li­tà. Lo rac­con­ta­no le con­dan­ne e le ac­cu­se che so­no og­gi il suo cur­ri­cu­lum cri­mi­na­le. Per quel­le raz­zie, un an­no do­po è ar­ri­va­to il pri­mo processo, chiu­so con un pat­teg­gia­men­to a 2 an­ni. Ma, gio­va­ne e in­cen­su­ra­to, Cas­sol ha po­tu­to go­de­re del­la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le ed è tor­na­to li­be­ro. Po­chi me­si e vie­ne ar­re­sta­to per il fur­to di una mo­to­ci­clet­ta a Je­so­lo, con­clu­so­si con una cac­cia all’uo­mo con tan­to di eli­cot­te­ro. Azio­ni che gli co­sta­no un’al­tra con­dan­na a 2 an­ni, con­fer­ma­ta in ap­pel­lo e pros­si­ma all’udien­za in Cas­sa­zio­ne. Ma in car­ce­re non ci fi­ni­sce an­co­ra. La pri­ma con­dan­na è so­spe­sa, la se­con­da non è de­fi­ni­ti­va. Co­sì con­ti­nua la sua at­ti­vi­tà. L’esta­te scor­sa in­sie­me a Ke­vin Bo­sco avreb­be mes­so su una ban­da.

E il li­vel­lo si al­za an­co­ra. Dal­le spac­ca­te si pas­sa agli as­sal­ti esplo­si­vi ai ban­co­mat. Il 24 lu­glio i due ven­go­no fer­ma­ti su una Bmw M2 ru­ba­ta, den­tro ci so­no le «mar­mot­te» esplo­si­ve. Se­con­do la po­li­zia friu­la­na, so­no di ri­tor­no dall’as­sal­to al­la fi­lia­le Ve­ne­to Ban­ca di Al­bi­gna­se­go, ma bi­so­gna pro­var­lo. In­tan­to pe­rò scat­ta l’ar­re­sto per de­ten­zio­ne di ma­te­ria­le esplo­si­vo e ri­cet­ta­zio­ne per il qua­le so­no già sta­ti pro­ces­sa­ti con ri­to ab­bre­via­to. E que­sta vol­ta la con­dan­na è pe­san­tis­si­ma: 5 an­ni e 4 me­si. Il gio­va­ne ca­po ora ri­schia gros­so, in cel­la in­da­ga­to per gli as­sal­ti tra Ve­ne­to e Friu­li, po­treb­be ve­der­si re­vo­ca­re la so­spen­sio­ne con­di­zio­na­le e do­ver scon­ta­re an­che la pri­ma con­dan­na.

«Sull’ul­ti­mo ar­re­sto non di­co nul­la per­ché de­vo pri­ma ve­de­re gli at­ti — spie­ga il suo av­vo­ca­to Fran­ce­sco Mur­gia —. Cer­to in pas­sa­to ha avu­to com­por­ta­men­ti sba­glia­ti. Ma ri­ten­go in­ci­vi­le ri­con­dur­li a una sor­ta di ere­di­tà cri­mi­na­le o di ap­par­te­nen­za fa­mi­lia­re».

A pen­sa­re a quel col­le­ga­men­to pe­rò è Gra­zia­no Stac­chio, che non rie­sce a di­men­ti­ca­re la ma­le­det­ta se­ra del 3 feb­bra­io 2015, quan­do si ar­mò del fu­ci­le per di­fen­de­re la com­mes­sa del­la vi­ci­na gio­iel­le­ria in ba­lia di una ban­da di mal­vi­ven­ti ar­ma­ti. Quel­la se­ra il ben­zi­na­io spa­rò al­la gam­ba di uno dei cri­mi­na­li, Al­ba­no Cas­sol, che mo­rì di lì a po­co. «Il fi­glio ri-ar­re­sta­to? A ca­po di una ban­da? Mi di­spia­ce mol­to. Si­gni­fi­ca che la mor­te di suo pa­dre non è ser­vi­ta a nul­la», com­men­ta con ama­rez­za il ben­zi­na­io, di­ve­nu­to l’em­ble­ma del­la le­git­ti­ma di­fe­sa. «Que­sta no­ti­zia mi la­scia ester­re­fat­to. Evi­den­te­men­te è un fat­to di Dna. Pa­pà non è sta­to un bell’esem­pio per lui - con­ti­nua il vi­cen­ti­no - . Spe­ra­vo che il fi­glio po­tes­se re­di­mer­si, ma è chia­ro che non vuo­le usci­re da quel mo­do di vi­ve­re che è in so­stan­za un la­vo­ro». Stac­chio pun­ta poi il di­to con­tro la po­li­ti­ca. «Quel ra­gaz­zo do­vreb­be es­se­re rie­du­ca­to, non si può la­sciar­lo li­be­ro di de­lin­que­re - pro­se­gue il ben­zi­na­io di Nan­to -. Per­ché sem­bra che il mes­sag­gio del­la leg­ge e del­la po­li­ti­ca sia fa­te pu­re, tan­to non vi suc­ce­de­rà nul­la. Alan Cas­sol è in car­ce­re ma tan­to tra po­che set­ti­ma­ne sa­rà di nuo­vo li­be­ro».

 Il di­fen­so­re di Cas­sol E’ in­ci­vi­le ri­con­dur­re com­por­ta­men­ti sba­glia­ti a una sor­ta di ere­di­tà cri­mi­na­le o fa­mi­lia­re

Ben­zi­na­io Gra­zia­no Stac­chio

Il ben­zi­na­io Gra­zia­no Stac­chio nel feb­bra­io 2015 spa­rò ad Al­ba­no Cas­sol, che sta­va as­sal­tan­do una gio­iel­le­ria

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.