Sor­ve­glia­ta spe­cia­le. Al­le au­to­li­nee

Il ca­so di una ra­gaz­za cac­cia­ta dal­la co­mu­ni­tà: il suo civico un ma­te­ras­so con co­per­ta

Corriere della Sera (Bergamo) - - DA PRIMA PAGINA - Di Giu­lia­na Ub­bia­li

Il suo in­di­riz­zo da sor­ve­glia­ta spe­cia­le è di­ven­ta­to un ma­te­ras­so con una co­per­ta ver­de al­la sta­zio­ne au­to­li­nee. La mi­su­ra di pre­ven­zio­ne le era sta­ta ap­pli­ca­ta in una co­mu­ni­tà di Bre­scia, da cui pe­rò la ra­gaz­za è sta­ta al­lon­ta­na­ta. Si è pre­sen­ta­ta dai ca­ra­bi­nie­ri co­mu­ni­can­do il suo nuo­vo «nu­me­ro civico». È un ca­so li­mi­te. Lo scor­so an­no, a Bergamo, 22 per­so­ne (con ca­sa ve­ra) so­no sta­te sot­to­po­ste al­la sor­ve­glian­za spe­cia­le.

Pen­si­li­na del­le au­to­li­nee, se­con­do ma­te­ras­so da si­ni­stra ver­so de­stra, co­per­ta ver­de. È l’in­di­riz­zo a cie­lo aper­to di una ra­gaz­za sor­ve­glia­ta spe­cia­le. Ave­va un tet­to quan­do, su pro­po­sta del que­sto­re, il 24 gen­na­io il tri­bu­na­le l’ha sot­to­po­sta al­la mi­su­ra di pre­ven­zio­ne in una ca­sa di ac­co­glien­za per donne con pro­ble­mi di al­col e dro­ghe, o vit­ti­me di vio­len­za, a Bre­scia. Il prov­ve­di­men­to non ne li­mi­ta la li­ber­tà, di gior­no si può muo­ve­re, ma la se­ra de­ve es­se­re re­pe­ri­bi­le, dal­le 21 al­le 6. So­lo che poi ha per­so il po­sto in co­mu­ni­tà e non ha una ca­sa.

Il suo dor­mi­to­rio è di­ven­ta­to la sta­zio­ne. Lei, con un pas­sa­to in car­ce­re, per non sgar­ra­re (la vio­la­zio­ne del­la mi­su­ra è rea­to) si è pre­sen­ta­ta dai ca­ra­bi­nie­ri: «Ora mi tro­va­te al­la pen­si­li­na». E ha for­ni­to la de­scri­zio­ne del suo civico tem­po­ra­neo do­ve de­ve far­si tro­va­re ne­gli ora­ri in­di­ca­ti dal­la mi­su­ra di sor­ve­glian­za, fi­no a quan­do non avrà un al­tro po­sto in co­mu­ni­tà. Dif­fi­ci­le rin­trac­ciar­la e ca­pi­re se l’ab­bia avu­to, si sa che nei gior­ni scor­si baz­zi­ca­va an­co­ra in sta­zio­ne. Que­sto è un ca­so li­mi­te, ma nel 2016 i sor­ve­glia­ti spe­cia­li (con ca­sa) so­no sta­ti 22.

Non so­lo ma­fio­si

In pas­sa­to si di­ce­va sor­ve­glia­ti spe­cia­li e si pen­sa­va ai ma­fio­si. Con il tem­po il con­cet­to di «pe­ri­co­lo­so» è cam­bia­to. Sem­bre­rà un paradosso, ma so­no più espo­sti al­la mi­su­ra il la­drun­co­lo, il ra­pi­na­to­re so­li­ta­rio e chi fre­quen­ta gen­te po­co rac­co­man­da­bi­le ri­spet­to, per esempio, all’as­sas­si­no. Non ba­sta, in­fat­ti, un epi­so­dio, per quan­to gra­ve, per­ché scat­ti il prov­ve­di­men­to. Suc­ce­de do­po una, due, tre vol­te, in cui si di­mo­stri di non sa­per ri­ga­re drit­to. E que­sto an­che sen­za una con­dan­na.

Pe­ri­co­lo­si Sot­to la len­te chi ha com­mes­so fur­ti e ra­pi­ne, rea­ti sen­ti­ti più vi­ci­ni dai cit­ta­di­ni

I prov­ve­di­men­ti

La pro­po­sta di sot­to­por­re una per­so­na al­la sor­ve­glian­za spe­cia­le è del que­sto­re o del pro­cu­ra­to­re, la de­ci­sio­ne se di­spor­la, an­che con mo­di­fi­che ri­spet­to al­la ri­chie­sta, spet­ta al tri­bu­na­le in com­po­si­zio­ne col­le­gia­le. In que­stu­ra se ne oc­cu­pa la divisione An­ti­cri­mi­ne, con la col­la­bo­ra­zio­ne del­le sta­zio­ni dei ca­ra­bi­nie­ri quan­do il sor­ve­glia­to da con­trol­la­re vi­ve in pro­vin­cia. Que­st’an­no, al mo­men­to so­no sta­te di­spo­ste sei nuo­ve mi­su­re.

La mo­ti­va­zio­ne si può rias­su­me­re con la pa­ro­la «pe­ri­co­lo­so». Lo è chi, «sul­la ba­se di ele­men­ti di fat­to», in­di­ca la leg­ge, ri­sul­ta una mi­nac­cia per la si­cu­rez­za e la tran­quil­li­tà pub­bli­ca. Chi com­met­te rea­ti ma an­che chi, per esempio, pur non la­vo­ran­do, fa la bel­la vi­ta e, dun­que, si ri­tie­ne gua­da­gni con at­ti­vi­tà il­le­ci­te. E, an­co­ra, chi fre­quen­ta per­so­ne con pre­ce­den­ti. Det­to co­sì, il mar­gi­ne di di­scre­zio­na­li­tà sem­bra am­pio, ma da via No­li as­si­cu­ra­no che la se­le­zio­ne è sul­la ba­se di ri­scon­tri og­get­ti­vi, che de­vo­no an­che es­se­re at­tua­li.

Il ca­so più no­to è Clau­dio «Bo­cia» Ga­lim­ber­ti, il ca­po ul­trà sot­to­po­sto al­la sor­ve­glian­za do­po una se­rie di epi­so­di, dal­le mi­nac­ce al di­ri­gen­te del­la Di­gos a quel­le a un pas­san­te che l’ha rim­pro­ve­ra­to per una scrit­ta sul mu­ro. La mag­gior par­te dei sor­ve­glia­ti, pe­rò, ha com­mes­so fur­ti o scip­pi, truf­fe an­che, ha spac­cia­to vi­ci­no al­le scuo­le. Epi­so­di per­ce­pi­ti dal cit­ta­di­no più del traf­fi­co di dro­ga, per esempio. Cin­que dei 22, in­ve­ce, so­no cri­mi­na­li di un cer­to spes­so­re, uno di stam­po ma­fio­so.

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.