Ma­siel­lo e Cri­stan­te Ri­na­sci­ta ne­raz­zur­ra

La re­te con gli in­gle­si chiu­de un cer­chio lun­go 6 an­ni

Corriere della Sera (Bergamo) - - DA PRIMA PAGINA - Cor­rie­re Ber­ga­mo. M.M.

An­drea Ma­siel­lo (fo­to) è pas­sa­to dal­le vi­cis­si­tu­di­ni le­ga­te al cal­cio­scom­mes­se al di­ven­ta­re lea­der di una squa­dra che di­ver­te an­che in Eu­ro­pa. Bryan Cri­stan­te ha cor­so il ri­schio di per­der­si do­po gli an­ni bui a Li­sbo­na, Pe­sca­ra e Pa­ler­mo, ma ora sem­bra ri­tor­na­to il pre­de­sti­na­to dei tem­pi del Mi­lan.

Bryan Cri­stan­te era un pre­de­sti­na­to. E, for­se, do­po l’ini­zio fol­go­ran­te di sta­gio­ne, lo è an­co­ra. Chie­de­re con­fer­ma all’Ever­ton. Il cen­tro­cam­pi­sta ne­raz­zur­ro ha cor­so il ri­schio di per­der­si do­po un av­vio di car­rie­ra al­la Gian­ni Ri­ve­ra con l’esor­dio in Cham­pions Lea­gue a 16 an­ni con il Mi­lan. Bryan era il ta­len­to più cri­stal­li­no dei ros­so­ne­ri che, pe­rò, sei an­ni fa in­co­min­cia­va­no a os­ser­va­re le pri­me cre­pe sui glo­rio­si mu­ri di Mi­la­nel­lo che han­no por­ta­to il Dia­vo­lo a lun­ghe an­na­te ano­ni­me. Cre­pe che, da qual­che set­ti­ma­na, i cinesi stan­no cer­can­do di stuc­ca­re con in­ve­sti­men­ti fa­rao­ni­ci.

Bryan quel tre­no lo ave­va per­so. Ce­du­to, ad­di­rit­tu­ra, a ti­to­lo de­fi­ni­ti­vo al Ben­fi­ca per 6 mi­lio­ni di eu­ro. Non una squa­dret­ta. Tutt’al­tro. Il top in Por­to­gal­lo e con un bla­so­ne na­to gra­zie all’epo­pea, ne­gli an­ni Ses­san­ta e Set­tan­ta, le­ga­ta a uno dei più gran­di del­la sto­ria del cal­cio, Eu­se­bio. Il bla­so­ne, pe­rò, non aiu­ta il me­dia­no che en­tra in un tun­nel. In 18 me­si col­le­zio­na la mi­se­ria di set­te pre­sen­ze nel­la Pri­mei­ra Li­ga. Evi­den­te­men­te, i lu­si­ta­ni, non cre­do­no in lui. E pu­re il ra­gaz­zo, in­tro­ver­so, in­co­min­cia a du­bi­ta­re dei pro­pri mez­zi. Vie­ne ri­spe­di­to in pre­sti­to in Ita­lia, ma sia a Pa­ler­mo che a Pe­sca­ra non la­scia il se­gno. Al­tro tra­sfe­ri­men­to, sta­vol­ta a Ber­ga­mo. Sia­mo nel gen­na­io di que­st’an­no. All’Ata­lan­ta c’è un al­le­na­to­re, Ga­spe­ri­ni, che sa al­le­va­re gio­va­ni ta­len­ti. Lo ha di­mo­stra­to nei pri­mi cin­que me­si del cam­pio­na­to. So­no esplo­si i Cal­da­ra, i Con­ti. È di­ven­ta­to un gio­ca­to­re ve­ro Pe­ta­gna, il mi­glio­re ami­co di Bryan. Una vi­ta in­sie­me nel­le gio­va­ni­li del Mi­lan e ora nuo­va­men­te a su­da­re in cam­po con la ma­glia del­la stes­sa squa­dra.

Cri­stan­te gio­ca. E se­gna. Gasp lo pun­zec­chia. Di più, lo spro­na. In­vi­pe­ren­do­si pu­re pla­teal­men­te dal­la pan­chi­na quan­do il ra­gaz­zo sba­glia un pas­sag­gio o il mo­vi­men­to sen­za pal­la. Il tec­ni­co lo ha fat­to an­che due se­re fa a Reg­gio Emi­lia. Bryan ha pie­di so­praf­fi­ni, è al­to e pe­san­te, ha for­za, ma pec­ca in ve­lo­ci­tà. Po­treb­be fa­re il cen­tra­van­ti, non il re­gi­sta. «Ep­pu­re io ho sem­pre gio­ca­to in quel­la po­si­zio­ne», le sue pa­ro­le in una vec­chia in­ter­vi­sta al In­som­ma, un gio­ca­to­re ano­ma­lo. For­se è per quel­lo che ha fa­ti­ca­to a tro­va­re spa­zio. Ver­bo de­cli­na­to al pas­sa­to per­ché in ne­raz­zur­ro ri­tor­na a es­se­re il pre­de­sti­na­to: do­di­ci pre­sen­ze e due gol la scor­sa sta­gio­ne, quat­tro par­ti­te e due re­ti in que­sta, com­pre­sa quel­la con­tro l’Ever­ton di gio­ve­dì. Il ta­len­to è quel­lo di 16 an­ni, ma la te­sta, a 22, è cam­bia­ta. Po­te­va eclis­sar­si de­fi­ni­ti­va­men­te a Ber­ga­mo per­ché la con­cor­ren­za là in mez­zo era ed è to­sta. Fi­no a po­chi me­si fa c’era Kes­sie. Og­gi de Roon. Ep­pu­re Bryan sta­vol­ta, non si smar­ri­sce. An­zi, si ri­tro­va pro­prio in quell’Eu­ro­pa che l’ave­va bat­tez­za­to co­me pre­de­sti­na­to.

Ado­le­scen­te L’esor­dio in Cham­pions con il Mi­lan con­tro il Vik­to­ria Pl­zen il 6 di­cem­bre 2011

Chi­rur­gi­co Il de­stro di Cri­stan­te che ha chiu­so la par­ti­ta con­tro l’Ever­ton, fis­san­do il ri­sul­ta­to sul de­fi­ni­ti­vo 3-0 per l’Ata­lan­ta

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