Nodo Cen­tra­le del lat­te Del Bo­no a Ro­ma pun­ta a una de­ro­ga Lega: «An­da­re in Bor­sa è un ri­schio trop­po al­to»

Corriere della Sera (Brescia) - - Primo Piano - Mat­teo Tre­be­schi © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ipo­te­si di quo­ta­re in Bor­sa la Cen­tra­le del Lat­te agi­ta la po­li­ti­ca bre­scia­na: «È una sven­di­ta del pa­tri­mo­nio, il Co­mu­ne chie­da una de­ro­ga al­la leg­ge Ma­dia» è l’ac­cu­sa di Fa­bio Rol­fi e del­la Lega Nord. «Già fat­to» ri­spon­de il sin­da­co Emi­lio Del Bo­no, con­vin­to che il Car­roc­cio cer­chi lo scon­tro, a pre­scin­de­re. Il pri­mo cit­ta­di­no pre­ci­sa: «Ave­va­mo già chie­sto al go­ver­no di esclu­de­re una so­cie­tà in uti­le co­me la Cen­tra­le» dall’ob­bli­go di alie­na­zio­ne del­le par­te­ci­pa­te. Inol­tre, il sin­da­co e al­cu­ni di­ri­gen­ti dell’azien­da di via Ce­fa­lo­nia si so­no re­ca­ti a Ro­ma lu­ne­dì, a col­lo­quio con il sot­to­se­gre­ta­rio al­la Pre­si­den­za del Con­si­glio, Ele­na Bo­schi, por­tan­do «la do­cu­men­ta­zio­ne che at­te­sta la so­li­di­tà dell’azien­da e la sua qua­li­tà». La de­ro­ga ri­chie­sta dal­la Log­gia rien­tra nel­le pos­si­bi­li­tà of­fer­te dal­la leg­ge 175 del 2016 (art. 4 com­ma 9), la stes­sa che pre­ve­de che gli en­ti lo­ca­li deb­ba­no ven­de­re tut­te le par­te­ci­pa­te che non svol­ga­no com­pi­ti isti­tu­zio­na­li. Lat­te e bur­ro non rien­tra­no tra i com­pi­ti di un Co­mu­ne, da qui l’ob­bli­go di alie­na­re so­cie­tà che per la mag­gior par­te so­no in per­di­ta, se non dei car­roz­zo­ni: non è il ca­so del­la Cen­tra­le di Bre­scia, con uti­li per 3 mi­lio­ni e un «boom» dei di­vi­den­di che c’è sta­to «pro­prio ne­gli ul­ti­mi quat­tro an­ni», ri­cor­da Del Bo­no, che ri­ven­di­ca di ave­re fat­to cre­sce­re la so­cie­tà lat­tie­ro-ca­sea­ria.

«Quel­lo del­la giun­ta Del Bo­no è un at­teg­gia­men­to di ec­ces­si­va ti­mi­dez­za: che il Co­mu­ne si muo­va e chie­da una mo­di­fi­ca di una leg­ge che but­ta via il bam­bi­no e l’ac­qua spor­ca» è l’ac­cu­sa del­la Lega di Fa­bio Rol­fi (con­si­glie­re re­gio­na­le), Mas­si­mo Tac­co­ni (con­si­glie­re co­mu­na­le) e Si­mo­na Bor­do­na­li (As­ses­so­re re­gio­na­le). Per il Car­roc­cio, ser­ve cam­bia­re mar­cia: quo­ta­re la so­cie­tà de­ve es­se­re «l’ul­ti­ma spiag­gia». Se è ve­ro che en­tran­do in Bor­sa si spe­ra di by­pas­sa­re gli ef­fet­ti del­la leg­ge Ma­dia, è pur ve­ro che il ri­schio del­la quo­ta­zio­ne è quel­lo di «una sven­di­ta», so­stie­ne Si­mo­na Bor­do­na­li. L’ipo­te­si ne­fa­sta è che in Bor­sa si fac­cia avan­ti «la mul­ti­na­zio­na­le di tur­no». Tut­ti pen­sa­no a Lac­ta­lis, il co­los­so fran­ce­se che an­ni fa com­prò Par­ma­lat. Il te­ma pre­oc­cu­pa, ma la stra­te­gia del­la Log­gia è di por­ta­re avan­ti due di­ret­tri­ci pa­ral­le­le: la stra­da di Pa­laz­zo Chi­gi e la pos­si­bi­li­tà di «quo­ta­re la Cen­tra­le sen­za per­de­re il con­trol­lo pub­bli­co», pre­ci­sa Del Bo­no. Ma co­me? Chi ven­de­rà le quo­te da de­sti­na­re al mer­ca­to azio­na­rio? Il Co­mu­ne? I pri­va­ti? «Non en­tro nei tec­ni­ci­smi», di­ce il sin­da­co. La­scian­do in­ten­de­re che pe­rò un esem­pio già esi­ste: quel­lo più lam­pan­te è il ca­so di A2A, la mul­tiu­ti­li­ty og­gi an­co­ra in ma­no pub­bli­ca (i Co­mu­ni di Bre­scia e Mi­la­no).

Del Bo­no Una del­le idee ca­val­ca­te è quel­la di quo­ta­re la Cen­tra­le sen­za per­de­re il con­trol­lo pub­bli­co

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