Il talento per il re­stau­ro di Ro­meo Sec­ca­ma­ni

Corriere della Sera (Brescia) - - Cronaca Di Brescia - Di Co­stan­za Lu­nar­di © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sa­rà in li­bre­ria a gior­ni la pic­co­la pla­quet­te di Ro­meo Sec­ca­ma­ni de­di­ca­ta al­la me­mo­ria del­la gran­de guer­ra lun­go la con­ca del Ba­re­mo­ne, in al­ta Val­sab­bia. Si in­ti­to­la «La stan­za gial­la» e na­sce dall’im­ma­gi­na­zio­ne dell’in­con­tro con un uf­fi­cia­le scrit­to­re, Ar­tu­ro Ros­sa­to. Sec­ca­ma­ni uti­liz­za l’espe­dien­te per scri­ve­re ses­san­ta pa­gi­ne di let­te­ra­tu­ra che so­no una ri­fles­sio­ne in­ti­ma, ne­ces­sa­ria, sul­la fa­ti­ca e gli or­ro­ri del­la guer­ra, sul­la storia e sul­la vi­ta. E so­prat­tut­to sul­la na­tu­ra che è il luo­go del suo gi­ro­va­ga­re e dal­la cui co­no­scen­za di det­ta­glio Sec­ca­ma­ni trae vi­ta­li­tà, ispi­ra­zio­ne, talento per il suo me­stie­re di re­stau­ra­to­re e la sua vo­ca­zio­ne di pit­to­re. Ro­meo si muo­ve in cit­tà sen­za mai tra­di­re le ori­gi­ni ba­gos­se, una lin­gua un po­co ispi­da, tron­ca co­me le ci­me dei mon­ti, di an­da­tu­ra len­ta co­me il per­cor­so del­le val­li. È par­ti­to dal nul­la. Ha stu­dia­to a Mi­la­no, di se­ra, ha fre­quen­ta­to le bot­te­ghe dei più fa­mo­si re­stau­ra­to­ri me­ne­ghi­ni. A Bre­scia gli so­no passati per le ma­ni qua­dri di Fop­pa, del Ro­ma­ni­no, del Mo­ret­to. Ha sco­per­to, con un fiu­to ed un talento in­di­scu­ti­bi­li, af­fre­schi ab­ban­do­na­ti co­me i la­cer­ti di Gen­ti­le da Fabriano in Bro­let­to. Pra­ti­ca la cul­tu­ra co­me un ri­cer­ca­to­re che ha l’in­fi­ni­to de­si­de­rio di im­pa­ra­re. E con­ti­nua a con­si­de­ra­re la sua val­le una iden­ti­tà che nu­tre.

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