SE LE ATE­NIE­SI GOVERNASSERO...

Corriere della Sera - Io Donna - - COLONNE D’AUTORE / 1 -

la pri­ma co­sa che col­pi­sce de­gli ate­nie­si, don­ne e uo­mi­ni, è che qua­si tut­ti san­no un po’ d’ita­lia­no. Con­si­de­ran­do che in Ita­lia in po­chi ri­cor­da­no qual­che pa­ro­la di gre­co an­ti­co, e qua­si nes­su­no co­no­sce il gre­co mo­der­no (a orec­chio le due lin­gue suo­na­no ab­ba­stan­za si­mi­li, ma i gre­ci as­si­cu­ra­no che non è co­sì), il con­tra­sto è no­te­vo­le. Il pun­to è che ne­gli an­ni Ses­san­ta e Set­tan­ta, quan­do da noi nel be­ne e nel ma­le suc­ce­de­va un po’ di tut­to men­tre sull’al­tra spon­da del­lo Io­nio si tor­tu­ra­va­no e si uc­ci­de­va­no gli op­po­si­to­ri, un’in­te­ra ge­ne­ra­zio­ne di gre­ci ha guar­da­to all’Ita­lia, spes­so ha stu­dia­to qui, e quel se­me non è sta­to get­ta­to in­va­no. L’in­te­res­se che i gre­ci di­mo­stra­no ver­so il no­stro Pae­se acui­sce un cer­to sen­so di col­pa nei lo­ro con­fron­ti. I gre­ci han­no com­mes­so cer­to mol­ti er­ro­ri; ma il mo­do in cui un Pae­se vie­ne spol­pa­to e mes­so all’asta ha qual­co­sa di cru­de­le. E le più ar­rab­bia­te so­no le don­ne. Du­re, for­ti, in­di­gna­te: for­se se aves­se­ro con­ta­to di più al go­ver­no Ate­ne non sa­reb­be ri­dot­ta in que­sto mo­do.

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