STA­TI (DIS)UNI­TI D’EU­RO­PA

Corriere della Sera - Io Donna - - Iene Che Tornano - Blog.io­don­na.it/clau­dio-sa­bel­li-fo­ret­ti

la vo­glia di co­strui­re mu­ri che im­pe­di­sca­no al­la gen­te di pas­sa­re da una par­te all’al­tra del mon­do è sem­pre sta­ta for­tis­si­ma. Quin­di non ci me­ra­vi­glia­mo che la gen­te li in­vo­chi. Sem­mai ci me­ra­vi­glia­mo quan­do que­sti mu­ri ven­go­no ab­bat­tu­ti. Io abi­to vi­ci­no a una fra­zio­ne che si chia­ma Da­zio. Co­me tut­ti i da­zi, era luo­go di con­trol­li, di pa­ga­men­ti, di so­pru­si. Una vol­ta, tan­to tem­po fa, era tut­to un sus­se­guir­si di da­zi, an­che all’in­ter­no di sin­go­le na­zio­ni. Il mon­do era par­cel­liz­za­to. Poi, cam­bia­men­to di rot­ta: Usa, Urss e inf­ne Eu­ro­pa. Ma og­gi, più si va avan­ti ver­so l’Eu­ro­pa uni­ta, più si tor­na a par­la­re di conf­ni, fron­tie­re, di­vie­ti. Non era que­sto si­cu­ra­men­te il pen­sie­ro dei pa­dri fon­da­to­ri a par­ti­re da quel trat­ta­to di Ro­ma del 1950 che die­de il via all’idea de­gli Sta­ti Uni­ti d’Eu­ro­pa. Da quel gior­no co­min­cia­ro­no a per­de­re im­por­tan­za le fron­tie­re e i pas­sa­por­ti. Ri­cor­do il gran­de mo­men­to in cui so­no pas­sa­to da una na­zio­ne all’al­tra con la so­la car­ta di iden­ti­tà. Per non par­la­re di quan­do so­no pas­sa­to da una na­zio­ne all’al­tra sen­za nem­me­no es­se­re fer­ma­to. Ma ades­so sem­bra­no tor­na­ti i vec­chi tem­pi. Si par­la so­lo di con­trol­li, di bloc­ca­re le fron­tie­re, di re­spin­ge­re la gen­te. L’emer­gen­za dei pro­fu­ghi afro-asia­ti­ci, in­sie­me con l’egoi­smo de­gli eu­ro­pei, fa ri­tor­na­re in­die­tro l’Eu­ro­pa di de­ci­ne di an­ni. Il so­gno eu­ro­peo crol­la. Di­re­te: an­che gli Sta­ti Uni­ti di Ame­ri­ca re­spin­go­no i clan­de­sti­ni. Sì, è ve­ro, ma ai conf­ni de­gli Usa, non tra il Ne­bra­ska e il Co­lo­ra­do.

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.