Ma­ria Sha­ra­po­va: “Mi ri­met­to in gio­co. Con eleganza”

Ar­chi­via­ti in­for­tu­ni e di­spia­ce­ri amo­ro­si, Ma­ria Sha­ra­po­va si pre­pa­ra al­le pros­si­me sfi­de. La nu­me­ro tre del ten­nis mondiale pro­met­te di stu­pi­re i fan. A par­ti­re dal look

Corriere della Sera - Io Donna - - Sommario - di Ni­co­let­ta Pennati

Bel­la, bra­va, ric­ca, so­la... e in cer­ca di ri­scat­to. Per­ché que­sti ul­ti­mi me­si so­no sta­ti dif­fi­ci­li per Ma­ria Sha­ra­po­va, n°3 del ten­nis mondiale. La ven­tot­ten­ne rus­sa in­fat­ti è sta­ta fer­ma dal 9 lu­glio, ov­ve­ro dal­la se­mi­fi­na­le per­sa a Wim­ble­don con­tro Se­re­na Wil­liams. Le cause? Pri­ma un in­for­tu­nio al­la gam­ba de­stra, poi un pro­ble­ma al pol­so si­ni­stro. E qual­che settimana più tar­di, la rot­tu­ra con il suo fi­dan­za­to, il ten­ni­sta bul­ga­ro Gri­gor Di­mi­trov, do­po aver scoperto che lui la tra­di­va. Non la ab­ban­do­na­no pe­rò gli spon­sor. Ne­gli ul­ti­mi die­ci me­si è sta­ta al pri­mo po­sto del­la clas­si­fi­ca di For­bes del­le atle­te più pa­ga­te al mon­do con cir­ca 29,5 mi­lio­ni di dol­la­ri l’an­no. E Ma­sha vuo­le continuare a fa­re tut­ti con­ten­ti. Per que­sto ha as­si­cu­ra­to che par­te­ci­pe­rà al­la fi­na­le del­la Fed Cup del 14 e 15 no­vem­bre a Pra­ga quan­do la Rus­sia af­fron­te­rà la Re­pub­bli­ca Ce­ca. Ec­co co­sa ha rac­con­ta­to a Io don­na.

Il 2015 si sta con­clu­den­do: può fa­re un bi­lan­cio del­la sua sta­gio­ne?

Ho ini­zia­to l’an­no con mol­ta ener­gia. Ho avu­to qual­che in­for­tu­nio che mi ha te­nu­ta lon­ta­no dai cam­pi, da Wim­ble­don in poi. Ma que­sto fa par­te del­la vi­ta di un atle­ta. Dob­bia­mo con­ti­nua­men­te cer­ca­re l’al­le­na­men­to mi­glio­re per man­te­ne­re in sa­lu­te e in for­ma il no­stro cor­po. So­lo co­sì pos­sia­mo ga­reg­gia­re sem­pre ad al­to li­vel­lo. A 18 an­ni era già la nu­me­ro uno al mon­do. Come s’im­ma­gi­na a 40? Non so se ho vo­glia di im­ma­gi­na­re come sa­rà la mia vi­ta a 40 an­ni... Quan­do ave­vo 18 an­ni mi ero fat­ta una bel­lis­si­ma idea del mio fu­tu­ro, ep­pu­re non pen­sa­vo di po­ter rag­giun­ge­re i tra­guar­di a cui so­no ar­ri­va­ta. Dob­bia­mo es­se­re sem­pre pron­ti ad af­fron­ta­re quel­lo che av­ver­rà do­ma­ni.

Un di­fet­to che ri­co­no­sce di ave­re?

L’im­pa­zien­za. Vor­rei por­ta­re le co­se a ter­mi­ne, ma non sem­pre av­vie­ne con la velocità che io de­si­de­ro. Ma ri­co­no­sco che la pa­zien­za è una gran­de do­te.

E il suo mi­glior pre­gio?

La sin­ce­ri­tà. An­che se a vol­te es­se­re schiet­ti può crea­re del­le dif­fi­col­tà.

Ha fi­nan­zia­to cam­pa­gne umanitarie, an­che a fa­vo­re dei bam­bi­ni di Cher­no­byl, che si tro­va nel­la re­gio­ne da cui pro­vie­ne la sua fa­mi­glia. Co­sa l’ha spin­ta?

A ispi­rar­mi nel crea­re la mia Fon­da­zio­ne, nel 2006, è sta­to il mio col­le­ga An­dre Agas­si. Met­te una pas­sio­ne enor­me nei suoi pro­get­ti uma­ni­ta­ri. Ba­sta guar­dar­lo ne­gli oc­chi per ca­pi­re quan­to sia im­por­tan­te per lui so­ste­ne­re i me­no for­tu­na­ti. A fi­ne set­tem­bre, a Pa­ri­gi, ha as­si­sti­to a una sfi­la­ta ac­can­to ad An­na Win­tour e par­te­ci­pa­to a even­ti esclu­si­vi del­la fa­shion week. Che co­sa la af­fa­sci­na del mon­do del­la mo­da? Mi pia­ce il la­to ar­ti­sti­co, mi in­can­ta ve­de­re come gli sti­li­sti rie­sca­no a tro­va­re ispi­ra­zio­ne e idee per tan­ti ca­pi di ab­bi­glia­men­to ogni an­no. Quel­lo che mi ha più col­pi­ta du­ran­te le sfi­la­te di Pa­ri­gi è sta­to ve­de­re la cu­ra con cui so­no fat­ti i ve­sti­ti in ogni det­ta­glio, dal­le cuciture ai bot­to­ni.

Pen­sa che un gior­no po­trà far par­te di que­sto mon­do da pro­ta­go­ni­sta?

Non è mai sta­to un mio obiet­ti­vo. An­che se mi pia­ce, quel­lo del fa­shion è un am­bien­te che fre­quen­to po­co per via dei

miei im­pe­gni spor­ti­vi.

Co­sa in­dos­sa quan­do viaggia e co­sa met­te sem­pre in va­li­gia?

Ho sem­pre fred­do e per que­sto scel­go ca­pi in cash­me­re. E nel ba­ga­glio a ma­no ho sem­pre la mia sciar­pa pre­fe­ri­ta.

Come è cam­bia­to il suo look nel tem­po?

Ades­so amo i co­lo­ri neu­tri ri­spet­to a quan­do ero più gio­va­ne. Spe­ri­men­to di più e so­no mol­to di­spo­ni­bi­le agli ab­bi­na­men­ti ine­di­ti.

Qua­li so­no le sue re­go­le ba­se nel ve­sti­re che vor­reb­be sug­ge­ri­re al­le al­tre?

Due: non preoc­cu­par­si trop­po di ciò che si in­dos­sa, ve­stir­si con “leg­ge­rez­za”. E ri­cor­dar­si che spes­so il look mi­glio­re è quel­lo scel­to all’ul­ti­mo mo­men­to.

Cos’ha in co­mu­ne il suo ab­bi­glia­men­to sul cam­po con quel­lo per il tem­po li­be­ro?

Do mol­ta im­por­tan­za ai det­ta­gli e ai ma­te­ria­li. Per esem­pio, di ogni ca­po mi chie­do: il tes­su­to è tra­spi­ran­te?

Gio­che­rà a Ro­ma l’an­no pros­si­mo?

È uno dei miei tor­nei pre­fe­ri­ti. Ado­ro l’at­mo­sfe­ra de­gli Open d’Ita­lia, la vi­va­ci­tà del­la cul­tu­ra ita­lia­na...

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