Ri­fes­si. Don­ne al­lo spec­chio

Dree Hemingway “Mi truc­co po­co, ado­ro i mas­sag­gi al vi­so. E ho un an­ti­stress in­fal­li­bi­le: gli ami­ci”

Corriere della Sera - Io Donna - - Sommario - di Cri­sti­na Mi­la­ne­si

mo­del­la e at­tri­ce, ha un co­gno­me im­pe­gna­ti­vo: è pro­ni­po­te del pre­mio No­bel Ernest Hemingway e fglia dell’at­tri­ce Ma­riel Hemingway. Un’in­fan­zia tra­scor­sa ne­gli sconf­na­ti spa­zi di Sun Val­ley, Ida­ho, e la car­rie­ra da su­per­mo­del­la e mo­vie star a Los Angeles. At­tual­men­te, Dree è il vol­to del­la li­nea Chloé Par­fums.

Qual è il suo rap­por­to con lo spec­chio?

A vol­te è come se ci fos­se­ro di­ver­se per­so­ne che mi os­ser­va­no at­tra­ver­so lo spec­chio... La se­ra, in ge­ne­re, mi do un ul­ti­mo sguar­do e mi sen­to tran­quil­la se ho vis­su­to la gior­na­ta se­con­do i miei va­lo­ri.

Ha una rou­ti­ne di bel­lez­za com­pli­ca­ta?

In real­tà si trat­ta di ge­sti mol­to sem­pli­ci. La­vo il vi­so con ac­qua mi­cel­la­re per­ché, viag­gian­do mol­to, non sop­por­to i cam­bi dei va­ri ph dell’ac­qua. Per i ca­pel­li, nien­te di spe­cia­le: fac­cio uno sham­poo la settimana e va­ri la­vag­gi so­lo con il bal­sa­mo. Nel­la vi­ta pri­va­ta non uso mol­to ma­ke up: come mo­del­la so­no truc­ca­ta per la mag­gior par­te del tem­po e cre­do sia giu­sto pren­der­si del­le pau­se. La se­ra, stes­sa rou­ti­ne del mat­ti­no. In­di­spen­sa­bi­le, an­che se è dav­ve­ro una no­ia mor­ta­le!

Do­po pe­rio­di par­ti­co­lar­men­te

stres­san­ti, come re­cu­pe­ra il suo be­nes­se­re fsi­co? Mi pia­ce cir­con­dar­mi di ami­ci che mi ri­por­ta­no al­la nor­ma­li­tà. So­no fe­li­ce quan­do riesco a ri­pren­de­re fa­to, mi ba­sta di­strar­mi con un flm leg­ge­ro, o con un ba­gno cal­do, sen­za fret­ta.

Ha un indirizzo spe­cia­le da con­si­glia­re?

Il mio este­ti­sta a New York, Ling Skin Ca­re nell’Up­per We­st Side. E l’ham­mam per so­le don­ne, il Co­w­shed di So­ho Hou­se, che fa i mi­glio­ri mas­sag­gi in as­so­lu­to in cit­tà. An­che per il vi­so, so­no fan­ta­sti­ci.

Pra­ti­ca qual­che sport?

Ap­pe­na mi è pos­si­bi­le, il trek­king e il surf. Poi, la dan­za clas­si­ca è una ve­ra pas­sio­ne, ef­f­ca­ce per ritrovare il mio equi­li­brio.

Ha un rap­por­to par­ti­co­la­re con il ci­bo?

Mi piac­cio­no i dol­ci, ser­vo­no an­che a ri­las­sar­mi, ma an­che il sa­la­to è ap­pe­ti­to­so...

Lei è il vol­to del­la li­nea di Chloé Par­fums, qual è il suo pri­mo ri­cor­do ol­fat­ti­vo?

Amo le fra­gran­ze dal­le no­te flo­rea­li, che pro­fu­ma­no quan­to ba­sta, sen­za es­se­re trop­po do­mi­nan­ti. Il mio pri­mo ri­cor­do è le­ga­to all’in­fan­zia, in Ca­li­for­nia dove so­no cre­sciu­ta c’era­no i gel­so­mi­ni, e nell’Ida­ho ave­va­mo tan­ti pi­ni, si sen­ti­va­no for­ti le no­te le­gno­se del­la fo­re­sta. Il pro­fu­mo dell’in­ver­no e del­la ne­ve era in­cre­di­bi­le. Mia ma­dre ac­cen­de­va can­de­le al fco, al gel­so­mi­no e al­la ro­sa. An­ch’io ado­ro le ro­se, quel­la bian­ca è la mia pre­fe­ri­ta in­sie­me al­la peo­nia. Aro­mi clas­si­ci, fre­schi e splen­di­di.

Una fra­se per de­scri­ve­re l’ul­ti­ma fra­gran­za di Chloé?

È come la pri­ma­ve­ra in bottiglia!

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