“VIE­NI A BE­RE QUAL­CO­SA QUI DI FRON­TE?”

Corriere della Sera - Io Donna - - Libri - Un et­no­lo­go al bi­strot, di Marc Au­gŽ Raf­fael­lo Cor­ti­na, pagg. 98, € 8,50

que­sto pam­phlet è da uti­liz­za­re in tut­te le con­ver­sa­zio­ni su­gli ape­ri­ti­vi, in tut­ti i rim­pro­ve­ri per­ché ave­te fat­to tar­di in eno­te­ca con le ami­che, è da sven­to­la­re ogni vol­ta che qual­cu­no che do­vreb­be non vi chie­de: «An­dia­mo a be­re qual­co­sa qui di fron­te?». È l’elo­gio sen­ti­men­ta­le, so­cia­le, este­ti­co del bi­strot, scrit­to da un im­por­tan­te an­tro­po­lo­go francese, per die­ci an­ni pre­si­den­te dell’Eco­le des Hau­tes Etu­des en Scien­ces So­cia­les, il crea­to­re del­la de­fi­ni­zio­ne “non­luo­go”. Il bi­strot, in­ve­ce, so­prat­tut­to uno di quei bi­strot di Pa­ri­gi con i ta­vo­li­ni all’aper­to e la pos­si­bi­li­tà di be­re an­che sol­tan­to un bic­chie­re di vi­no (e in que­sto li­bro c’è una gui­da in­di­spen­sa­bi­le), è un luo­go: un luo­go di in­con­tri, di chiac­chie­re, di sguar­di, di gon­ne svo­laz­zan­ti e di ca­me­rie­ri che san­no già qual è il tuo ta­vo­lo pre­fe­ri­to, e lo in­di­ca­no con un sor­ri­so di­scre­to. Il po­sto in cui si en­tra con oc­chi aper­ti e pre­di­spo­si­zio­ne ro­man­ze­sca, da so­li o non da so­li, per pen­sa­re o scri­ve­re, sol­tan­to per guar­da­re, op­pu­re per per­der­si den­tro le parole e gli oc­chi di un al­tro. Il ri­to è sem­pre lo stes­so, ma ogni vol­ta ac­ca­de qual­co­sa di nuo­vo. Bi­so­gna ave­re un po’ di amo­re per la stra­da per ama­re i bi­strot e il me­sco­la­men­to di uma­ni­tà che crea­no. Bi­so­gna ama­re il mon­do per se­der­si a un tavolino e di­re: «Ve­dia­mo ades­so che co­sa suc­ce­de».

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