Ci­ne­ma

Corriere della Sera - Io Donna - - Agenda - Di Pao­lo Me­re­ghet­ti Odi et amo

dram­ma­ti­co La lun­ghis­si­ma ria­bi­li­ta­zio­ne cui de­ve sot­to­por­si do­po un in­ci­den­te su­gli sci spin­ge Eli­sa­be­th a ripensare al ma­tri­mo­nio fi­ni­to ma­la­men­te con Gior­gio, fat­to all’ini­zio di pas­sio­ni e ri­sa­te, poi di do­lo­ri e la­cri­me. Te­ma eter­no, sin­te­tiz­za­to per­fet­ta­men­te da Ca­tul­lo nel fa­mo­so di­sti­co (con quel che segue). Maï­wenn lo gon­fia in una se­rie in­fi­ni­ta di fla­sh­back che, pe­rò, non fan­no mai dav­ve­ro pro­gre­di­re la sce­neg­gia­tu­ra, ma la ri­pe­to­no sem­pre ugua­le, ora pun­tan­do sul­la vo­lu­bi­li­tà sen­ti­men­ta­le di lui (de­ci­sa­men­te ir­ri­tan­te nel suo or­go­glio di ma­schio ric­co e vi­zia­to), ora sul­la fra­gi­li­tà psi­co­lo­gi­ca di lei. Sen­za mai da­re una svol­ta al­la sto­ria, né con­dur­re i suoi per­so­nag­gi a una qual­che pre­sa di co­scien­za dei pro­pri com­por­ta­men­ti. Tut­to si do­vreb­be reg­ge­re sul­la pro­va dei due pro­ta­go­ni­sti, che ha por­ta­to la Ber­cot (re­gi­sta qui im­pie­ga­ta co­me at­tri­ce) a vin­ce­re un po’ a sor­pre­sa la Pal­ma per la mi­glior in­ter­pre­ta­zio­ne fem­mi­ni­le a Can­nes. Ma, al­la fi­ne, le sce­ne ma­dri fat­te di ur­la ed ec­ces­si fi­ni­sco­no per ir­ri­ta­re. E non aiu­ta­no il film a tro­va­re un suo ve­ro equi­li­brio.

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