BAM­BI­NI E NO

Corriere della Sera - Io Donna - - Ciak Si Brinda -

al fu­ne­ra­le di va­le­ria so­le­sin le sue ami­che han­no rac­con­ta­to che una del­le sue fra­si ri­cor­ren­ti era: «Ra­gaz­ze non pren­de­te il gat­to, fa­te fi­gli! Non sa­pe­te che le fran­ce­si fan­no in me­dia 2,3 bam­bi­ni a te­sta?». Ov­via­men­te Va­le­ria non ce l’ave­va con i gat­ti. Ar­go­men­to da ma­neg­gia­re con estre­ma cu­ra, vi­sta la no­ta sen­si­bi­li­tà de­gli ani­ma­li­sti. L’amo­re per un ani­ma­le è un sen­ti­men­to no­bi­le. Mal­trat­ta­re un ani­ma­le è una vi­gliac­che­ria odio­sa. A vol­te l’af­fet­to per un gat­to o un ca­ne può col­ma­re un vuo­to che si è aper­to o non si è mai riem­pi­to. Ma trat­ta­re il gat­to o il ca­ne co­me se fos­se­ro bam­bi­ni non si­gni­fi­ca fa­re il lo­ro be­ne. Ri­co­no­scia­mo­lo: nel­la se­ne­scen­te Eu­ro­pa, e in par­ti­co­la­re qui in Ita­lia, a vol­te ac­ca­de. Non a caso spes­so gli ani­ma­li han­no no­mi da cri­stia­ni, re­ga­li a Na­ta­le, fe­ste di com­plean­no. Mas­si­mo ri­spet­to per chi ha un ani­ma­le in ca­sa, mas­si­mo ri­spet­to per chi non può o non vuo­le fi­gli. Ma fa­re con­fu­sio­ne tra bam­bi­ni e no è un se­gno ine­qui­vo­ca­bi­le di de­cli­no, non so­lo de­mo­gra­fi­co.

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