Ci­ne­ma

Corriere della Sera - Io Donna - - Agenda - Di Pao­lo Me­re­ghet­ti Va­can­ze ro­ma­ne La più gran­de cor­ri­da Spar­ta­cus.

bio­gra­fi­co Ne­gli an­ni Qua­ran­ta Dal­ton Trum­bo era lo sce­neg­gia­to­re più pa­ga­to di Hol­ly­wood, nei Cin­quan­ta spa­rì da tut­ti i cre­di­ti dei film per­ché fi­ni­to sul­la li­sta ne­ra dei sim­pa­tiz­zan­ti co­mu­ni­sti. Il film di Jay Roa­ch ri­co­strui­sce que­sto pe­rio­do, da quan­do Trum­bo fir­mò un con­trat­to con Louis B. Mayer al­la con­dan­na a un an­no di pri­gio­ne per ol­trag­gio al Con­gres­so, ai lun­ghi an­ni di la­vo­ro ano­ni­mo du­ran­te i qua­li vin­se due Oscar che non po­té ri­ti­ra­re (la sce­neg­gia­tu­ra di fu fir­ma­ta da al­tri, quel­la di con uno pseu­do­ni­mo), fi­no al co­rag­gio di Kirk Dou­glas che im­po­se il suo no­me nei ti­to­li di Il film evi­ta ogni ri­fles­sio­ne sul­la qua­li­tà del la­vo­ro di Trum­bo per pun­ta­re l’ac­cen­to sul­le lot­te che at­tra­ver­sa­ro­no Hol­ly­wood, fi­nen­do per at­tri­bui­re al­la “rea­zio­na­ria” Hed­da Hop­per (una di­ver­ten­te He­len Mir­ren) più im­por­tan­za di quel­la che eb­be. Ogni tan­to si cor­re il ri­schio del­la su­per­fi­cia­li­tà e del boz­zet­to (per ca­rat­te­riz­za­re i tan­ti vol­ti ce­le­bri coin­vol­ti), ma la pro­va di Bryan Cran­ston nel ruo­lo di Trum­bo e le sce­ne sul­la sua vi­ta pri­va­ta ri­por­ta­no il film su buo­ni li­vel­li.

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