GIù LE MA­NI DA FRAN­CE­SCO TOT­TI

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c’è un ar­go­men­to che ha ap­pas­sio­na­to e ap­pas­sio­na la po­li­ti­ca più di ogni al­tro. Le Unio­ni ci­vi­li? No. La guer­ra in Li­bia? Nem­me­no. L’emer­gen­za mi­gran­ti? Nean­che. La si­tua­zio­ne eco­no­mi­ca? Me­no che me­no. In real­tà, i lea­der no­stra­ni, men­tre pre­sta­va­no vol­to e vo­ce ai te­mi del mo­men­to, di­scet­tan­do di Schengen e ab­bas­sa­men­to del­le tas­se, tra di lo­ro han­no par­la­to spes­so e vo­len­tie­ri del “ca­so” che ha scon­vol­to il mon­do cal­ci­sti­co ita­lia­no. Os­sia, la li­te tra l’al­le­na­to­re del­la Ro­ma Lu­cia­no Spal­let­ti e Fran­ce­sco Tot­ti. Li­te poi rien­tra­ta, al­me­no nei suoi aspet­ti più vi­sto­si. Ma che con­ti­nua a far di­scu­te­re. I can­di­da­ti a sin­da­co di Ro­ma han­no cer­ca­to di sot­trar­si al­la di­scus­sio­ne, ma non sem­pre ci so­no riu­sci­ti. Due te­me­ra­ri, co­me Gui­do Ber­to­la­so e Fran­ce­sco Sto­ra­ce, han­no pre­so po­si­zio­ne: «Tot­ti non si toc­ca». E han­no da­to ra­gio­ne al nu­me­ro 10, che, in­ner­vo­si­to per il trat­ta­men­to ri­ce­vu­to dal­la so­cie­tà, si era la­scia­to an­da­re a qual­che ester­na­zio­ne non pro­pria­men­te be­ne­vo­la nei con­fron­ti di Spal­let­ti, il qua­le, co­me ri­tor­sio­ne, non lo ave­va con­vo­ca­to in squa­dra due gior­ni do­po. Al­cu­ni can­di­da­ti, co­me Al­fio Mar­chi­ni e Ste­fa­no Fas­si­na, han­no fat­to gli ecu­me­ni­ci, men­tre la pen­ta­stel­la­ta Vir­gi­nia Rag­gi è del­la La­zio quin­di ha evi­ta­to di pro­fe­ri­re ver­bo. Ma trat­tan­do­si di Tot­ti il dibattito non è ri­ma­sto con­fi­na­to a Ro­ma. Sull’ar­go­men­to ha det­to la sua an­che Ren­zi. Lon­ta­no dai ri­flet­to­ri: «Io so­no ami­co di Lu­cia­no, ma Tot­ti in fondo ave­va le sue ra­gio­ni».

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