Mi pre­oc­cu­po me­no. È il nuo­vo equi­li­brio che vie­ne dal­la me­di­ta­zio­ne: mi aiu­ta a li­be­rar­mi dal­lo stress, a con­cen­trar­mi su ciò che è im­por­tan­te

Corriere della Sera - Io Donna - - Attrici Che Pensano (Positivo) -

È usci­to da po­co il suo pri­mo li­bro in cui di­spen­sa pre­zio­si consigli per rag­giun­ge­re la pa­ce del cor­po e del­lo spi­ri­to. Co­me è na­ta l’idea di scri­ver­lo? Mi ave­va­no pro­po­sto di rac­con­ta­re la mia fi lo­so­fia di vi­ta, che è piut­to­sto sem­pli­ce: dob­bia­mo tut­ti in­se­gui­re ciò che ci ren­de fe­li­ci. La fe­li­ci­tà per me coin­ci­de con la ca­pa­ci­tà di co­mu­ni­ca­re tra di noi e con noi stes­si. Il con­cet­to di bel­lez­za poi è stret­ta­men­te le­ga­to al­la sa­lu­te fi­si­ca e men­ta­le. Il no­stro cor­po è ma­te­ria pre­zio­sa. Quan­do par­la di die­te e di eser­ci­zio fi­si­co è piut­to­sto ri­go­ro­sa. Non giu­sti­fi­co mai una vi­ta po­co sa­na: in Ame­ri­ca l’obe­si­tà è un fe­no­me­no epi­de­mi­co ed è im­por­tan­te af­fron­tar­lo in mo­do tut­to. An­che se mio fi­glio Ry­der è cre­sciu­to con i Kung Fu Panda: ave­va quat­tro an­ni quan­do uscì il pri­mo, set­te col se­con­do e ades­so 12 col ter­zo. Lei è ap­pas­sio­na­ta di moda, e spes­so an­ti­ci­pa e lan­cia nuo­vi trend. Ha tro­va­to ispi­ra­zio­ne quan­do era in Ci­na? Tut­to è global di que­sti tem­pi, cam­mi­ni in una cit­tà co­me Cheng­du - do­ve gi­ra­va­mo il film - e ci tro­vi Guc­ci, Miu Miu, co­me da noi. So­lo se pro­prio ti ci met­ti di buo­na le­na, e vai mol­to in gi­ro rie­sci an­co­ra a tro­va­re dei ca­pi fat­ti all’un­ci­net­to e dei ber­ret­ti col pon pon mol­to ca­ri­ni. Pre­sto la ve­dre­mo in Mo­ther’s Day, la gal­le­ria di ri­trat­ti fem­mi­ni­li che Gar­ry Mar­shall ha de­di­ca­to al­le mam­me. Co­me è la sua, nel film? Be’, con lei ho un rap­por­to non fa­ci­le. So­no spo­sa­ta a un uo­mo in­dia­no, mia so­rel­la è gay e da tem­po non par­lia­mo più coi no­stri ge­ni­to­ri, per­ché lo­ro so­no con­tra­ri al no­stro sti­le di vi­ta. Ma suc­ce­de qual­co­sa che ci fa riu­ni­re: la no­stra è la sto­ria di una fa­mi­glia pie­na di pro­ble­mi che ten­ta di ca­pir­si. La co­sa più im­por­tan­te che le ha in­se­gna­to sua ma­dre, Gol­die Ha­wn? Lo ri­pe­to sem­pre: mam­ma ha la­vo­ra­to una vi­ta - in­sie­me a Kurt, sem­pre vi­gi­le e pre­sen­te - a ti­rar­ci su li­be­ri e con­ten­ti in­cul­can­do in tut­ti noi il sen­so dell’em­pa­tia e uno spi­ri­to di one­stà e ve­ri­tà. In più, ci ha tra­smes­so un gran­de sen­so di li­ber­tà sen­za mai im­por­ci aspet­ta­ti­ve smi­su­ra­te. Mam­ma e Kurt han­no crea­to per noi un am­bien­te me­ra­vi­glio­so, e noi fi­gli con­ti­nuia­mo a vo­ler sta­re con lo­ro. Si de­fi­ni­reb­be “di­scre­ta­men­te fe­li­ce” co­me re­ci­ta il ti­to­lo del suo li­bro? Gli ul­ti­mi due an­ni del­la mia vi­ta so­no sta­ti bel­li e ric­chi. Di­rei che mi sen­to di­ver­sa, ma fe­li­ci­tà è una pa­ro­la gros­sa: ogni gior­no è di­ver­so dall’al­tro. Cer­to, mi pre­oc­cu­po me­no. For­se, è un nuo­vo equi­li­brio che vie­ne dal­la me­di­ta­zio­ne: mi aiu­ta a li­be­rar­mi dal­lo stress, a con­cen­trar­mi su ciò che è im­por­tan­te e a sof­fo­ca­re i ru­mo­ri mo­le­sti in­tor­no.

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