La mia più gran­de for­tu­na? Ave­re due ge­ni­to­ri che co­no­sco­no il sen­so del­la vi­ta e me ne han­no tra­sfe­ri­to i va­lo­ri fon­da­men­ta­li

Corriere della Sera - Io Donna - - Fuoriclasse -

del­la co­mu­ni­ca­zio­ne mo­der­na, ave­va bi­so­gno di un pro­get­to se­rio e con­di­vi­so con i me­dia. Per que­sto fun­zio­na: ogni ini­zia­ti­va è pub­bli­ca e Fi­lo ci met­te la fac­cia. Nes­su­no sport ad al­to li­vel­lo sem­bra esen­te dal do­ping. Ha mai avu­to la sen­sa­zio­ne di ga­reg­gia­re con qual­che atle­ta do­pa­ta? Cer­to. Ogni an­no ti con­fron­ti con no­vi­tà sor­pren­den­ti e, pur cer­can­do­la, non tro­vi mai una ri­spo­sta. A co­sa non ri­nun­ce­reb­be mai nel­la vi­ta? Al­la mia li­ber­tà. La sua più gran­de for­tu­na? Due ge­ni­to­ri che co­no­sco­no il sen­so del­la vi­ta e me ne han­no tra­sfe­ri­to i va­lo­ri fon­da­men­ta­li. Co­sa la fa com­muo­ve­re? Gli oc­chi di una mam­ma che guar­da il suo bam­bi­no, lui che le ten­de le brac­cia per ac­ca­rez­zar­le il vi­so. È va­ni­to­sa? Mi piac­cio co­me don­na. Cu­ro il mio fi­si­co, che è un ob­bli­go se­ris­si­mo per un’atle­ta di ver­ti­ce. Poi stu­dio i det­ta­gli este­ti­ci, che de­fi­ni­sco­no la mia per­so­na­li­tà e il gu­sto per le co­se bel­le. Di­co­no che ab­bia 500 pa­ia di scar­pe. Tac­chi al­ti sem­pre se po­tes­se? Sem­pre e sol­tan­to quan­do le oc­ca­sio­ni lo ri­chie­do­no. Ha di­chia­ra­to che Rio sa­rò la sua ul­ti­ma Olim­pia­de. De­ci­sa su que­sta scel­ta? Lo tro­vo og­get­ti­va­men­te ra­gio­ne­vo­le, ma la de­ci­sio­ne sul mio fu­tu­ro la co­mu­ni­che­rò pren­den­do­mi tut­to il tem­po ne­ces­sa­rio. Co­me im­ma­gi­na il suo ad­dio al nuo­to? Sa­rà dif­fi­ci­le, co­me tut­te le co­se bel­le che pri­ma o poi fi­ni­sco­no. Chiu­de­rò la car­rie­ra con gio­ia e mi tuf­fe­rò nel­la mia nuo­va vi­ta con la stes­sa ener­gia po­si­ti­va. La ca­sa di Ve­ro­na è quel­la dei suoi so­gni op­pu­re ce ne sa­rà un’al­tra? Ve­ro­na è una cit­tà che mi ha da­to tan­to e do­ve ho scel­to di vi­ve­re dal 2006. Mi tro­vo mol­to be­ne. È la mia ter­ra ed è co­me se sen­tis­si che fac­cia par­te di me. Fe­de­ri­ca mam­ma: co­me si ve­de? Gio­che­rò all’ini­zio con i miei fi­gli, poi quan­do avran­no l’età giu­sta co­min­ce­rò a tra­smet­te­re lo­ro le at­ti­tu­di­ni per com­pe­te­re e il ri­spet­to del­le re­go­le. Che fac­cia­no sport o no, i prin­ci­pi per me non cambiano. Fai una co­sa, ma fal­la dav­ve­ro be­ne.

Il po­dio dei 200 me­tri sti­le li­be­ro ai Mon­dia­li 2015 di Ka­zan ( Rus­sia). A de­stra Fe­de­ri­ca Pellegrini, ar­gen­to.

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