“QUEL­LO CHE SO SUL SES­SO L’HO IM­PA­RA­TO DAI MIEI CLIEN­TI” Av­vo­ca­to e scrit­tri­ce, Si­mo­net­ta Agnel­lo Horn­by tor­na in libreria con “Caf­fè ama­ro”, sto­ria di amo­re e tra­di­men­ti. E a noi ri­ve­la pen­sie­ri (mol­to) spet­ti­na­ti

Corriere della Sera - Io Donna - - Scrittrici Al Peperoncino - Di Te­re­sa Cia­bat­ti, fo­to di Da­rio Ca­no­va La Men­nu­la­ra, Caf­fè Ama­ro,

Set­tant’an­ni com­piu­ti da po­co, quat­tro ore di cam­mi­na­ta al gior­no, av­vo­ca­to pe­na­li­sta, ro­man­zo d’esor­dio a cin­quan­tot­to an­ni - bestsel­ler mon­dia­le - Si­mo­net­ta Agnel­lo Horn­by tor­na con la sto­ria di Ma­ria, so­cia­li­sta, mo­glie, ma­dre e pro­ta­go­ni­sta di un amo­re clan­de­sti­no lun­go una vita, la sua. L’amo­re tra Ma­ria e Gio­suè è rac­con­ta­to at­tra­ver­so gran­di sal­ti tem­po­ra­li: fra un in­con­tro e un al­tro pas­sa­no me­si, per­si­no un an­no, in mez­zo so­lo lettere, a vol­te il si­len­zio. Au­to­bio­gra­fi­co? «Da fi­dan­za­ti mio ma­ri­to non scri­ve­va. Do­po tre me­si io fa­ce­vo tra­ge­die: gi­ra­vo la fo­to, di­ce­vo a mia ma­dre “non mi pen­sa”. Ma lui mi sta­va al­le­nan­do». All’as­sen­za? Al­la pre­sen­za in me. Nel ro­man­zo Ma­ria si spo­sa con Pie­tro, ma poi lo tra­di­sce con Gio­suè. Ma­ria si sen­te nel giu­sto, non ha ob­bli­go ver­so il ma­ri­to che non la me­ri­ta più. Per­ché? Un ma­ri­to che be­ve e gio­ca non me­ri­ta tra­di­men­to. Un ma­ri­to che tra­di­sce sì. Ma in li­nea di mas­si­ma, nes­su­no me­ri­ta il tra­di­men­to. Lei non con­dan­na quin­di? Io cre­do nel ma­tri­mo­nio, se uno rie­sce, de­ve es­se­re spo­sa­to per la vita. Ec­co, io

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