Trent’an­ni fa sem­bra­va che l’Islanda aves­se tro­va­to il be­nes­se­re: me­no agri­col­to­ri, più col­let­ti bian­chi, più banche. Ma la fi­nan­za si è di­mo­stra­ta più osti­le del­le lan­de ar­ti­che

Corriere della Sera - Io Donna - - Dietro Le Apparenze - Islanda -

. Nes­sun rim­pian­to per la cit­tà e per il vec­chio im­pie­go di car­pen­tie­re: nel pae­se dal­le om­bre lun­ghe, Ari ha tro­va­to il suo ri­pa­ro dal­la tem­pe­sta del­la cri­si, che otto an­ni fa ha qua­si af­fon­da­to l’Islanda e se­pol­to le am­bi­zio­ni spe­cu­la­ti­ve na­zio­na­li sot­to le ma­ce­rie del­le tre banche più im­por­tan­ti. Ari si è ri­fu­gia­to, con la mo­glie Frey­dis, i cin­que fi­gli e la suo­ce­ra in grem­bo a Ma­dre Na­tu­ra, an­che se non pro­prio al cal­duc­cio. Au­ste­ra ma spet­ta­co­la­re, la cam­pa­gna lì at­tor­no è un da­to­re di la­vo­ro esi­gen­te: fe­rie con il con­ta­goc­ce e mai tut­ta la fa­mi­glia as­sie­me; nien­te sa­ba­ti né do­me­ni­che, per­ché le mucche van­no mun­te due vol­te al gior­no e non è an­co­ra sta­to tro­va­to il mo­do di dis­sua­der­le dal fi­glia­re du­ran­te le fe­sti­vi­tà. I rit­mi si al­len­ta­no d’in­ver­no, fi­no a fer­mar­si del tut­to quan­do il so­le scom­pa­re, il ven­to e la ne­ve si me­sco­la­no in mu­li­nel­li ge­la­ti e la vi­ta sem­bra scom­par­sa at­tor­no al­la fat­to­ria. No­ia? Mac­ché! « Ogni gior­no è lo stes­so» scri­ve Ari, da quel­le ter­re re­mo­te ma ben con­nes­se a in­ter­net (il 99 per cen­to de­gli islan­de­si è con­nes­so) «ma due gior­ni non so­no mai gli stes­si. Si pre­ve­de la stes­sa rou­ti­ne ma ac­ca­de sem­pre qual­co­sa di nuo­vo. Na­sce­re e mo­ri­re fan­no par­te del­la quo­ti­dia­ni­tà, con­cen­tra­ta sul be­nes­se­re dei no­stri ani­ma­li».

Be­nes­se­re. L’Islanda sem­bra­va aver­lo tro­va­to trent’an­ni fa nell’ideo­lo­gia li­be­ri­sta, nel so­gno di di­ven­ta­re un pa­ra­di­so fi­nan­zia­rio, fat­to di ghiac­ciai, vul­ca­ni, gey­ser e banche, nell’ab­ban­do­no dei cam­pi per un ap­par­ta­men­to in cit­tà, de­gli sti­va­li da pe­sca per i mo­cas­si­ni. La se­co­la­re per­cen­tua­le di agri­col­to­ri, tre ogni quat­tro islan­de­si, si era ri­bal­ta­ta a van­tag­gio dei col­let­ti bian­chi. Ma quan­do, nel 2008, si è aper­ta una vo­ra­gi­ne sot­to i pie­di dei nuo­vi, spre­giu­di­ca­ti ban­chie­ri, e il Pae­se è sta­to sull’or­lo del fal­li­men­to, mol­te fa­mi­glie han­no fat­to die­tro front: l’al­ta fi­nan­za

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