In viag­gio con Da­rio (Ver­gas­so­la)

Corriere della Sera - Io Donna - - Agenda - Sei in un Pae­se me­ra­vi­glio­so, Cri­sti­na La­ca­va

esci dall’au­to­stra­da a cer­va­da est e sco­pri il bor­go in­can­ta­to di Sar­me­de, do­ve le ca­se so­no di­pin­te con af­fre­schi fia­be­schi. Poi pro­se­gui ver­so il la­go del Ven­to, ama­to dai sur­fi­sti, e ti fer­mi a Vit­to­rio Ve­ne­to, un bor­go che è un gio­iel­lo. Op­pu­re esci a La Mac­chia, e fai una so­sta ad Ar­te­na, il pae­se più ri­pi­do del La­zio, do­ve si va a dor­so di mu­lo. Per Da­rio Ver­gas­so­la, que­sta Ita­lia mi­no­re è sta­ta una sco­per­ta. L’oc­ca­sio­ne gliel’ha of­fer­ta la nuo­va se­rie di pro­gram­ma di Sky Ar­te e Au­to­stra­de per l’Ita­lia, in on­da ogni gio­ve­dì se­ra, in cui il co­mi­co gui­da il pub­bli­co al­la sco­per­ta di me­te po­co co­no­sciu­te, at­tra­ver­so iti­ne­ra­ri ori­gi­na­li stu­dia­ti con il Tou­ring Club Ita­lia­no e Slow Food. A suo av­vi­so, per­ché è sta­to scel­to co­me con­dut­to­re nel­la se­con­da sta­gio­ne? Ci vuo­le uno mol­to brut­to per rac­con­ta­re le bel­lez­ze d’Ita­lia, per que­sto mi han­no chia­ma­to! Nel­la pri­ma sta­gio­ne ave­vo rac­con­ta­to la Li­gu­ria e le Cin­que Ter­re. Que­sta vol­ta han­no vo­lu­to af­fi­da­re a un so­lo con­dut­to­re il viag­gio in 12 Re­gio­ni. Per lei è un’espe­rien­za nuo­va. Co­me sta an­dan­do? Fun­zio­na co­sì: c’è uno squin­ter­na­to, cioè io, che do in­di­ca­zio­ni som­ma­rie sul po­sto, met­ten­do­ci del mio. Poi ar­ri­va un esper­to e in ge­ne­re mi zit­ti­sce. Gli iti­ne­ra­ri par­to­no dal­le sta­zio­ni di ser­vi­zio do­ve Au­to­stra­de ha in­stal­la­to gran­di to­tem con le in­di­ca­zio­ni di co­sa vi­si­ta­re nei din­tor­ni. Co­sì uscia­mo al ca­sel­lo e ci inol­tria­mo in stra­de se­con­da­rie. Il bel­lo del per­cor­so? Stia­mo an­co­ra gi­ran­do, è fa­ti­co­so. An­che per­ché io so­no il più vec­chio, gli al­tri del­la trou­pe so­no gio­va­ni e to­sti. Ma le sco­per­te so­no con­ti­nue, sor­pren­den­ti. La più ina­spet­ta­ta? Un ere­mo in una go­la in mez­zo al­le mon­ta­gne, in Abruz­zo. Lei è un viag­gia­to­re? As­so­lu­ta­men­te no. So­no un se­den­ta­rio, con an­ni di la­vo­ro al­le spal­le all’Ar­se­na­le mi­li­ta­re di La Spe­zia. Non mi muo­ve­vo mai. Poi è ini­zia­ta que­sta nuo­va vi­ta nel mon­do del­lo spet­ta­co­lo e ho ini­zia­to a viag­gia­re. Ma sem­pre da so­lo, ar­ri­van­do la se­ra in un tea­tro e ri­par­ten­do il gior­no do­po. Ero pas­sa­to tan­te vol­te da­van­ti a Or­vie­to sen­za mai fer­mar­mi. Ora fi­nal­men­te ci so­no riu­sci­to.

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