IL DE­STI­NO CE LO SCE­GLIA­MO NOI

Corriere della Sera - Io Donna - - Pianeta Millennials Europa - Di Al­do Caz­zul­lo

i so­no tro­va­to per ca­so a una riu­nio­ne del Ri­mun, la ver­sio­ne ro­ma­na del­le Na­zio­ni uni­te dei gio­va­ni: ado­le­scen­ti da tut­to il mon­do, ma so­prat­tut­to eu­ro­pei (al­me­no in que­sto ca­so), che si riu­ni­sco­no nel­le va­rie ca­pi­ta­li, di­bat­to­no in in­gle­se le ri­so­lu­zio­ni dell’Onu (quel­la ve­ra), vo­ta­no, stan­no in­sie­me per una set­ti­ma­na, la se­ra van­no in di­sco­te­ca, e re­sta­no poi in con­tat­to via mail, dan­do­si ap­pun­ta­men­to per l’an­no suc­ces­si­vo. Un gio­co? Una fe­sta? Sì, ma an­che un mo­do per co­min­cia­re a pen­sa­re il mon­do, a pre­pa­ra­re il fu­tu­ro, a crea­re le­ga­mi, a con­ce­pi­re una di­ver­sa ma­nie­ra di fa­re le co­se. Det­ta­glio im­por­tan­te: si vie­ne am­mes­si per me­ri­to, non per cen­so.

Ve­den­do i ra­gaz­zi ita­lia­ni con­fron­tar­si - e bal­la­re - con coe­ta­nei di tut­ta Europa, e con de­le­ga­ti in­dia­ni, ame­ri­ca­ni, ira­nia­ni, ho pen­sa­to a co­me era­no le no­stre fe­ste di quan­do non ave­va­mo an­co­ra com­piu­to vent’an­ni. Si cer­ca­va una ca­sa e un mo­men­to in cui non ci fos­se­ro i ge­ni­to­ri, si to­glie­va­no il ta­vo­lo e le se­die, si met­te­va il re­gi­stra­to­re e si bal­la­va nel ti­nel­lo. L’Europa era di­vi­sa in due, a Ber­li­no c’era un mu­ro con le guar­die che spa­ra­va­no su chi ten­ta­va di sca­val­car­lo, Go­ri­zia ave­va il mu­ni­ci­pio nel mon­do li­be­ro e la sta­zio­ne nel mon­do co­mu­ni­sta. Era un’epo­ca mi­glio­re? Ma no, un ra­gaz­zo di og­gi ha in­fi­ni­ta­men­te più op­por­tu­ni­tà di quel­le che ave­va­mo noi. Cer­to, ci so­no con­tro­in­di­ca­zio­ni: non c’è più la guer­ra fred­da tra Mo­sca e Wa­shing­ton ma c’è la guer­ra ci­vi­le isla­mi­ca com­bat­tu­ta an­che sul suo­lo eu­ro­peo; e c’è una ri­vo­lu­zio­ne di­gi­ta­le che crea nuo­vi po­sti di la­vo­ro ma di­strug­ge ca­te­go­rie di la­vo­ra­to­ri tra­di­zio­na­li.

Pas­so per uno che pec­ca di ot­ti­mi­smo. Pre­fe­ri­sco par­la­re di fi­du­cia. Non di­co che tut­to fi­ni­rà be­ne; di­co che l’esi­to del­la par­ti­ta di­pen­de so­prat­tut­to da noi. L’Europa in ge­ne­ra­le, e l’Ita­lia in par­ti­co­la­re, han­no gran­di chan­ces. Ma han­no an­che trop­pi gio­va­ni che non stu­dia­no, non si for­ma­no e non la­vo­ra­no, con­vin­ti che il de­sti­no sia se­gna­to, che la par­ti­ta sia per­du­ta pri­ma an­co­ra di co­min­cia­re. È la ras­se­gna­zio­ne il ri­schio più gran­de, che pro­prio non ci pos­sia­mo per­met­te­re.

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