Ga­spard Ul­liel

Corriere della Sera - Io Donna - - Da Prima Pagina - It): sion pro­tec­tion rap­pro­chée, in­tel­lo Una lun­ga do­me­ni­ca di passioni, ran­ti; Yves Saint Lau­rent), The Dan­cer); - Le ori­gi­ni del ma­le Bleu di An­na Ma­ria Spe­ro­ni, fo­to di Tho­mas Lai­sné io­don­na. Mi­sA­ni­me erHan­ni­bal Lec­ter pro­di­ge

Ho in­ter­pre­ta­to Yves Saint Lau­rent, con­ti­nuo a fa­re il mo­del­lo, ma il mio cuo­re è il ci­ne­ma. Re­ci­ta­re è co­me rag­giun­ge­re luo­ghi sco­no­sciu­ti di te stes­so. E c’è sem­pre qual­co­sa del per­so­nag­gio che ti re­sta den­tro. Nell’ul­ti­mo film, pre­mia­to a Can­nes, mi è pia­ciu­to ar­ri­va­re sul set con una sto­ria tut­ta mia, se­gre­ta an­che per il re­gi­sta

So­lo una vol­ta in que­sta intervista Ga­spard Ul­liel non è cre­di­bi­le: quan­do di­ce di aver co­min­cia­to a la­vo­ra­re co­me mo­del­lo per ca­so. Guar­da­te­lo (e so­prat­tut­to guar­da­te la gal­le­ry su che al­tro po­te­va fa­re uno co­sì? An­che l’at­to­re, cer­to. E in­fat­ti ave­va so­lo 13 anni quan­do de­but­tò in una se­rie tv fran­ce­se ( da noi sco­no­sciu­ta). Da al­lo­ra non ha più smes­so: ha la­vo­ra­to con re­gi­sti che fan­no tan­to (An­dré Te­chi­né, Jean-Pier­re Jeu­net, Ber­trand Bo­nel­lo, con gio­va­ni pro­mes­se al­la lo­ro ope­ra pri­ma (Sté­phaè pas­sa­to per Hol­ly­wood con di Pe­ter Web­ber (era il gio­va­ne Han­ni­bal), ha si­gla­to sei anni fa un con­trat­to con Cha­nel tut­to­ra in cor­so, ha gi­ra­to uno spot per il pro­fu­mo di­ret­to, nien­te­me­no, da Mar­tin Scor­se­se. Si è an­che fi­dan­za­to spes­so: con Char­lot­te Ca­si­ra­ghi, con Cé­ci­le Cas­sel (la so­rel­la di Vincent), con la mo­del­la e pr Jor­dan Cras­sel­le; per poi si­ste­mar­si con un’al­tra mo­del­la, Gaël­le Pie­tri, da cui ha avu­to un fi­glio nel feb­bra­io scor­so. Per ri­ve­der­lo al ci­ne­ma, in Ita­lia bi­so­gne­rà aspet­ta­re l’au­tun­no: Ul­liel è nie Di Giu­sto,

L’at­to­re fran­ce­se Ga­spard Ul­liel, 31 anni. È pro­ta­go­ni­sta di

pro­ta­go­ni­sta di Ju­ste la fin du mon­de dell’en­fant ca­na­de­se Xa­vier Do­lan, gran pre­mio del­la Giu­ria al Fe­sti­val di Can­nes: do­ve è uno scrit­to­re omo­ses­sua­le che tor­na dal­la ma­dre ( Na­tha­lie Baye), dal fra­tel­lo ( Vincent Cas­sel), dal­la so­rel­la ( Léa Sey­doux) e dal­la co­gna­ta (Ma­rion Co­til­lard) do­po anni per an­nun­cia­re la sua pros­si­ma mor­te per ma­lat­tia, e si ri­tro­va in­vi­schia­to in di­na­mi­che fa­mi­lia­ri com­pli­ca­te. Co­me si è tro­va­to con Do­lan? A 27 anni ha di­ret­to sei film ed è con­si­de­ra­to un pic­co­lo ge­nio. Cre­do sia un po’ pe­ri­co­lo­so chia­mar­lo ge­nio. An­ch’io so­no ri­ma­sto im­pres­sio­na­to dal suo ta­len­to e dal­la sua ener­gia; ma l’età non con­ta, il ri­spet­to per il la­vo­ro è lo stes­so sia che mi di­ri­ga un ven­ten­ne sia un set­tan­ten­ne. Xa­vier ha di suo una spe­cie di ap­pe­ti­to in­sa­zia­bi­le per la crea­ti­vi­tà. Ce l’ha an­che lei? Sì, ma in mo­do un po’ più equi­li­bra­to. Que­sto l’ha aiu­ta­ta ad av­vi­ci­nar­si a un per­so­nag­gio co­sì de­li­ca­to? Il film è trat­to

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