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Corriere della Sera - Io Donna - - Vivere Meglio -

mi­la persone: è la sti­ma dei ri­fu­gia­ti e ri­chie­den­ti asi­lo che vi­vo­no in sta­zio­ni fer­ro­via­rie, pa­laz­zi oc­cu­pa­ti, cam­pi spon­ta­nei, in con­di­zio­ni cri­ti­che, pri­vi di qual­sia­si for­ma di as­si­sten­za. Lo de­nun­cia­no die­ci ong (fra cui In­ter­sos, Msf, Ox­fam) in un ap­pel­lo alle isti­tu­zio­ni na­zio­na­li e lo­ca­li. In­fo: in­ter­sos.org B.V. Chi sof­fre di ane­mia è co­stret­to ad as­su­me­re in­te­gra­to­ri a ba­se di fer­ro per po­ter­ne col­ma­re la ca­ren­za. In ge­ne­re, il fab­bi­so­gno quo­ti­dia­no di que­sto mi­ne­ra­le è di cir­ca 10-12 mg che, in con­di­zio­ni nor­ma­li, ven­go­no in­tro­dot­ti con ali­men­ti, co­me car­ni ros­se e bian­che, pe­sce, uo­va, frut­ta sec­ca, le­gu­mi. La me­la chio­da­ta è un ri­me­dio an­ti­co, ma non per que­sto me­no va­li­do an­che og­gi co­me in­te­gra­to­re ali­men­ta­re. In pas­sa­to si usa­va in­se­ri­re in una me­la dei chio­di di fer­ro, per 24 ore. Gli aci­di pre­sen­ti nel­la me­la (al­fa-idros­sia­ci­di co­me aci­do ma­li­co, aci­do tar­ta­ri­co...) fan­no ar­rug­gi­ni­re i chio­di e il fer­ro co­sì ce­du­to vie­ne as­sor­bi­to dal­la pol­pa del frut­to. Ba­sta poi con­su­ma­re la me­la per as­su­me­re an­che pic­co­le quantità di fer­ro. È una for­ma na­tu­ra­le di in­te­gra­zio­ne per gli ane­mi­ci. L’ef­fi­ca­cia del­la me­la chio­da­ta è sog­get­ti­va e oc­cor­re il con­trol­lo dei va­lo­ri di fer­ro nel san­gue.

Sof­fro di una for­ma di ane­mia che spes­so ri­chie­de cu­re far­ma­co­lo­gi­che. Ho sen­ti­to, pe­rò, par­la­re di un ri­me­dio na­tu­ra­le, la “me­la chio­da­ta”. È ef­fi­ca­ce? Ve­ra G., Fro­si­no­ne

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