UN PA­DRE CHE CRE­SCE IL SUO CUC­CIO­LO

Corriere della Sera - Io Donna - - Colonne D’autore - Fron­co­ne@rcs.it

È al­me­no un me­se che lo ve­do: tut­ti i gior­ni, pun­tua­le, s’in­fi­la sot­to Por­ta La­ti­na, a Ro­ma, e fa in­gres­so den­tro Vil­la Sci­pio­ni. Al­to, mo­di ele­gan­ti, sui qua­rant’an­ni, spin­ge una car­roz­zi­na ce­le­ste. Va a se­der­si sem­pre sul­la stes­sa pan­chi­na. Dal­lo zai­net­to ti­ra fuo­ri i gio­chi e lì re­sta, per ore, con suo fi­glio Gior­gio. So­no un clas­si­co esem­pla­re di quel­lo che, sui gior­na­li, chia­ma­te il “mam­mo”. Sì, di mio fi­glio Gior­gio, che ha no­ve me­si, mi pren­do cu­ra io. La ma­dre la­vo­ra, io no. Io il la­vo­ro l’ho per­so a mar­zo. So­no in­ge­gne­re, ero as­sun­to in una so­cie­tà di con­su­len­za in­for­ma­ti­ca. Ha pre­sen­te co­me suc­ce­de nei film? Un gior­no ar­ri­vo in uf­fi­cio e tro­vo una let­te­ra: li­cen­zia­to. Con un bam­bi­no pic­co­lo e... E sen­za non­ni, se è que­sto che vuol sa­pe­re. I ge­ni­to­ri di mia mo­glie vi­vo­no a Ba­ri, i miei so­no an­zia­ni. La pri­ma spe­sa da ta­glia­re è sta­ta quel­la del­la ba­by-sit­ter. Mia mo­glie la­vo­ra al mi­ni­ste­ro del­la Pub­bli­ca istru­zio­ne, esce di ca­sa al­le 7,30. È sta­to ine­vi­ta­bi­le: a Gior­gio avrei do­vu­to pen­sar­ci io. Ave­te un’aria se­re­na. Le pri­me set­ti­ma­ne è sta­to un viag­gio in un mon­do sco­no­sciu­to. Poi ho im­pa­ra­to. Ho im­pa­ra­to co­se bel­lis­si­me. Il pa­dre che cre­sce il suo cuc­cio­lo. Cer­to quan­do ve­de ar­ri­va­re la ma­dre, l’espres­sio­ne di Gior­gio cam­bia, per­ché la ma­dre re­sta sem­pre la ma­dre. Sta cer­can­do la­vo­ro? Ho spe­di­to de­ci­ne di cur­ri­cu­lum. Un pa­io di col­lo­qui so­no an­da­ti ma­le. Aspet­to. Spe­ro. In­tan­to... no, scu­si, che ora è? Oh, no, ab­bia pa­zien­za, ma Gior­gio de­ve man­gia­re.

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