“O’ PRIN­CI­PE E RO­MEO PER ME PA­RI SO­NO” Istin­to, san­gue, vi­ta vis­su­ta: il boss di Scam­pia e l’eroe sha­ke­spe­ria­no han­no in co­mu­ne più di quan­to ti aspet­ti. Al­me­no se­con­do An­to­nio Fol­let­to, che li in­ter­pre­ta en­tram­bi. Gra­zie a un’ani­ma par­te­no­pea. Dai sa­po­ri

Corriere della Sera - Io Donna - - Faccia Da Palcoscenico - Di Ste­fa­nia Ulivi, fo­to di Ro­ber­ta Kra­snig Ro­meo e Giu­liet­ta, Go­mor­ra 2 Go­mor­ra,

Da scam­pia a ve­ro­na. Un viag­gio che può es­se­re lun­ghis­si­mo se, co­me nel ca­so di An­to­nio Fol­let­to, la si pren­de al­la lar­ga, pas­san­do da Via­reg­gio e Ro­ma, con qual­che tap­pa an­che in Si­ci­lia. Ven­tot­to an­ni, con quel­la fac­cia un po’ co­sì di quel­li che, na­ti a Na­po­li e cre­sciu­ti al­tro­ve, quel­la cit­tà se la por­ta­no nel cuo­re e sul­la pel­le. Fol­let­to – O’ prin­ci­pe, l’am­bi­zio­so boss che in pro­va a non spor­car­si le ma­ni nel­la fai­da san­gui­na­ria tra Ci­ro Di Mar­zio e i Sa­va­sta­no - il 19 lu­glio de­but­ta al Tea­tro Ro­ma­no di Ve­ro­na, al fian­co di Lu­cia La­via e Ales­san­dro Pre­zio­si (Mer­cu­zio) in con la re­gia di An­drea Ba­rac­co. Un ruo­lo di cui va fie­ris­si­mo, con­qui­sta­to a suon di pro­vi­ni.

«Fin dal pri­mo ci ho spe­ra­to tan­to. Ave­vo di fron­te An­drea e Ales­san­dro e ho do­vu­to spie­ga­re chi è, ai miei oc­chi, Ro­meo Mon­tec­chi, il “ra­gaz­zo im­be­vu­to di amor cor­te­se a ven­di­ca­to­re”». Un suo con­tem­po­ra­neo. «Mi fa sor­ri­de­re quan­do mi di­co­no: “Ma co­me? An­co­ra Sha­ke­spea­re?”. È un te­sto at­tua­lis­si­mo, an­che se ha più di quat­tro se­co­li. Un in­tri­go di re­la­zio­ni in cui è fa­ci­le ri­co­no­scer­si. Co­me ri­cor­da Ba­rac­co “il tem­po è sca­du­to”, lo­ro cor­ro­no, cor­ro­no, la vi­cen­da si svol­ge nell’ar­co di quat­tro gior­ni. Quan­do tut­to co­min­cia, al­la fe­sta dai Ca­pu­le­ti, Ro­meo è paz­zo d’amo­re per Ro­sa­li­na ma se la scor­da e si in­na­mo­ra di Giu­liet­ta. È pu­ro istin­to, san­gue. Vi­ta vis­su­ta ».

An­to­nio Fol­let­to, 28 an­ni. Il 19 lu­glio sa­rà in

al Fe­sti­val Sha­ke­spea­ria­no di Ve­ro­na. Con lui Lu­cia La­via (Giu­liet­ta) e Ales­san­dro Pre­zio­si (Mer­cu­zio).

Istin­to, san­gue, vi­ta vis­su­ta. La de­scri­zio­ne po­treb­be adat­tar­si an­che a in ef­fet­ti. «Una sto­ria po­ten­te, sì. In co­mu­ne c’è una pro­fon­da sa­pien­za di scrit­tu­ra, re­gia, mes­sa in sce­na. Una gran­de ope­ra col­let­ti­va frut­to di ar­ti­gia­ni ve­ri ca­pa­ci di cu­ra­re ogni mi­ni­mo det­ta­glio, dal­la fo­to­gra­fia ai co­stu­mi». Ga­brie­le O’ Prin­ci­pe, cam­pio­ne di am­bi­gui­tà, lo ha con­qui­sta­to fin dal co­pio­ne.

«Non è un uo­mo di fuo­co ma rie­sce ad ar­ri­va­re in ci­ma. Mi riem­pie il cuo­re che le per­so­ne lo ab­bia­no ap­prez­za­to. De­vo di­re gra­zie a Ste­fa­no Sol­li­ma che ha cre­du­to in me e a Clau­dio Gio­van­ne­si, il re­gi­sta con cui ho la­vo­ra­to di più ». Sul­le po­le­mi­che che han­no ac­com­pa­gna­to il suc­ces­so del­la se­rie ha idee pre­ci­se: «Noi rac­con­tia­mo sto­rie, e que­sta par­la di una pia­ga che esi­ste. Da na­po­le­ta­no di­co che non va na­sco­sta ma che la cit­tà è an­che al­tro. E, co­mun­que, non cre­do che una se­rie tv deb­ba ave­re un com­pi­to edu­ca­ti­vo».

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