Vie­ne na­tu­ra­le pro­teg­ge­re le fi­glie. La di­men­sio­ne pub­bli­ca mia e di Fabrizio (Gi­fu­ni) è il la­vo­ro. Il re­sto non lo met­to in gio­co

Corriere della Sera - Io Donna - - Cover Story - Il tren­te­si­mo an­no L’uo­mo se­me, Il bal­lo Me­mo­rie di due gio­va­ni spo­si

ri­ser­va­tez­za. Del­la vi­ta con suo ma­ri­to Fabrizio Gi­fu­ni e del­le vo­stre due fi­glie non tra­pe­la nul­la. Scel­ta o ca­rat­te­re? En­tram­be. Vie­ne na­tu­ra­le pro­teg­ge­re le fi­glie. In quan­to a noi, la di­men­sio­ne che amia­mo è quel­la del la­vo­ro, lì l’espo­si­zio­ne è to­ta­le, l’adre­na­li­na ti fa tre­ma­re i pol­si. Il re­sto è me­no in­te­res­san­te e non lo met­to in gio­co. Do­po ci­ne­ma e tv, è pron­ta a ri­tor­na­re in tea­tro. È la mia ca­sa, sen­za to­glie­re nul­la al fa­sci­no del pa­laz­zo del ci­ne­ma. In no­vem­bre por­to al Fran­co Pa­ren­ti di Mi­la­no

di In­ge­borg Ba­ch­mann. L’ho ama­to mol­to co­me rac­con­to, fa par­te di un per­cor­so: por­ta­re in pal­co­sce­ni­co testi non tea­tra­li a cui so­no le­ga­ta co­me di Irè­ne Né­mi­ro­v­sky. Ci sa­rà poi un’ul­ti­ma tap­pa del pro­get­to trien­na­le con il Fran­co Pa­ren­ti. Di co­sa si trat­ta?

un me­mo­ria­le di Vio­let­te Ai­lhaud, sco­per­to gra­zie a due ami­che, l’in­cre­di­bi­le sto­ria di un vil­lag­gio svuo­ta­to di ma­schi, do­ve le don­ne fan­no un pat­to: il pri­mo uo­mo che ar­ri­ve­rà sa­rà di tut­te. Ne fa­rò una fia­ba mu­si­ca­le, in sce­na in au­tun­no 2017 con le mu­si­ci­ste pu­glie­si Fa­raual­la. Ma a pre­ce­der­lo ci sa­rà la mia pri­ma vol­ta solo da re­gi­sta. Un Bal­zac tut­to al fem­mi­ni­le, da con Isa­bel­la Ra­go­ne­se e Fe­de­ri­ca Fra­cas­si, su una ri­scrit­tu­ra di Ste­fa­no Mas­si­ni. De­but­to al Pic­co­lo il 21 mar­zo. In ri­cor­do di Ber­to­luc­ci (con cui gi­rò L’amore pro­ba­bil­men­te) scris­se: «Giu­sep­pe è un in­con­tro del­la mia vi­ta. A cia­scu­no di noi di in­con­tri ve­ri ne toc­ca­no po­chi». Qua­li al­tri? Stre­hler, Car­me­lo Be­ne, Giu­lia Laz­za­ri­ni in tea­tro. Fran­ca Va­le­ri, ba­sta leg­ge­re il suo ul­ti­mo li­bro co­sì me­ra­vi­glio­sa­men­te aspro. E poi gli esem­pi ma­gni­fi­ci, al ci­ne­ma Mo­ni­ca Vit­ti, Me­ryl Streep per quel­lo che fa e so­prat­tut­to per quel­lo che non fa. E le scien­zia­te. Le scien­zia­te? Da ve­ra igno­ran­te ho una gran­de at­tra­zio­ne per la fi - si­ca. Le don­ne del­la scien­za mi emo­zio­na­no tan­tis­si­mo. Il re­ga­lo più bel­lo per me sa­reb­be una vi­si­ta al Cern, pri­ma o poi mi riu­sci­rà. Una vi­ta di­vi­sa tra un trian­go­lo geo­gra­fi­co: Mi­la­no dov’è na­ta e tut­to è ini­zia­to, Ro­ma do­ve vi­ve, la Pu­glia, ter­ra d’ori­gi­ne di Fabrizio. Un trian­go­lo per­fet­to. So­no na­po­le­ta­na da par­te di ma­dre, sen­to il le­ga­me con il sud e amo le mie ra­di­ci lom­bar­de. Re­sto le­ga­ta all’Ita­lia, con­ti­nuo a con­si­de­rar­lo un po­sto do­ve va­le la pe­na vi­ve­re, spe­ro sia il luo­go do­ve i no­stri fi gli pos­sa­no pro­get­ta­re il fu­tu­ro. Che cos’è per lei la mu­si­ca? La lin­gua che mi por­to in va­li­gia. Il sen­so più svi­lup­pa­to che ho è l’ascol­to, poi vie­ne il re­sto. Se mi sen­ti­vo so­la da bam­bi­na mi rac­con­ta­vo sto­rie in mu­si­ca, c’era sem­pre una co­lon­na so­no­ra. Il mio la­vo­ro è fa­re l’at­tri­ce ma so­no una mu­si­ci­sta e non è pos­si­bi­le non es­ser­lo più. Per que­sto il tea­tro mi vie­ne na­tu­ra­le, è una que­stio­ne di rit­mo. Con­di­vi­de la pas­sio­ne an­che con le sue fi­glie, Ma­ria e Va­le­ria, en­tram­be suo­na­no. Con­di­vi­dia­mo tan­te co­se. Da quando so­no più gran­di ab­bia­mo inau­gu­ra­to la tra­di­zio­ne di de­ci­de­re in­sie­me. Ab­bia­mo vi­sto in­sie­me tut­ti i fi lm di Nun­zian­te-Za­lo­ne e tut­ti i Mon­tal­ba­no e ci sia­mo tro­va­te fe­li­ce­men­te d’ac­cor­do. E do­po mi han­no det­to che so­no sta­ta bra­va.

So­nia Ber­ga­ma­sco. Tor­ne­rà a tea­tro in au­tun­no, al Fran­co Pa­ren­ti di Mi­la­no con di In­ge­borg Ba­ch­mann.

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