“IO FUNZIONO ME­GLIO QUAN­DO HO TROP­PO DA FA­RE”

Attrice, ma­dre, mo­glie di un uo­mo im­pe­gna­ti­vo (ave­te pre­sen­te Ryan Reynolds?), at­ti­vi­sta e im­pren­di­tri­ce... “For­se l’ipe­rat­ti­vi­smo è una brut­ta co­sa” si chie­de Bla­ke Li­ve­ly, la nuo­va mu­sa di Woody Allen. E qui con­fes­sa un (fe­li­ce) er­ro­re

Corriere della Sera - Io Donna - - Star “voglio Tutto” - di Mau­ro Don­zel­li, fo­to di Fa­bri­zio Mal­te­se

Po­che at­tri­ci por­ta­no il pan­cio­ne con l’ele­gan­za del­la bion­da ca­li­for­nia­na Bla­ke Li­ve­ly. A Can­nes, quan­do l’ab­bia­mo in­con­tra­ta al­la pri­ma mon­dia­le di Ca­fè So­cie­ty di Woody Allen, an­co­ra non ave­va uf­fi­cia­liz­za­to la no­ti­zia, ma noi l’ab­bia­mo su­bi­to sma­sche­ra­ta quan­do si è con­ces­sa del­le pa­ta­te frit­te - con un sor­ri­so in cer­ca di com­pli­ci­tà - a se­gui­re le più pre­ve­di­bi­li ver­du­re gri­glia­te. Ora è pa­pa­raz­za­ta ovun­que in ver­sio­ne pre­ma­man. Per­ché con il ruo­lo del­la dol­ce Ve­ro­ni­ca ( gra­zie a cui il pro­ta­go­ni­sta Jes­se Ei­sen­berg pro­va a di­men­ti­ca­re il suo pri­mo amo­re, im­per­so­na­to da Kri­sten Stewart) l’eroi­na del­la se­rie teen Gos­sip Girl è en­tra­ta nel Pan­theon del­le muse del gran­de re­gi­sta new­yor­ke­se. Ma nel­lo star sy­stem c’era già di di­rit­to, per il suo sor­ri­so con fos­set­te e il ma­tri­mo­nio per­fet­to con Ryan Reynolds, su­pe­re­roe Mar­vel in Dead­pool. Ogni attrice so­gna di la­vo­ra­re con Allen. A lei com’è an­da­ta? La co­sa che in­ti­mi­di­sce di più è il fat­to che sia un’icona: al pen­sie­ro di in­ter­pre­ta­re uno dei suoi per­so­nag­gi, co­me quel­li che tan­to hai ama­to in pas­sa­to, ti tre­ma­no le gam­be. Poi, du­ran­te le ri­pre­se, sta­re sul set è mol­to pia­ce­vo­le, ri­spet­ta il ta­len­to di ognu­no. Il suo è uno sti­le uni­co: pos­so­no cam­bia­re i per­so­nag­gi, pe­rò il mo­do in cui so­no scrit­ti i dia­lo­ghi e il rit­mo con cui li de­vi pro­nun­cia­re so­no il suo Dna. Ve­ro­ni­ca è il per­so­nag­gio più te­ne­ro di Ca­fé So­cie­ty, sem­pre sor­ri­den­te, un ve­ro rag­gio di so­le. Una che in real­tà si odia, par­teg­gian­do per il pri­mo amo­re... Pe­rò Woody ama far pro­va­re emo­zio­ni con­trad­dit­to­rie al pub­bli­co: non ci so­no mai un pro­ta­go­ni­sta e un an­ta­go­ni­sta net­ta­men­te di­stin­ti. Te­me­va che la mia Ve­ro­ni­ca fos­se trop­po af­fa­sci­nan­te, non sem­pli­ce­men­te da de­te­sta­re. A pro­po­si­to di per­so­nag­gi femminili, per le don­ne a Hol­ly­wood c’è sem­pre il ri­schio di es­se­re eti­chet­ta­te o qual­co­sa sta cam­bian­do? Woody Allen è uno di que­gli au­to­ri che, da sem­pre, ne rea­liz­za di me­mo­ra­bi­li, ba­sti pen­sa­re a quel­li di Dia­ne Kea­ton. È il mo­ti­vo per cui

co­sì tan­te at­tri­ci vo­glio­no la­vo­ra­re con lui: rap­pre­sen­ta un’ec­ce­zio­ne. In ge­ne­ra­le le don­ne ven­go­no eti­chet­ta­te in un mo­do o nell’al­tro, co­mun­que - se pen­sia­mo che la di­se­gua­glian­za re­gni nel ci­ne­ma - al­lo­ra è be­ne ri­flet­te­re su quel­lo che ac­ca­de nel re­sto del mon­do. È una te­ma­ti­ca di cui spes­so par­la an­che suo ma­ri­to. Sem­bra­te una cop­pia im­pe­gna­ta nel so­cia­le. C’è un li­bro straor­di­na­rio di She­ryl Wu­dunn e Ni­cho­las D. Kri­stof, si in­ti­to­la Me­tà del cie­lo (Cor­bac­cio), una let­tu­ra che con­si­glio, sul­la schia­vi­tù del­le don­ne. Se “schia­vi­tù” vi sem­bra un ter­mi­ne trop­po for­te, leg­ge­te­lo per ren­der­vi con­to di qua­li vio­len­ze ven­go­no com­piu­te in gi­ro per il pia­ne­ta... Lo sfrut­ta­men­to ses­sua­le, per esem­pio. Ne­gli Sta­ti Uni­ti sia­mo con­vin­ti che il fe­no­me­no ri­guar­di il ter­zo mon­do, ma da noi ogni an­no spa­ri­sco­no tre­mi­la per­so­ne. Non lo no­tia­mo, ep­pu­re suc­ce­de ogni gior­no sot­to il no­stro na­so. È un mo­men­to par­ti­co­lar­men­te fe­li­ce per lei: la sua car­rie­ra è ar­ri­va­ta a una svol­ta, e un se­con­do fi­glio è in ar­ri­vo. Qual è lo spa­zio da de­di­ca­re al­la fa­mi­glia? Con Ryan ci sia­mo det­ti - an­co­ra pri­ma di spo­sar­ci - che non avrem­mo la­vo­ra­to tut­ti e due nel­lo stes­so mo­men­to. È una co­sa che amia­mo, spe­cial­men­te aven­do una fi­glia; se lui gi­ra un film io so­no con la bam­bi­na e vi­ce­ver­sa. An­dia­mo in gi­ro per il mon­do sem­pre in­sie­me, a vi­ve­re le no­stre av­ven­tu­re: la fa­mi­glia è la prio­ri­tà nu­me­ro uno. Sap­pia­mo che, per quan­to oggi sia­mo for­tu­na­ti, il no­stro la­vo­ro è as­sai più ef­fi­me­ro ri­spet­to al­la vi­ta pri­va­ta. Af­fron­tar­lo in cop­pia ci ren­de più fe­li­ci e si­cu­ri nel­la no­stra pro­fes­sio­ne. Lo scor­so an­no Ryan ha re­ci­ta­to in Dead­pool e poi mi ha se­gui­to du­ran­te le ri­pre­se di tre film. Uno dei qua­li, Pa­ra­di­se Bea­ch, è ora in sa­la. Nel film so­no “iso­la­ta” con la mia im­ma­gi­na­zio­ne, che pre­sto pren­de la for­ma di uno squa­lo. Un’espe­rien­za fa­ti­co­sa, dal pun­to di vi­sta fi­si­co ed emo­ti­vo. È fan­ta­sti­co vi­ve­re tut­to que­sto aven­do la mia fa­mi­glia ogni gior­no ac­can­to. Sem­bra che le sue gior­na­te non fi­ni­sca­no mai: ol­tre che attrice è an­che sti­li­sta, esper­ta di cu­ci­na e im­pren­di­tri­ce. So­no le mie pas­sio­ni. Non ho una sty­li­st sol­tan­to per­ché mi di­let­to co­me de­si­gner di mo­da: è uno sboc­co crea­ti­vo che mi di­ver­te pa­rec­chio. Funziono me­glio quan­do ho trop­po da fa­re, il che pen­so sia una brut­ta co­sa... È que­sto che so­gna­va da bam­bi­na, di­ven­ta­re un’attrice? No. So­no cre­sciu­ta in una fa­mi­glia tut­ta de­di­ta al­la re­ci­ta­zio­ne, e in que­sti ca­si si rea­gi­sce in due mo­di: o ti ade­gui e fai l’attrice o - al con­tra­rio - vuoi in­tra­pren­de­re qual­sia­si al­tro per­cor­so tran­ne quel­lo, per non es­se­re de­fi­ni­ta dal me­stie­re dei tuoi. Nel mio caso de­ci­si su­bi­to per que­sta se­con­da stra­da, in­ten­de­vo tro­va­re qual­co­sa di mio. Na­tu­ral­men­te era un er­ro­re: so­no ar­ri­va­ta al­la re­ci­ta­zio­ne in un se­con­do mo­men­to, fa­cen­do pic­co­le co­se per pas­sio­ne e al­la mia ma­nie­ra. Do­po mol­ti an­ni lo pos­so am­met­te­re: so­no con­ten­ta di es­ser­mi sba­glia­ta!

Bla­ke Li­ve­ly in due sce­ne di Ca­fè So­cie­ty di Woody Allen, nei ci­ne­ma dal 29 set­tem­bre. Co­pro­ta­go­ni­sta è Jes­se Ei­sen­berg.

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