LA LO­GI­CA DEL­LO SCONTRINO

Corriere della Sera - Io Donna - - Colonne D’autore/ 2 - Fa­bri­zio Ron­co­ne A do­man­da ri­spon­de fron­co­ne@rcs.it

Qual­che gior­no fa, mi è ca­pi­ta­ta que­sta si­tua­zio­ne qui. Sta­zio­ne fer­ro­via­ria di Tren­to: sal­go sul Frec­ciaar­gen­to del­le 10,41 di­ret­to a Bol­za­no, ar­ri­vo pre­vi­sto al­le 11,14. Sie­do in pri­ma clas­se, ma non pas­sa il car­rel­lo del­la ri­sto­ra­zio­ne. Po­co ma­le. Ho so­lo vo­glia di un caf­fè. Mi al­zo e rag­giun­go la car­roz­za ri­sto­ran­te.

Buon­gior­no, de­si­de­ra? ( l’ad­det­to del­le Fer­ro­vie, lie­ve ac­cen­to ro­ma­no, è spun­ta­to con aria in­fa­sti­di­ta)

Un caf­fè. Mhmm - si vol­ta, pren­de una cial­da, la in­fi­la stan­ca­men­te nel­la mac­chi­net­ta - Pre­go, il suo espres­so. Gra­zie. ( Lo be­vo, è buo­no: poi po­so il bic­chie­ri­no di car­ta sul ban­co­ne e os­ser­vo il fer­ro­vie­re). Un eu­ro e cin­quan­ta. Pos­so ave­re lo scontrino? Co­me lo scontrino? Io pa­go, lei mi ri­la­scia lo scontrino. Fun­zio­na co­sì. E no! Io ho già chiu­so i con­ti del­la cas­sa. Guar­di che man­ca­no ven­ti mi­nu­ti all’ar­ri­vo. Mi so­no av­van­tag­gia­to. E il caf­fè l’ho fat­to per cor­te­sia. Pe­rò si è fat­to da­re un eu­ro e cin­quan­ta E cer­to. Che vuol ber­si il caf­fè gra­tis? No, pe­rò pre­ten­do lo scontrino. E poi: che fi­ne fan­no i sol­di? Li re­gi­stro do­po. Do­po quan­do? Più tar­di. Per­ché mi guar­da co­sì? Non si fi­da? (Al­tri due pas­seg­ge­ri - ser­vi­ti do­po - vo­glio­no gli scon­tri­ni dei lo­ro caf­fè).

Ma dav­ve­ro ora mi fa­te ria­pri­re la cas­sa per 4 eu­ro e mez­zo? Co­mun­que va be­ne: ora vi bat­to i vo­stri scon­tri­ni e la chiu­dia­mo qui.

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