PA­GI­NE

Corriere della Sera - Io Donna - - Il Pane Le Rose - La scuo­la cat­to­li­ca La scuo­la cat­to­li­ca, Il­lu­stra­zio­ne di An­drea Pi­stac­chi Co­mé­die Hu­mai­ne:

l mio ac­count fa­ce­book ha fat­to le ra­gna­te­le. Lo am­met­to, non so­no co­sì so­ler­te nell’ag­gior­na­re i miei so­cial. Chie­do ve­nia e pro­met­to di met­ter­ci un po’ più di buo­na vo­lon­tà nel­la nuo­va sta­gio­ne. Il fat­to è che que­st’esta­te ho let­to un li­bro. Mi di­re­te che è un po’ po­co, ma si trat­ta di

di Edoar­do Al­bi­na­ti ( Riz­zo­li), mil­le­tre­cen­to pa­gi­ne, una vi­ta pa­ral­le­la che ti ac­com­pa­gna per tut­ta la let­tu­ra, im­pre­sa che ri­chie­de il suo tem­po, per quan­to spe­di­ti sia­te, e an­che un cer­to fi­si­co al­le­na­to per reg­ge­re il pe­so del vo­lu­me me­de­si­mo. In­som­ma, bi­so­gna pre­pa­rar­si co­me quan­do si af­fron­ta una ga­ra lun­ga, non un sem­pli­ce ex­ploit da cen­to­me­tri­sti. Mi di­re­te: «Ma sca­ri­ca­lo dal com­pu­ter: co­sì non pe­sa nien­te!». Lo so, og­gi ci so­no gli e-book, ba­sta por­tar­si die­tro una sot­ti­let­ta per ave­re a por­ta­ta di ma­no tut­ta la bi­blio­te­ca di Ba­be­le, la uso an­ch’io, ma ho fat­to un pat­to con la mia co­scien­za che ha a cuo­re sia il de­sti­no del­la fo­re­sta ver­gi­ne, sia quel­lo dei li­brai. Con­clu­sio­ne: sca­ri­co un li­bro elet­tro­ni­co ogni due ac­qui­sti car­ta­cei. A vo­ler es­se­re sin­ce­ra, l’ac­qui­sto del li­bro di Al­bi­na­ti non è sta­to un ca­so: ho vo­lu­to que­sto cor­po a cor­po con la let­te­ra­tu­ra, un duel­lo an­ti­co che, con i pic­co­li gial­li esti­vi e i rac­con­ti bre­vi del­le vi­te dei blog­ger, si sta­va per­den­do co­me la­cri­me nel­la piog­gia.

nel­la sua im­po­nen­te fi­si­ci­tà, ri­cor­da che la let­te­ra­tu­ra esi­ste an­co­ra e ci sfi­da al­la per­se­ve­ran­za, al­la cu­ra, all’at­ten­zio­ne. Ci so­no scrit­to­ri che non rie­sco­no in tut­ta la vi­ta a met­te­re in­sie­me tan­te pa­ro­le quan­te ne ha as­sem­bla­te Edoar­do Al­bi­na­ti in un so­lo ro­man­zo. E non per que­sto so­no me­no im­por­tan­ti. Char­les Bau­de­lai­re ci ha la­scia­to ne­ro su bian­co un mil­le­si­mo del la­vo­ro di Ho­no­ré de Bal­zac con la sua ugual­men­te so­no due gi­gan­ti in­di­scus­si che tro­neg­gia­no nei no­stri scaf­fa­li. Ma, nei no­stri tem­pi ve­lo­ci e di­strat­ti, il ro­man­zo di Al­bi­na­ti di­ven­ta an­che un’enor­me pro­vo­ca­zio­ne. Po­te­va ta­glia­re, usci­re in di­ver­si vo­lu­mi, e in­ve­ce no: ha scel­to la stra­da più im­per­via e poe­ti­ca, ha rac­con­ta­to tut­to quel­lo che ave­va da di­re, in un col­po so­lo. Una pi­sto­let­ta­ta po­ten­te che non ci mol­la fi­no all’ul­ti­ma ri­ga. Io amo mol­to Al­bi­na­ti, le sue sto­rie, il suo sti­le, il suo co­rag­gio. E an­che la sua mo­de­stia, vir­tù an­ti­ca, che lo co­strin­ge qua­si a scu­sar­si con il let­to­re per que­sta in­va­den­za car­ta­cea. Ad­di­rit­tu­ra ar­ri­va a con­si­glia­re di sal­ta­re pa­gi­ne o ca­pi­to­li in­te­ri per fa­ci­li­ta­re la con­vi­ven­za con que­sto suo la­vo­ro in­gom­bran­te. Non fa­te­lo, pren­de­te­vi il vo­stro tem­po... Vi in­vi­to ad af­fron­ta­re fe­li­ci que­sto viag­gio av­ven­tu­ro­so. Il pe­so del­la let­te­ra­tu­ra vi al­leg­ge­ri­rà l’ani­ma.

fio­re con­si­glia­to: Ro­sa Ho­no­ré de Bal­zac, bian­ca, bor­da­ta di ro­sa car­mi­nio, vi­go­ro­sa e ri­fio­ren­te, con gran­di fio­ri pro­fu­ma­ti con più di cen­to pe­ta­li.

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