DAVE & JA­MES FRAN­CO

di An­na Ma­ria Spe­ro­ni

Corriere della Sera - Io Donna - - Sommario - di An­na Ma­ria Spe­ro­ni fo­to di Jen­ny Ga­ge and Tom Bet­ter­ton

Che co­sa im­por­ta il ri­sul­ta­to, se quel­lo che fai per te è ra­gio­ne di vita e se nel far­lo ci met­ti tut­ta la pas­sio­ne del mon­do (ese­haii­sol­di­per fi­nan­zia­re il tuo so­gno )? ALo­sAn­ge­les cir­co­la da an­ni un film che, ac­col­to trai fi­schi, è di­ven­ta­toun­cult: si chia­ma The Room, è la sto­ria di un ban­ca­rio tra­di­to dal­la fi­dan­za­ta che ha una re­la­zio­ne con il suo mi­glior ami­co, è con­si­de­ra­to il più brut­to film mai gi­ra­to, quan­do uscì nel 2003 in­cas­sò1800d ol­la­ri: era­co­sta­to­se i mi­lio­ni. Nel­le in­ten­zio­ni do­ve­va es­se­re un dram­ma, in pra­ti­ca il pub­bli­co ri­se tal­men­te tan­to che, grazie al pas­sa­pa­ro­la, The room­si è poi ri­scat­ta­to nel mer­ca­to dell’ ho me vi­deo e del­le pro­ie­zio­ni spe­cia­li. A pro­dur­lo, scri­ver­lo, di­ri­ger­lo e in­ter­pre­tar­lo il paz­zoi­de Tom­myWi­seau, una spe­cie di­me­tal­la­ro con i ca­pel­li lun­ghi ve­sti­to sem­pre­di­ne­ro che si ab­bas­sa l’età e di­ce di es­se­re diNewOr­leans an­che se par­la co­nu no­stra­no ac­cen­to dell’ est Eu­ro­pa: uno si­cu­ro di gi­ra­re un film stu­pen­do, con pu­rez­za econv in zio­ne.Ja­me­sF ran­co( nei gior­ni scor­si coin­vol­to nel­la que­stio­ne mo­le­stie ses­sua­li da di­ver­se ac­cu­se di at­tri­ci e mo­del­le) è in­cap­pa­to nel li­bro che ne rac­con­ta la sto­ria scrit­to da Greg Se­ste­ro (l’at­to­re che inT­he ro

om in­ter­pre­ta il mi­glior ami­co di

Tom­my), se n’è in­na­mo­ra­to e l’ha tra­sfor­ma­to in un film,Th eD is a

ster Ar­ti­st.L oh a di­ret­to, in­ter­pre­ta­toe­ha vin­to un Gol de­nG lob eco­me mi­glior at­to­re( al­la ce­ri­mo­nia di pre­mia­zio­ne, il ve­ro Tom­my Wi­seaue­ra­con­lui). Ac­can­toaJa­mes, suo fra­tel­loDa­ve nel ruo­lo diG­reg. Se­du­ti vi­ci­ni, brac­cia in­cro­cia­te, giub­bot­to di pel­le ne­raJa­mes,m aglio­nee­jean­sDa­ve, per­la pri­ma vol­ta han­no gi­ra­to un film insieme. Co­meèan­da­ta? JA­MES. Ci sia­mo di­ver­ti­ti. Vo­le­vo la­vo­ra­re co­nDa­ve da­mol­to tem­po, e per la par­te di Greg era per­fet­to: lui e Tom­non so­no fra­tel­li­ma so­no co­mun­que­mol­to vi­ci­ni.

DAVE. Era il mo­men­to giu­sto nel pro­get­to giu­sto con la giu­sta di­na­mi­ca. Mi so­no sen­ti­to a mio agio, li­be­ro di ri­schia­re sa­pen­do che nes­su­no mi avreb­be giu­di­ca­to. È di­ven­ta­to at­to­re per imi­ta­re suo fra­tel­lo più gran­de? D. Adi­re la ve­ri­tà non ave­vo in­ten­zio­ne di fa­re l’ at­to­re. So­no an­da­to a Los An­ge­les per stu­dia­re e po­iu­na vol­ta là mi han­no tra­sci­na­to. DaJa­mes? D. Dal suo­ma­na­ger­di al­lo­ra. All’ini­zio­non­mi pia­ce­va, ero­ner­vo­so ogni vol­ta. Ma vo­le­vo tro­va­re il mio po­sto nel ci­ne­ma da quan­do ero ado­le­scen­te e ve­de­vo la re­ci­ta­zio­ne co­me un­mez­zo per riu­scir­ci. Poi ho ca­pi­to

che no la­scia­to an­da­re e so­no mi­glio­ra­to.Co­sa avreb­be vo­lu­to fa­re,po­te­va es­se­re di­ver­ten­te: al­tri­men­ti? mi soD. E vo­stro fra­tel­loTom?Di­ri­ge­re, pro­dur­re, scri­ve­re… Re­sta fuo­ri? J. Lui­fa­lo­scul­to­re. Pe­rò­haun­pic­co­lo ca­meo in­que­sto­film. Co­me pas­sa­va­te il tem­po insieme da­pic­co­li?

D. Ja­mes ha set­te an­ni più di me: vi- ve­va­mo in due­mon­di se­pa­ra­ti. Ma en­tram­bi i miei fra­tel­li mi han­no fat­to ve­de­re un sac­co di film, com­pre­si quel­li vie­ta­ti ai mi­no­ri pri­ma del do­vu­to. Po ida quan­do­mi so­no tra­sfe­ri­to aL osAn­ge le­si oeJa me­sci sia­mo av­vi­ci­na­ti sem­pre più. Ab­bia­mo gi­ra­toT­he Di­sa­ste­rAr­ti­st, fon­da­tou­na nuova com­pa­gnia di pro­du­zio­ne…

Ja­mes, co­nT­heDi­sa­ster Ar­ti­st ha vo­lu­to pren­de­re in gi­ro se stes­so? Tom­my è un one­man show: re­ci­ta pro­du­ce, scri­ve, di­ri­ge... Co­me lei. J. Sì, in un cer­to sen­so. Ho co­min­cia­to co­me at­to­re, po imi è ve­nu­ta vo­glia di rac­con­ta­re sto­rie da una po­si­zio­ne di­ver­sa e so­no­tor­na­to a scuo­la. Non ho bi­so­gno di fa­re sem­pre tut­to io ma so­no con­ten­to di co­no­sce­rei va­ri set­to­ri: sei mi­glio­re in ognu­no. Co­mun­que ci so­no al­tri aspet­ti in co­mu­ne

tra­meeTom­my: il suoe­roe è Ja­mes Dean,ei oh oin­ter­pre­ta­toJam es Dean; ca­pi­sco be­ne il de­si­de­rio di gi­ra­re un film per­so­na­le; in­fi­ne era­va­mo en­tram­bi at­to­ri in lot­ta per emer­ge­rea Hol­ly­wood a me­tà de­gli an­ni 90. Che co­sa han­no det­to del fil­mi ve­ri Tom­my eG­reg? J. Greg lo ha ama­to­mol­to. Tom ha det­to che ap­pro­va­va al 99,99 per­cen­to. Lo 0,1 che non an­da­va era la sce­na in cui gio­co a foot­ball, di ce­che lui lan­cia­la pal­la mol­to me­glio di co­sì. Tom­myè un in­com­pre­so: un pro­dut­to­re gli di­ce :“Non riu­sci­rai mai a fa­re un film in un mi­lio­ne di an­ni, non sa­rai mai un buon at­to­re ”. A voi ha no­ma i det­to co­se del ge­ne­re?

D. Anoi? No; non in­mo­do co­sì vio­len­to, co­mun­que.

J. Dave ha vi­sto­me an­da­re a Hol­ly­wood. Io, in­ve­ce, no­n­hoa­vu­toun fra­tel­lo mag­gio­re a mo­strar­mi che era pos­si­bi­le. La gen­te­mi­met­te­va in guar­dia: è dif­fi­ci­le, ci vuo­le ta­len­to, ci so­no trop­pi aspet­ti fuo­ri dal tuo con­trol­lo… L’ ar­ma con­tro tut­to que­sto è sta­to but­tar­mi den­tro al me­stie­re con tut­to me stes­so: non ho fat­to al­tro che re­ci­ta­re per an­ni. Vi è ca­pi­ta­to che il vo­stro la­vo­ro fos­se com­ple­ta­men­te frain­te­so? J. Non al pun­to in cui è frain­te­so Tom­my (lui pen­sa di aver di­ret­toun dram­ma, e tut­ti ri­do­no, ndr). Ma so co­sa vuol di­re­met­te­re tut­to l’im­pe-

gno in­qual­co­sa che­poi al pub­bli­co non pia­ce .

D. Io ho da­to il mas­si­mo sia in pro­get­ti ve­nu­ti be­ne­si a in al­tri non buo­ni: non­sai­mai co­me­sa­ràun­film. De­vi so­lo spe­ra­re che va­da­per il­me­glio. Quan­to è im­por­tan­te fa­re qual­co­sa an­che se non hai ta­len­to, so­lo per pas­sio­ne, so­lo­per­ché­vuoi? D. Mol­to. An­che se non rie­sci a tra­sfor­ma­re la tua pas­sio­ne in un­me­stie­re, non bi­so­gna­mai ab­ban­do­na­re il­pro­prio la­to crea­ti­vo. Un­hob­by nu­tre co­mun­que qual­co­sa den­tro di te. No­stro pa­dre ha smes­so di di­pin­ge­re per trent’an­ni (la­vo­ra­va in una so­cie­tà­hi- te­ch, ndr). Ha­ri­co­min­cia­to ver­so la fi­ne del­la sua vita, e non l’ho­mai vi­sto più fe­li­ce.

J. In un do­cu­men­ta­rio Ji­mCar­rey rac­con­ta che suo pa­dre, un gran­de mu­si­ci­sta, la­sciò per­de­re la­mu­si­ca per de­di­car­si agli af­fa­ri. Poi quel­la car­rie­ra an­dò a pez­zi, e lui e ra­di­strut­to non tan­to per­ché ave­va fal­li­to, ma per­ché ave­va fal­li­to in un me­stie­re di cui non gli im­por­ta­va. Co­sì Car­rey de­ci­se di di­strug­ger­si, ca­so­mai, per qual­co­sa che ama­va. È il mo­do in cui pro­vo a vivere io. Una del­le at­tri­ci nel fil­ma un cer­to pun­to di­ce: il gior­no peg­gio­re sul set è me­glio di qua­lun­que gior­no nel­la vita rea­le. Sie­ted’ac­cor­do?

J. Il no­stro­me­stie­re è fan­ta­sti­co. In più, mio fra­tel­lo e io sia mo­nel­la for­tu­na­ta po­si­zio­ne di po­ter far­lo insieme. Non c’ è nien­te di me­glio di­la­vo­ra­re co­ni tuoi a mi­cie la tua fa­mi­glia in un pro­get­to a cui tie­ni.

D. Quan­do ho co­min­cia­to, e an­da­vo a cen­ti­na­ia di pro­vi­ni, e non mi in­gag­gia­va­no­mai, ri­cor­do quan­to ero fe­li­ce quan­do ve­ni­vo pre­so per par­ti an­che mi­ni­me, ma­ga­ri in pro­get­ti nep­pu­re buo­ni. Ma sen­tir­mi un at­to­re che la­vo­ra ba­sta­va a gra­ti­fi­car­mi. Hol­ly­wood è an­co­ra il po­sto dei so­gni per chi vuo­le fa­re ci­ne­ma?

J. Noi ab­bia­mo gi­ra­to a LA per­ché era una sto­ria di LA. Ma og­gi è qua­si più fa­ci­le gi­ra­re fuo­ri per­ché in al­tri Sta­ti le tas­se so­no più fa­vo­re­vo­li, per esem­pio. Pe­rò tan­te com­pa­gnie di pro­du­zio­ne so­no an­co­ra a LA, le gran­di agen­zie di­ca­sting,gli­st udi os son olà. Quin­di sì, Hol­ly­wood è an­co­ra una de­sti­na­zio­ne mi­ti­ca.

I fra­tel­li Dave e Ja­mes Fran­co, 32 e 39 an­ni, han­no re­ci­ta­to insieme in The Di­sa­ster Ar­ti­st (al ci­ne­ma dal 22 feb­bra­io), che Ja­mes ha an­che di­ret­to.

6O’alU­ra sceOa Ei The Di­sa­ster Ar­ti­st: %aWe 'raO­cP Ã cPO Sha­rPO SUPOe che ha un pic­co­lo ruo­lo Oel lN "Oche alU­ri aUUP­ri OPUi cPNe +Psh HVU­cher­sPO e Zac dfron, han­no un ca­meo.

Due sce­ne da The Di­sa­ster Ar­ti­st: Dave e Ja­mes Fran­co, Ja­mes da so­lo. *M MNÃUSBUUP dal li­bro omo­ni­mo EJ (SFH 4FTUFSP DIF SBDDPOUB

MB GPMMF TUPSJB EFM TFU EJ The room.

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