Intervista sur­rea­le.

Corriere della Sera - Io Donna - - Di -

Com’è La­dy Ga­ga? Dav­ve­ro…». Ci so­no do­man­de cui una cro­ni­sta non può ri­spon­de­re. E la dif­fi­col­tà sta tut­ta nell’av­ver­bio. Nei gior­ni che pre­ce­do­no l’in­con­tro con La­dy Ga­ga per A Star is Born, si sus­se­guo­no i cam­bi di pro­gram­ma: l’intervista al­la star no­ta per i mo­di ec­cen­tri­ci e i look stra­va­gan­ti di­ven­ta pri­ma un’intervista all’as­sai so­brio Brad­ley Coo­per, re­gi­sta e coin­ter­pre­te del film, poi un in­con­tro a due vo­ci Coo­per+ga­ga. La du­ra­ta sa­rà di 15 mi­nu­ti, no 10, ok ok 15. Con un’op­zio­ne di 5 mi­nu­ti ex­tra se l’al­li­nea­men­to dei pia­ne­ti lo con­sen­ti­rà.

Nel film, quar­to re­ma­ke­del fortunato È na­ta una stel­la, e ul­ti­ma ri­vi­si­ta­zio­ne del mi­to di Pig­ma­lio­ne, Brad­ley Coo­per è un mu­si­ci­sta coun­try-rock, bel­lo co­me il so­le e dan­na­tis­si­mo. Il suo pri­mo at­to, all’en­tra­ta in sce­na, è ca­lar­si tre pa­stic­che. In­tan­to il mon­tag­gio al­ter­na­to ci pre­sen­ta Ga­ga che nel cu­bi­co­lo di una toi­let­te ur­la all’in­di­riz­zo di un (or­mai) ex:

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